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CASERTA - Patto federativo tra Udc, Fratelli d'Italia e Saverio Russo. Portavoce Acconcia. Da oggi, almeno in via teorica, Del Gaudio non ha più una maggioranza

Il conto è presto fatto: sono 17 i consiglieri che non dichiarano di appartenere alla stessa maggioranza, a fronte dei 16, compreso il sindaco, che dichiarano di appartenervi. La


Il conto è presto fatto: sono 17 i consiglieri che non dichiarano di appartenere alla stessa maggioranza, a fronte dei 16, compreso il sindaco, che dichiarano di appartenervi. La situazione si complica

CASERTA - Si diceva in queste ultime settimane che quello dell'Udc fosse un esercito in rotta, un gruppo di consiglieri comunali che non andavano più d'accordo, spaccati, ognuno in cerca di una relazione diretta con il sindaco e con l'amministrazione comunale. Naturalmente queste voci erano messe in giro da ambienti vicini alla maggioranza e allo stesso sindaco.

Stando a quello che è capitato oggi, venerdì, la realtà appare ben diversa. Non solo, l'Udc mantiene l'integrità dei suoi numeri, con 7 consiglieri su 7 e con lo stesso Del Rosso, apparso un po' recalcitrante nelle precedenti settimane, anche lui allineato e coperto, ma è riuscito a diventare propulsore di una iniziativa di federazione di altri consiglieri comunali.

E' nato, infatti, oggi, la federazione di 3 gruppi: quello dell'Udc, quello di Fratelli d'Italia, da Piscitelli e da Bologna, più il consigliere Russo. In tutto sono 10 consiglieri.

Formalmente i singoli gruppi manterranno la loro identità e i loro capigruppo e  saranno Puoti, Piscitelli e Russo, ma il patto federativo prevede un portavoce unico, che sarà Antonello Acconcia. Ora è difficile pensare che dieci consiglieri non esprimano nemmeno un assessore, come accade oggi, fermo restando il braccio di ferro sulle deleghe, in atto tra il sindaco e il partito di Zinzi.

Ovviamente, avventurarsi in ipotesi spericolate sui numeri è sempre imprudente, visto che gente come Bologna o come Russo o come lo stesso Puoti, prima di firmare una mozione di sfiducia si farebbero tagliare la mano. Certo è che contando, oggi, i consiglieri che appartengono alla maggioranza e quelli che dicono di non appartenervi, la situazione per il sindaco è piuttosto preoccupante, dato che ai 10 del patto federativo vanno aggiunti i 4 del Pd, i 2 di Speranza per Caserta, più Cobianchi. Pur considerando Pasquale Corvino ed Edgardo Ursomando, da poco approdati a Grande Sud, due consiglieri pronti a fare da stampella, eventualmente al sindaco, il conto delle varie minoranze fa proprio 17.

17 consiglieri che dichiarano di non appartenere a questa maggioranza, a fronte dei 16, compreso il sindaco che dicono di appartenervi.

Fate voi. Mi sa che Angelo Polverino dovrà consumare parecchie paia di scarpe per inseguire ora questo, ora quel consigliere.

Gianluigi Guarino

QUI SOTTO IL TESTO INTEGRALE DEL COMUNICATO STAMPA DEI GRUPPI FEDERATI DELL'UDC, DI FRATELLI D'ITALIA E DELL'INDIPENDENTE RUSSO

I consiglieri comunali del gruppo Udc, assieme a quelli di Fratelli d’Italia e del Gruppo Indipendente, hanno dato vita ad un patto federativo all’interno dell’Assise della città di Caserta. Il gruppo neocostituito è composto da 10 consiglieri (Acconcia, Bologna, Ciontoli, Del Rosso, Maietta, Oliva, Piscitelli,Puoti, Russo, Zullo),  e si pone l’obiettivo di operare all’interno del Consiglio Comunale attraverso, come si legge in un documento che porta la firma di tutti i componenti del “patto”,  la “formulazione di proposte operative e programmatiche sulle quali chiamare al confronto sia le forze politiche di maggioranza che di opposizione”.

Nel documento i consiglieri hanno sottolineato che “a due anni dalla vittoria elettorale e dall’insediamento dell’amministrazione guidata dal sindaco Pio Del Gaudio molti progetti sono stati realizzati, nonostante la difficile situazione finanziaria del Comune. Al contrario su alcune problematiche di particolare impatto per la città (assetto del territorio, vivibilità, Ztl) il cammino della coalizione che sorregge il sindaco è apparso incerto ed eccessivamente tortuoso rispetto ai bisogni che emergono dalla cittadinanza: troppe questioni attendono di essere affrontate ed incanalate verso una soluzione utile a rispondere ai bisogni della città, sovente manca una visione complessiva di governo e si dà l’impressione di procedere a tentoni; manca – a nostro avviso – una visione strategica della città capoluogo proiettata verso il futuro, indipendentemente dall’impegno che sindaco e assessori mettono quotidianamente nel loro lavoro”.

“Occorre  - hanno proseguito i consiglieri – una svolta politica e programmatica, una messa a punto della macchina amministrativa che non può funzionare in maniera adeguata senza un quadro politico di riferimento chiaro e definito in tutte le sue componenti. Purtroppo la verifica politica e programmatica – che pure il primo cittadino si era impegnato a portare avanti – si è conclusa con qualche cambio all’interno della compagine degli assessori che non si sa quanto potrà risultare produttivo”.