Cronaca Nera

LE FOTO Spararono per uccidere due coltivatori. Arrestati a MONDRAGONE i due latitanti

Operazione compiuta dai Carabinieri della locale compagnia. Fu organizzata una spedizione punitiva perché poco prima i due agricoltori avevano avuto una colluttazione con due zin


Operazione compiuta dai Carabinieri della locale compagnia. Fu organizzata una spedizione punitiva perché poco prima i due agricoltori avevano avuto una colluttazione con due zingare rom sorprese a rubare le pesche

MONDRAGONE - È terminata nella tarda serata di giovedì scorso la rapidissima indagine che in due settimane ha permesso ai Carabinieri di Mondragone di risolvere il caso.

A finire in manette due fratelli. A loro carico la pesante accusa di duplice tentato omicidio ai danni di altrettanti germani proprietari di un terreno. Il primo rintracciato dopo due giorni. Il secondo, è stato stanato in Recale presso l’abitazione di lontani ed insospettabili parenti.

Tutto inizia lo scorso 6  giugno. Siamo a Mondragone, in un fondo agricolo coltivato a pesche sulla strada Provinciale per Falciano del Massico. Tre donne di origine room con le loro bambine, vengono sorprese a rubare varie casse di frutta. Erano addirittura entrate con la loro autovettura all’interno di una stradina del fondo ed avevano quasi ultimato il loro lavoro. A coglierle in flagrate i legittimi proprietari. G. A. dell’83, Mondragonese ed il fratello maggiore G.V. del 72. Sul momento è nato un piccolo alterco ed una successiva colluttazione. I proprietari riescono in ogni caso ad evitare il furto, a mettere in fuga le donne con i bambini ed a recuperare la refurtiva. Tutto sembra finito. Pochi minuti dopo, però, i due agricoltori, ancora sul fondo per quantificare i danni procurati dal tentativo di furto, si accorgono della presenza di due ragazzi. Si presentano come i parenti delle donne appena scappate.

Nelle mani di uno dei due una pistola semiautomatica.

Neanche il tempo di replicare alle minacce ed il malvivente esplode vari colpi, ben 5, che colpiscono alle gambe uno dei due fratelli ed al torace l’altro. Gli sparatori lasciano i feriti a terra e scappano. Sul posto i Carabinieri e le ambulanze che trasportano i feriti negli ospedali più vicini. Uno dei due è in pericolo di vita per il colpo di arma da fuoco che l’ha colpito alla regione toracica posteriore destra.

Da subito

iniziano le indagini. Si cercano due ragazzi di origine room. I Carabinieri hanno in mano precisi identikit.

Infatti, la sera su

ccessiva all’evento, e dopo 24 ore durante le quali sono state perquisite varie abitazioni sia nel comune di Mondragone che in quelli limitrofi, i militari arrestano  Achille SAUCHELLA. Il ragazzo era sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla P.G. e doveva apporre la sua firma in caserma. Non pensava che in così poco tempo i Carabinieri DEL Nucleo Operativo erano riusciti ad avere in mano prove schiaccianti nei suoi confronti. Lo stesso, la sera precedente non aveva ottemperato all’obbligo. Questo un altro indizio a suo carico. Per lui, nella stessa sera, la traduzione nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.

I Carabinieri non si accontentano. Coordinati dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, in accordo con l’aggiunto dott. Luigi Gay ed il sostituto procuratore dott.ssa Manuela Persico, iniziano una complessa attività investigativa analizzando gli spostamenti e le frequentazioni dei prossimi congiunti del ricercato. Si tratta di  Vittorio SAUCHELLA, fratello di Achille e responsabile con quest’ultimo del duplice tentato omicidio.

Analizzando i flussi informativi ed unendoli ad un complesso quadro probatorio, i militari ritengono plausibile e fondata l’ipotesi che lo stesso possa aver trovato rifugio a Recale , via Municipio nr. 182 presso l’abitazione di lontani parenti della moglie. Le abitazioni degli altri parenti o amici erano già state tutte “bonificate”, questo il termine con il quale si era accertata l’assenza del ricercato in quelle case.

Nella tarda serata di giovedì scorso l’irruzione. I Carabinieri circondano la palazzina. Poi l’ingresso in casa ostacolato da un giovane.

Tra gli occupanti dell’appartamento uno ha detto di essere  Vittorio SAUCHELLA.

Sottoposto a fermo d’indiziato di delitto, per lui è terminata nel peggiore dei modi la sua breve latitanza.