Cronaca Bianca

CASERTA - Raccapricciante!!! REGGIA, in un anno perso il 30% dei visitatori che in due anni si sono dimezzati

Il turismo è morto, quand'anche fosse vissuto in passato, in un posto in cui le cognizioni su questa materia sono praticamente nulle, sia   nel bagaglio di conoscenze delle is


Il turismo è morto, quand'anche fosse vissuto in passato, in un posto in cui le cognizioni su questa materia sono praticamente nulle, sia   nel bagaglio di conoscenze delle istituzioni, sia in quello della maggior parte degli imprenditori. Dentro a questo sperpetuo, gli albergatori, per continuare a vivere, hanno dovuto organizzarsi facendo finta che la Reggia non esista e sono riusciti, in contro tendenza, ad aumentare quest'anno i pernottamenti rispetto a 12 mesi fa CASERTA - Tra i tanti paradossi della città di Caserta e della sua provincia oggi se ne può annoverare un altro: tutto sommato, il fatto che la Reggia vanvitelliana, uno dei 10 o 20 monumenti più importanti del mondo, non abbia mai creato, incredibile ma vero, un vero indotto economico, può essere considerato un fatto positivo. Pazzesco, no? Eppure è così. Il dato di giugno 2013 è raccapricciante: meno 30% di visitatori rispetto al 2012 che si aggiunge al meno 26 % registrato l'anno scorso rispetto al 2011. In poche parole, in 2 anni, il numero dei turisti che hanno visitato il monumento si è quasi dimezzato. A fronte di quest'autentica caporetto del turismo casertano, tanto grande, tato disastrosa da non poter essere spiegata solo come effetto della congiuntura economica generale, il numero di pernottamenti negli alberghi segna, addirittura il segno più. Insomma la Reggia interessa sempre a meno persone,ma gli imprenditori che dalla reggia avrebbero potuto trarre reddito, contanto di benefici occupazionali, fanno di necessità virtù e si arrangiano da soli di fronte ad istituzioni che ancora una volta si dimostrano imbelli, incapaci di comprendere prima di tutto culturalmente, anzi congitivamente il senso e il segno della parola turismo, illustre sconosciuta nel vocabolario dei vostri miserabili politici. Vorremmo dedicare più tempo a queste cose, ma purtroppo le necessità del nostro lavoro ce lo impediscono, e sapete perchè? Perché un articolo su questi argomenti crea poco appeal, non riesce a produrre un numero di visite neanche lontanamente paragonabile a una puttanatella qualsiasi sul gossip politico o su un fatto di micro delinquenza. E anche questo la dice lunga sulla consistenza culturale di questa terra. Noi un'idea articolata ce l'abbiamo sul perché in provincia di Caserta, tra le istituzioni che la drovebbero governare le politiche del turismo, di questa materia capiscono zero, e neppure si pongono il problema di imparare di imparare o di circondarsi di veri esperti che hanno fatto la fortuna delle città d'arte in tutto il mondo. E un'idea ce l'abbiamo anche sul motivo per cui il mondo dell'impresa casertano soffre delle stesse spaventose carenze che ci permettono di dire che siamo di fronte a un vero e proprio deserto nella cifra relativa alla cultura del turismo. Cercheremo di spiegarvelo nei prossimi giorni. Gianluigi Guarino