Cronaca Nera

L'EDITORIALE S.M.C.V. - ORA ALFONSO SALZILLO DICA ALLA CITTA' SE HA PARTECIPATO O MENO A UN INCONTRO CON IL BOSS SEBASTIANO CATERINO E SE E', COME DICE PIETRO AMODIO, IL COMPARE DI NICOLA PANARO

Beninteso, questo non c'entra con i diritti sacrosanti che Salzillo, e qualsiasi essere umano, hanno di essere considerati innocenti fino ad una sentenza definitiva. Si tratyta di


Beninteso, questo non c'entra con i diritti sacrosanti che Salzillo, e qualsiasi essere umano, hanno di essere considerati innocenti fino ad una sentenza definitiva. Si tratyta di un atto ispirato da questioni giudiziarie, ha una irrinunciabile valenza istituzionale.   Nessuno può pensare di espellere Alfonso Salzillo dal consiglio comunale per un avviso di garanzia, seppur molto serio in cui si ipotizza una partecipazione attiva di Salzillo a dinamiche camorristiche. Esiste la presunzione di innocenza, e in un luogo di liberalità come questo di Casertace non abita e non abiterà mai la forca mediatica. Detto questo però, Alfonso Salzillo ha il dovere in queste ore di dichiarare qualcosa su quello che Pietro Amodio, auto di lusso, fuoriserie e camorra, ha detto ai magistrati della Dda, Pietro Amodio ha dichiatrato testualmente come potete leggere dal passo che pubblichiamo  in calce a questo editoriale che Alfonso Salzillo, consigliere comunale e assessore (in effetti è stato sia consigliere che assessore) partecipò ad un vero e proprio summit di camorra in cui erano presenti Sebastiano Caterino, detto l'evraiuolo il quale in quella circostanza consegnò a un emissario della famiglia di Sandokan una grossa somma da portare a Casal di Principe, a Nicola Schiavone. Era una tensione già latente quella tra Sebastiano Caterino e gli Shiavone. Una tensione che non trovò mai un equilibrio, tanto è vero che il 31 ottobre del 2005 l'evraiuolo fu ammazzato in un agguato in via dei romani,ad un passo dalle palazzine Iacp . Ora, oltre Pietro Amodio che dice queste cose, bisogna capire se gli altri partecipanti a quella riunione le hanno confermate o le confermeranno. Catreino è morto e non può più parlare. Restano Raffele Perrino, socio finanziatore di Amodio e un certo Carmine, colui il quale prese possesso della somma che Sebastiano Caterino inviò a Casal di Principe. Sarebbe già opprtuno che Alfonso Salzillo, non in quanto tale, ma come rappresentante in consiglio comunale del popolo sovrano, smentisse di aver partecipato a quell'incontro, perché questo permetterebbe a tutti di aspettare con più serenità gli esiti di un'inchiesta che la Dda ha già chiuso e che dunque entro un paio di mesi  vivrà il suo primo momento significativo con le richieste di rinvio a giudizio o le richieste di archiviazione. E se Salzillo non vuole dichiarare nulla deve essere la città, attraverso il suo primo rappresentante, cioè attraverso il sindaco Di Muro, a chiedergli di chiarire in un ambito che non è quello giudiziario, nel quale Salzillo ha il diritto di utilizzare tutti gli strumenti che i codici gli garantiscono e che garantiscono alla sua difesa, ma è quello istituzionale, dove Salzillo deve dar conto su un terreno differente da quello da arare nelle aule di tribunale. Gianluigi Guarino QUI SOTTO IL TESTO INTEGRALE DELL'ORDINANZA DEI 57 ARRESTI IN CUI SI PARLA DELL'INCONTRO A CUI AVREBBERO PARTECIPATO SEBASTIANO CATERINO E ALFONSO SALZILLO. Pietro Amodio dichiara: Erano presenti a questo incontro oltre a me, Perrino Raffaele che è stato il mio finanziatore e una sorta di socio, Alfonso Salzillo che è un consigliere o un assessore di Santa Maria Capua Vetere ex presidente del Gladiator (lo è di nuovo ndr) e compare di Nicola Panaro". L'ufficio ha dato poi atto che l'uomo mostrato in foto è Di Filippo Carmine Mario.