Cronaca Bianca

AVERSA - Cella, ormai fa il gregario a Sagliocco. Altro assist, stavolta sul centro per l'impiego dove è coinvolto anche Massimo Pizzi

Lo sfidante del sindaco di centrodestra ha tutto il diritto di cambiare idea e considerare Sagliocco uno statista, ma per fare questo deve dimettersi dalla sua carica di consiglie


Lo sfidante del sindaco di centrodestra ha tutto il diritto di cambiare idea e considerare Sagliocco uno statista, ma per fare questo deve dimettersi dalla sua carica di consigliere comunale   AVERSA - Se non siamo allo sposalizio, poco ci manca. Alle elezioni comunali Salvino Cella fu lo sfidante del candidato sindaco Sagliocco. E non fu tenero in quella campagna elettorale. Quando Sagliocco ha vinto le elezioni, Cella non ci ha impiegato nemmeno 2 settimane per accucciarsi politicamente ai suoi piedi. Non sarà uno sposalizio, ma è sicuramente un fidanzamento o almeno una versione riveduta e corretta della sindrome di Stoccolma, in cui l'ostaggio finisce per innamorarsi del suo carceriere. Nel consiglio comunale sulla vicenda di Piazza Crispi, abbiamo assistito ad una scena pirandelliana, durante la quale quelli che dovrebbero essere i sostenitori di Sagliocco e della sua amministrazione sono diventati i più feroci oppositori, mentre colui che un'importante fetta della popolazione normanna ha delegato a fare seriamente l'opposizione si è sciolto in una sorta di peana a favore di questo sindaco benefattore che aveva affrancato la zona di piazza Crispi, area ex Ctp dal degrado e dalla monnezza. Un rovesciamento di ruoli quasi incredibile, che sicuramente non fa onore, politicamente e istituzionalmente parlando a Cella, perchè rompe il vincolo di rappresentanza tra lui e i cittadini che lo hanno votato. Nessuno vieta a Cella di "sagliocchizzarsi" al punto da inviare oggi una interrogazione al primo cittadino su un argomento caldo come quello del centro per l'impiego, in cui Sagliocco avrà la possibilità di spiegare ragioni che certo non faranno piacere al gruppo Dello Vicario e compagnia, che in quell'operazione tutto sommato ci stavano attraverso l'incarico di direzione dell'attuale assessore e altro grande amico del sindaco, Massimo Pizzi. Cella, dunque, può anche fare un comizio in piazza, affermando che Sagliocco è uno statista. Ma dopo averlo fatto, ha il dovere politico e morale di dimettersi dalla sua carica di consigliere comunale, dato che con questa posizione Cella conduce la rappresentanza di cui è titolare, esattamente agli antipodi rispetto a ciò che gli avevano detto di fare i suoi elettori. Gianluigi Guarino