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IL PRIMO CONSIGLIO COMUNALE DI MADDALONI - Le aspirazioni naufragate di Bove e Cioffi per la presidenza del Consiglio e il "doppio passo" del Pd

Il giorno dopo la pubblica assise si tenta di analizzare un quadro politico piuttosto frastagliato, caratterizzato da franchi tiratori in maggioranza e dalle critiche mosse dall'o


Il giorno dopo la pubblica assise si tenta di analizzare un quadro politico piuttosto frastagliato, caratterizzato da franchi tiratori in maggioranza e dalle critiche mosse dall'opposizione sull'elusione del principio di discontinuità politica nella scelta degli uomini in giunta   MADDALONI - L’insediamento ufficiale dell’amministrazione De Lucia, con proclamazione dei consiglieri comunali, elezione del Presidente del Consiglio e presentazione della giunta,  si è svolto tra alti e bassi che hanno messo in risalto alcuni punti su cui il sindaco Rosa De Lucia e l’intera assise dovranno lavorare affinché questa amministrazione abbia vita lunga. Appare quantomeno doveroso soffermarsi ulteriormente su quanto accaduto ieri, lunedì presso la mensa scolastica della Luigi Settembrini. Primo punto, convalida dell’assise: dopo l’intervento del presidente del consiglio temporaneo Teresa Cafarelli, il capogruppo del Pd Gaetano Esposito ha sollevato un’obbiezione circa la nomina di alcuni consiglieri, ripescati e/o salvati dalla commissione elettorale, astenendosi quindi dalla relativa votazione. Secondo punto: nomina del presidente del Consiglio. Il capogruppo Andrea De Filippo ha posto l’attenzione, in virtù del principio di sana collaborazione e confronto invocato dallo stesso sindaco, sull’assenza di quella cortesia politica che avrebbe dovuto coinvolgere tutte le forze politiche, quindi anche quelle di opposizione, nella scelta della persona che avrebbe dovuto ricoprire un’importante carica quale è il presidente del consiglio. Ed è proprio durante la relativa votazione che la maggioranza sembra aver perso la sua baldanzosa sicurezza.  La terza votazione ha visto la riconferma di Giacomo Lombardi alla carica di numero due nella pubblica assise: 15 voti per Lombardi e 10 voti per il consigliere Luigi Bove. Facendo due conti l’opposizione sarebbe composta da 9 consiglieri. Tra il pubblico sono iniziate le scommesse “goliardiche" sull’eventuale franco tiratore, celato e annidato all’interno della stessa maggioranza. Qualcuno ha supposto che potesse essere il disilluso Gennaro Cioffi, che aspirava, lui, a divenire presidente..., o lo stesso Luigi Bove dopo gli scontri che ci sarebbero verificati nei giorni precedenti al consiglio. Anche la presentazione della giunta è stata caratterizzata da momenti di frizione politica: De Filippo ha sottolineato la totale assenza dei tanto decantati principi di: discontinuità, di competenza e cambiamento. A quanto pare non c’è stato alcun modulo in particolare e il sindaco Rosa De Lucia ha concesso a ciascun partito della sua coalizione un “nome”. Forse l’unico punto su cui appare difficile sollevare qualche dubbio sarebbe quello pertinente l’appoggio del Pd alla mozione sulle linee programmatiche delineate dalla maggioranza. Probabilmente, mentre il Pd sollevava dubbi circa la legittimità di alcuni consiglieri, ha votato a favore delle linee programmatiche sulla base dei principi della buona fede e delle buone intenzioni? Antonietta Sasso