Cronaca Bianca

L'EDITORIALE - TRIBUNALE DI S. MARIA C.V., una partita persa. Inutile l'ennesima sceneggiata in programma domani mattina

La città paga pesantissimamente le sciaguratezze di chi l'ha amministrata negli ultimi 7,8 anni. Aversa ha conquistato il suo tribunale mettendo a disposizione del ministero dell


La città paga pesantissimamente le sciaguratezze di chi l'ha amministrata negli ultimi 7,8 anni. Aversa ha conquistato il suo tribunale mettendo a disposizione del ministero della giustizia uno dei suoi palazzi storici più belli e prestigiosi; a Santa Maria si è puntato sui capannoni industriali trasformati in uffici   Mentre ad Aversa si festeggia  l'istituendo Tribunale di Napoli Nord, e si accelerano i lavori per rendere idoneo ad ospitare la nascente struttura giudiziaria nel Castello Aragonese, a S. Maria Capua Vetere , l'amministrazione comunale imbastisce, per domani mattina, l'ennesima, inutile assise aperta per discutere dello smembramento del Tribunale . Sono anni, che le amministrazioni comunali della città del Foro che si sono succedute, hanno lavorato per favorire l'odierno spezzettamento della bicentenaria struttura giudiziaria. Il primo passo lo fece all'epoca Vincenzo Iodice , che, con tutte le strutture comunali di cui è proprietario il Municipio di S. Maria Capua Vetere è riuscito a trovare come unica sede per il Tribunale civile il condominio di via Sant'Agata di proprietà della famiglia di Nicola Cosentino , dove, ancora oggi si celebrano udienze in ex cucine e si scrivono verbali negli stretti  corridoi. Ricordiamo, discussioni già all'epoca e progetti di cittadella giudiziaria miseramente falliti, sbandierati ad ogni appuntamento elettorale solo per gettare fumo negli occhi e dare l'impressione che qualcosa si stesse facendo. Dinanzi al doppio attacco all'istituzione giudiziaria da parte delle vicine città di Caserta e di Aversa, non sono riusciti a mettere in campo altro che progetti in favore di questo o quel privato. Arriviamo all'epoca di Giudicianni , quando, qualcuno  discute ancora  di cittadella giudiziaria nell'Ex Tabacchificio, ma ancora una volta vengono assolutamente tralasciati gli immobili demaniali e comunali e si dà avvio all'operazione di Grattapulci. Col placet della commissione di Manutenzione, si decide di fittare dei capannoni industriali, farli ristrutturare ad uffici , ovviamente concedendo al proprietario, il noto Pellino di Orta di Atella, un cambio di destinazione che ne triplica il valore. Sembrava che l'improvvisa caduta di Giudicianni , mandato a casa dalla sua ex maggioranza di centro sinistra , che aveva rinnegato pochi mesi prima per abbracciare Paolo Romano e il pdl , potesse far naufragare l'idea di allocare in area industriale gli uffici giudiziari , ma l'operazione , fortemente voluta non si comprende da chi, continua il suo corso e viene portata avanti anche durante il periodo commissariale, anzi soprattutto all'ora, tanto da legare l'amministrazione comunale attuale retta da Di Muro ad una delibera già adottata. Nonostante le proteste delle associazioni che lo avevano fatto eleggere sindaco, e nonostante i proclami elettorali , l'allora neo sindaco Biagio Di Muro , colto da una improvvisa amnesia, dimentica le proposte fatte da lui stesso in campagna elettorale di sistemare le numerose strutture comunali  per spostarvi gli uffici giudiziari , e abbraccia la delibera commissariale rifiutando di revocarla come invece gli suggerivano , non solo l'opposizione ma anche i suoi stessi sostenitori elettorali. Così come avvenuto già, pochi mesi fa all'ultimo incontro aperto sul tema, sappiamo già che nessuna proposta innovativa sarà avanzata dall'amministrazione Comunale. Continueranno, imperterriti a tenersi stretti quegli edifici comunali che potrebbero da subito essere messi a disposizione a costo zero al Ministero della Giustizia, come d'altronde è stato fatto ad Aversa per il palazzo aragonese che ha rappresentato l'arma decisiva per ottenere la sede centrale del tribunale di Napoli Nord. Ora non si comprende perchè Di Muro debba pagare dieci milioni di euro a Pellino, quando con questa cura dimagrante, il tribunale di Santa Maria non avrà bisogno di nuovi spazi. In quell'occasione, dinanzi già al minacciato smembramento, il sindaco ancora una volta ha rifiutato di destinare , come gli veniva chiesto , l'istituto Cappabianca a sede di Tribunale per una promessa fatta alla Guardia di Finanza che, ad oggi resta senza alcun riscontro. L'operazione Grattapulci venne fatta ingoiare ai recalcitranti , perchè, si sarebbero dovuti spostare gli uffici giudiziari del giudice di Pace, della Polizia Giudiziaria e del giudice di Sorveglianza entro Natale, cioè entro 6 mesi, e, tutte le altre soluzioni legate a beni comunali non sarebbero state praticabili proprio per il brevissimo termine a disposizione. Ebbene non sono passati sei mesi bensì quasi due anni dal momento in cui il Consiglio Comunale si disse costretto a votare il cambio di destinazione edilizia dei Capannoni e poi il contratto milionario con le società facenti capo a Pellino.  Ciò che l'amministrazione comunale non ha fatto in questi due anni sperando nella buona sorte che l'ha caratterizzata vincendo le elezioni non riusciranno di certo a farlo in due giorni. Non vi riusciranno perchè manca la volontà e perchè mancano le idee che non siano legate allo sperpero del denaro pubblico . La città è slegata dai parlamentari che potrebbero invece difenderla perchè è assoggetta alle mire personalistiche di chi è stato bocciato dall'elettorato sia in prima persona che per interposta persona. Gianluigi Guarino