Cronaca Bianca

L'EDITORIALE - LA BANCARELLA DEL TORRONE - Schiappa deve chiedere a Cennami le dimissioni della Barbato, altrimenti ha il dovere di uscire dal Pdl e di andarsene altrove

Monta il caso del post della vicesindaco, che copiato pari pari da una frase di Roberto Saviano, ha accusato Berlusconi di essere l'autore di un genocidio. Sminuire la portata del


Monta il caso del post della vicesindaco, che copiato pari pari da una frase di Roberto Saviano, ha accusato Berlusconi di essere l'autore di un genocidio. Sminuire la portata del caso, tacciando di strumentalizzazione chi, tra quelli del Pdl fatti fuori con il ribaltone gli chiede una posizione netta, rappresenta una dei suoi tanti errori. IN CALCE ALL'ARTICOLO IL COMUNICATO STAMPA DEL SINDACO SCHIAPPA E I POST IDENTICI DI ROBERTO SAVIANO E DELLA VICESINDACO BARBATO Il sindaco di Mondragone Schiappa parla come un libro scritto e applica una formula classica della dialettica politica: la formula, tutta difensiva della strumentalizzazione che va respinta. Cosa avrebbero strumentalizzato gli esponenti del Pdl e del centro destra che Schiappa ha fatto accomodare all'opposizione dando vita al ribaltone strutturato insieme al Pd e al suo ex avversario Achille Cennami? Avrebbero strumentalizzato una dichiarazione che la vicesindaco del Pd Barbato ha postato su facebook, nella quale definisce Silvio Berlusconi autore di un genocidio, per la questione degli immigrati morti negli anni a largo di Lampedusa. Ora, al di là del sorriso che questa dichiarazione può generare, dato che a Berlusconi gli avevano dato del ladro, del truffatore, del corruttore, del concussore, del mignottaro, ma mai era stato paragonato al generale Mladic, a Stalin, ai turchi che sgozzavano centinaia di migliaia di armeni, o addirittura ad Adolf Hitler, oppure ancora ad Assad junior; resta un dato politico serio, che non può non avere una ricaduta altrettanto seria sugli equilibri della maggioranza del ribaltone che governa Mondragone da un paio di mesi. Se un esponente di spicco di questa maggioranza, non un semplice consigliere comunale, ma il vicesindaco del Pd, pur copiando pedissequamente, come vi dimostriamo in calce all'articolo una dichiarazione di Roberto Saviano, neo tribuno della plebe e sacerdote del pauperismo più hard, dà del genocida, del massacratore di anime innocenti, al leader del partito del suo sindaco - la cosa, non ce ne voglia Schiappa - non può essere liquidata con un cicchetto alla Barbato e con un'accusa, rivolta a quelli del Pdl da lui ripudiati, di ricorrere alla strumentalizzazione di un episodio che non c'entrerebbe con le dinamiche dell'amministrazione comunale. No, sindaco Schiappa, lei sbaglia ancora, come fa usualmente. C'entra, con il resto di due: perchè il patto che lei ha stipulato con il Pd si è giovato della formale copertura del suo partito sia a livello provinciale che a livello regionale, dato che l'esplorazione del deputato Di Caterina, voluta da Nitto Palma è stata un'operazione platonico figurativa, giusto per far vedere che questo partito voleva approfondire le motivazioni politiche di questa formula straordinaria di governo. Se il Pdl garantisce l'operazione, consentendo a Schiappa di rimanere anche leader di fatto del partito a Mondragone, se il Pdl ripudia le posizioni legittimiste rispetto alla maggioranza uscita dalle elezioni, non puo' pensare, sindaco Schiappa, che il suo vice definisca il leader nazionale del Pdl un carnefice. O meglio, la Barbato ha tutto il diritto di clonare tutte le frasi espresse da Dio Saviano, ma il sindaco non può non chiedere a Cennami un immediato avvicendamento della Barbato, non in linea con lo spirito di questa costruzione eccentrica di governo, e soprattutto non in linea con le posizioni di chi, a Caserta e a Napoli ha consentito la nascita dell'amministrazione del ribaltone. Questa è politica caro sindaco Schiappa, non la bancarella del torrone. Lei vuole sdrammatizzare, sminuire un fatto politicamente rilevante. Anzi, rilevantissimo. Lo fa, chiaramente per salvare la sua poltrona. Ma a questo punto seppur impegnati a Roma a manifestare il loro sdegno per il blitz della Cassazione, che ha fissato l'udienza per Berlusconi il prossimo 30 luglio, i parlamentari del Pdl, a partire da Nitto Palma non possono non pretendere che Schiappa chieda ed ottenga le dimissioni del vicesindaco Barbato. Gianluigi Guarino   QUI SOTTO IL TESTO INTEGRALE DELLA NOTA STAMPA DEL SINDACO SCHIAPPA SUL CASO BARBATO In relazione ad un messaggio postato su facebook nelle ultime ore dall'assessore Anna Barbato del Partito democratico, vice sindaco del Comune di Mondragone, nonché alle strumentalizzazioni di consiglieri comunali pseudoappartenenti al Popolo della Libertà, apparse su quotidiani on line e di carta stampata, il primo cittadino di Mondragone, Giovanni Schiappa, consigliere provinciale e componente del coordinamento provinciale del PdL in Terra di Lavoro, affida ad una breve nota le sue riflessioni in merito. "Ci dissociamo dalle esternazioni dell'amica Anna Barbato, ritenendo tali affermazioni personali ed inopportune, in quanto rimaniamo fermamente convinti degli sforzi compiuti dal Presidente Berlusconi e dai suoi governi che negli anni, nel campo dell'immigrazione, hanno fornito certezze e concretezza rispetto a problematiche complesse e disagi gravi sino ad allora poco e male affrontati. Convinti che chi ricopre cariche istituzionali debba necessariamente avere la giusta consapevolezza del ruolo che esercita aldilà delle logiche di parte, affidiamo all'esperienza ed al sereno equilibrio di Achille Cennami la ricomposizione di una vicenda che necessita della repentina chiarezza che lo contraddistingue. Per quanto riguarda, poi, l'uso strumentale di tali affermazioni - ripeto personali ed inopportune - da parte di chicchessia, riteniamo di non voler prendere in considerazione chi ha scelto di intorbidire le acque, sempre e comunque, soltanto per seguire l'ordine di (piccolissima) scuderia".   I POST DI SAVIANO E DELLA BARBATO: SONO IDENTICI