Cronaca Bianca

LE FOTO S.MARIA C.V. Che spettacolo il palazzo costruito dai Mastrominico, collaudato da Raucci e varato da Mazzotti. Da 7 mesi disagi gravi per i residenti di via De Michele. Opportuno che la moglie del sindaco Mirra...

Pasquale Mastrominico, Maurizio Mazzotti e la signora Califano

Questo il tempo trascorso da gennaio ad oggi. La questione è in mano agli avvocati. Si cercano i colpevoli. Si punta a un risarcimento danni anche dal Comune per una perdita fognaria, ma quelle fondamenta sul pozzo...


SANTA MARIA CAPUA VETERE (g.g.) - Nel gennaio del 2017 in via Luigi de Michele, a seguito di segnalazione alla polizia municipale di un’evidente lesione strutturale di un angolo di palazzo Garofalo, fu necessario l’intervento dei Vigili del fuoco che, congiuntamente al personale dell’ufficio tecnico comunale, disposero la chiusura della strada e il successivo puntellamento dell’edificio situato a due passi dal condominio Schiavone.

L’edificio lesionato era stato oggetto, precedentemente al crollo, di una ristrutturazione da parte della impresa dei fratelli Mastrominico, cioè degli imprenditori di San Cipriano condannati per camorra e che il boss Antonio Iovine ha definito come persone di propria stretta fiducia.

I Mastrominico realizzarono e all’epoca uffici e locali commerciali fronte strada, uno di quali, è di proprietà, a qaunto ci risulta, della Signora Califano, moglie del sindaco Mirra.

Un gruppetto niente male quello che ha avuto a che fare con il manufatto di via Luigi De Michele: costruttori Mastrominico, collaudatore l'ingegnere Raucci e agibilità rilasciata da Maurizio Mazzotti. Come si suol dire, assortiti.

Ancora oggi si fanno solo ipotesi si possono formulare solo ipotesi sui motivi del crollo. C'è chi parla, al riguardo, di un cedimento strutturale per mancanza di pilastro portante nelle fondamenta ricadenti proprio su un vecchio pozzo, che sarebbe stato coperto alla meno peggio.

Per carità, nessun pregiudizio, anche se i costruttori si chiamano Mastrominico. Però quantomeno il fatto che si chiamino Mastrominico deve rendere ancor più cogente l'analisi e l'indagine sui motivi del cedimento.

Ad oggi, a 7 mesi dal crollo, i proprietari temporeggiano, traccheggiano e non intervengono ancora per far partire i lavori di riparazione limitandosi a cercare il colpevole. Oltre alla ditta che fece i lavori pare che i proprietari vogliano addossare la colpa per il cedimento ad una vecchia perdita d’acqua dovuta alla rottura di tubature fognarie. Un approccio al problema finalizzato, forse, ad ottenere un risarcimento proprio da parte del comune.

Se dovesse essere questo il motivo, i conti tornerebbero perchè una perdita d'acqua in una struttura in pratica senza fondamenta solide può provocare il guaio che si è effettivamente poi verificato.

Da diversi mesi a questa parte, mentre ci si è avviati ad una battaglia a suon di avvocati per la causa in corso, avviata dai proprietari, per appurare a chi appartenga la responsabilità della lesione dell’immobile (la ditta che effettuò i lavori di ristrutturazione e il Comune responsabile per la perdita della fognatura stradale), i cittadini, soprattutto i residenti, stanno vivendo un forte disagio per la limitazione della regolare viabilità in pieno centro storico dal momento che il Comune non impone ai privati di porre in essere opere che liberino la strada.

E poi, proprio perchè è coinvolta la moglie del sindaco, sarebbe opportuno, colo opportuno, per carità non possiamo parlare certo di obbligo, morale sì, forse, giuridico legale no, che si avviasse una soluzione la più rapida possibile, proprio per ridurre il disagio collettivo che è indubbio e palpabile ogni giorno.

C'è anche il problema dell'occupazione di suolo pubblico.
Perché se e' vero che quando si tratta di misure urgenti non vi è necessità di chiedere un permesso per occupazione suolo e che normalmente non si paga per le prime 48 ore, cioè il tempo necessario per le attività di messa in sicurezza dell'edificio, è anche vero che una volta che si va oltre il tempo utile ad iniziare lavori di consolidamento allora il suolo pubblico andrebbe pagato anche perché è stata ristretta una strada e modificata la viabilità. Perché i cittadini devono aspettare i comodi dei proprietari?