Cronaca Bianca

CASERTA Che pena l'Ospedale Civile, da un anno non funziona la risonanza magnetica. E i centri privati, che hanno firmato ricche convenzioni, si ingrassano

Mettiamo il caso che il Presidente della Repubblica, o un ministro, oppure il Presidente della Regione che finanzia la sanità, arrivino a Caserta e accusino un leggero malore. Ne


Mettiamo il caso che il Presidente della Repubblica, o un ministro, oppure il Presidente della Regione che finanzia la sanità, arrivino a Caserta e accusino un leggero malore. Nella struttura pubblica non potranno fare la risonanza,a ma dovranno ricorrere o al Cetac o al Marrone CASERTA - Sinceramente ci dispiace per Franco Bottino che, al di là di qualche sua piccola soddisfazione personale, collegata al posizionamento interno di professionisti a lui cari, rappresenta, in questo momento, una figura slavata, opaca, di direttore generale. Questo non perchè non possegga le capacità, ma perchè a Napoli nella spartizione lottizzatoria, avvenuto a livello di regione Campania, l'ospedale di Caserta, è diventato un feudo del presidente del Consiglio regionale Paolo Romano che amministra la struttura avente come punto di riferimento non Bottino, ma Diego Paternosto e attraverso quest'ultimo l'ottimo dottor Iovine che, per anni, da direttore del presidio ospedaliero, è stato un potente del nosocomio casertano allargando le sue relazioni anche ad altre settori dell'azienda, quello amministrativo, ma anche quello dell'ufficio tecnico. Il piano ospedaliero, venuto fuori nei giorni scorsi dalla sua seconda lezione e di cui ci occuperemo diffusamente nei prossimi giorni, è frutto di una visione esclusivamente politica dell'organizzazione interna sia per quanto riguarda il comparto sanitario, sia per quanto riguarda quello amministrativo. Come delle foglie di fico sono state salvate alcune eccellenze  almeno a tutela formale dell'alta specializzazione, ma il resto è stato tutto governato dalla politica, non certo dalla meritocraazia, né dalla tensione collegata a coniugare in una equazione complessa, ma non impossibile, la causa del contenimento dei costi e quella della qualità dell'offerta, della caratterizzazione dell'ospedale come luogo di autentiche eccellenze. Sono concetti che stiamo declinando in maniera generale, ma a cui, come è nostro costume, forniremo adeguate argomentazione. Un nostro articolo, per quello che è e rappresenta Casertace in questo momento, non può concludersi senza che contenga una notizia. L'anno scorso, precisamente il 10 agosto, scrivemmo che da quel giorno e in quelli successivi non sarebbe stato possibile effettuare la risonanza magnetica nell'ospedale di Caserta. Di seguito non ci siamo mai più informati, perché se è vero che abbiamo visto di tutto e di più nel luogo in cui la scienza e la coscienza del servizio finalizzato al bene altrui dovrebbe essere un'assoluta priorità, è anche vero che non avremmo mai pensato che si fosse arrivati al punto che a quasi un anno dal giorno in cui l'apparecchi si è rotto, ancora oggi, nel 2013, in un ospedale delle dimensioni di quello casertano, risulta impossibile  fare una risonanza magnetica. Non vogliamo fare provocazione gratuite. Ma mettiamo il caso, arrivi a Caserta il presidente della Repubblica Napolitano, con un altro membro delle istituzioni nazionali e regionali, e durante una manifestazione accusi un piccolo malore. Lo portano nell'ospedale pubblico, quello che funzione con i soldi della regione e gli dicono che per fare la risonanza magnetica deve andare, o al Cetac o da Marrone. Due centri privati,  dotati di apparecchiature idonee, con cui il nosocomio casertano è convenzionato e dove da 1 anno spedisce tutti coloro che hanno bisogno di questo esame, con costi aggiuntivi, legati al trasporto in autoambulanza dei degenti. Che facciamo, usiamo ancora una volta la parola vergogna? Inutile, perché questi qua sono senza vergogna. Gianluigi Guarino