Cronaca Nera

Agg 18.03 ECCO TUTTI I NOMI dei consiglieri regionali indagati. Casertani emplain. Poi tutti gli altri. 3 richieste di arresto rigettate dal Gip

 Confermati anche gli avvisi di garanzia per la Nugnes e Angelo Consoli. Gli investigatori sospettano che i consiglieri dell'Idv avrebbero percepito irregolarmente il 95% dei rim


 Confermati anche gli avvisi di garanzia per la Nugnes e Angelo Consoli. Gli investigatori sospettano che i consiglieri dell'Idv avrebbero percepito irregolarmente il 95% dei rimborsi, il Nuovo Psi il 91%, il Pdl l'89%, il Pd l'82%, l'Udc il 65%         Agg. 14.32 Secondo il comunicato ufficiale della Guardia di Finanza di Napoli sono 53 gli avvisi a comparire, cioè i consiglieri regionali indagati. 53 dovrebbe essere, ma il condizionale è d'obbligo, il numero dei consiglieri regionali attuali indagati. Poi ce ne sarebbero altri 3 che non sono più consiglieri regionali, ma che da fine febbraio sono diventati parlamentari. Questi rispondono ai nomi di  Domenico De Siano ed Eva Longo del Pdl, più Umberto Del Basso De Caro del Pd già capogruppo in Regione. I tre subentrati di recente a Del Basso, De Siano e Longo, non sono indagati e neppure risulterebbe indagato Luca Colasanto, consigliere regionale sannita. Per quanto riguarda i casertani emplain tra maggioranza e opposizioni. Indagati per peculato il presidente del Consiglio regionale, Paolo Romano; e gli altri consiglieri Angelo Polverino, Gennaro Oliviero, Nicola Caputo, Massimo Grimaldi, Lucia Esposito ( ha gestito "solo" 4.500 euro), Enrico Fabozzi, Eduardo Giordano. Sulla posizione di Angelo Consoli e Daniela Nugnes attendiamo conferme.   Agg. 13:45 - Il presidente della Regione Campania non è indagato anche se il consigliere a lui più vicino cioè il suo braccio destro Gennaro Salvatore capo del gruppo Caldoro Presidente, nuovo Psi, è quello che risulta aver intascato più soldi e utilizzato maggiormente i fondi.   Agg. 13:36 - I cosiglieri regionali indagati dovrebbero essere tutti quelli in carica. La Procura di Napoli avrebbe chiesto l'arresto. Provvedimento, questo, non avallato dal Gip.   Agg 12,37 - Iniziano a diffondersi i primi nomi degli indagati. Sarebbero coinvolti nell'indagine, Domenico De Siano ed Eva Longo del Pdl,  e Umberto Del Basso De Caro del Pd, già capogruppo in Regione. Agg.12,23 - 'E' un'indagine portata avanti con misura ed equilibrio; lo stesso presidente della Regione, Stefano Caldoro, ha dato tutta la disponibilita' e collaborazione possibile'': lo ha detto il Procuratore di Napoli, Giovanni Colangelo, rispondendo alle domande dei giornalisti sul blitz della Guardia di Finanza in consiglio regionale. Agg. 11,47  - I fondi destinati al funzionamento dei gruppi sarebbero stati utilizzati tra l'altro per spese di ristorante, per comprare sigarette e addirittura per l'acquisto di giocattoli. Agg. 11,41 - E' il 21 settembre del 2012 quando i militari della Guardia di Finanza di Napoli entrano negli uffici del consiglio regionale della campania. Quattro auto che alla fine della giornata saranno riempite di faldoni. E' l'avvio dell'inchiesta della Procura di Napoli su un presunto spreco di fondi pubblico: milioni di euro rimborsati ai consiglieri regionali, magari utilizzati per spese privat e non per attivita' istituzionali, in alcuni casi presentando false fatture per operazioni inesistenti, o per operazioni esistenti ma 'gonfiate'. La Finanza si fece consegnare le carte relative al bilancio regionale in cui si face riferimento alla ripartizione di fondi per i vari gruppi nonche' la relazione della presidenza dell'assemblea campana sulle modalita' di rendicontazione. Finora gli inquirenti hanno accertato che denaro destinato ai gruppi regionali presenti in Consiglio e' finito attraverso bonifici nella disponibilita' di alcuni consiglieri. Tre le voci di bilancio: indennita' per le attivita' politiche, comunicazione e funzionamento dei gruppi. Complessivamente una erogazione di 6-7 milioni di euro. A dare l'avvio alle indagini sono state alcune intercettazioni telefoniche nonche' gli sviluppi di un'altra inchiesta che nei mesi scorsi coinvolse il consigliere dell'Udeur, Ugo De Flaviis al quale, tra l'altro, furono sequestrati diversi computer. Il 20 dicembre del 2012 la svolta: la prima ordinanza di custodia cautelare fu emessa per Massimo Ianniciello, esponente del Pdl, accusato di aver indebitamente percepito 63mila euro. Poche settimane dopo furono iscritti nel registro degli indagati anche Nicola Caputo (Pd) e Angelo Polverino (Pdl). La Guardia di Finanza perquisi' i loro uffici nella sede dell'Assemblea regionale, al Centro Direzionale, e le abitazioni rispettivamente a Teverola e a Caserta citta'. Il 22 aprile scorso l'ultima ordinanza: agli arresti domiciliari fini' Sergio Nappi e all'obbligo di dimora Raffaele Sentiero - entrambi eletti nella lista Noi Sud, vicina al Pdl - accusati di truffa aggravata. CASERTA - Casertace lo aveva preannunciato domenica sera e, naturalmente, nel rispetto della riservatezza delle indagini non aveva aggiunto particolari che già conosceva. Cinquantatre consiglieri regionali della Campania hanno ricevuto un invito a presentarsi dalla procura di Napoli. I 53 sono indagati per peculato. L'inchiesta, condotta dalla procura, e' stata delegata alla Guardia di Finanza. Nel mirino degli inquirenti i fondi destinati ai gruppi politici presenti in Regione Campania. Nell'inchiesta sono fini 53 sui 60 consiglieri regionali presenti. L'inchiesta della procura riguarda fatti avvenuti tra il 2010 e il 2012. Sotto osservazione sono finiti circa 2,5 milioni di euro. Gli inviti a comparire, notificati oggi dalla Finanza, sono - fanno sapere dalla Procura - un atto necessario al prosieguo delle indagini e varrà ad approfondire le singole posizioni e raccogliere chiarimenti per valutare se sussistano o meno singole resposnabilità. Gli investigatori sospettano che i consiglieri dell'Idv avrebbero percepito irregolarmente il 95% dei rimborsi, il Nuovo Psi il 91%, il Pdl l'89%, il Pd l'82%, l'Udc il 65%. Tra gli indagati, stando a quanto si è appreso, non figura l'attuale presidente della Regione Stefano Caldoro, che dagli accertamenti risulta non aver preso alcuna somma dei fondi destinati ai gruppi consiliari, e non figurano i consiglieri che si dimisero dalla carica senza prendere rimborsi