Cronaca Nera

CAMORRA A MADDALONI E A MARCIANISE - IL VIDEO CHOC - Ecco come gli arrestati hanno incendiato il negozio 50 centesimi

 Le telecamere hanno filmato tutti i movimenti della banda a partire dall'acquisto della benzina in un'area di servizio   MADDALONI - MARCIANISE - Nella mattinata di oggi,


 Le telecamere hanno filmato tutti i movimenti della banda a partire dall'acquisto della benzina in un'area di servizio   MADDALONI - MARCIANISE - Nella mattinata di oggi, lunedì, è stata data esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa - su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli - dal GIP del Tribunale di Napoli nei confronti di 5 indagati appartenenti al “gruppo camorristico di Maddaloni” affiliato al clan “Belforte” operante nei comuni di Marcianise, Capodrise, San Marco Evangelista, San Nicola la Strada e comuni limitrofi, ritenuti responsabili, a vario titolo, del reato di tentata estorsione ed incendio, aggravati dal metodo mafioso. Nelle foto, l'incendio causato dolosamente al locale 50 centesimi   Le ordinanze di custodia cautelare, che discendono da attività investigativa diretta dai magistrati della DDA di Napoli, congiuntamente condotte da personale della Squadra Mobile della Questura di Caserta e da militari della Compagnia Carabinieri di Maddaloni anche attraverso l’utilizzo di attività tecniche di intercettazioni telefoniche, ambientali e video, sono state eseguite nei territori di Maddaloni e Marcianise. Le ordinanze riguardano in particolare:
  • ·      tre soggetti, catturati dalla Polizia di Stato, Vincenzo Cafarelli, Vittorio Lai , Francesco Cirillo che nel mese di novembre del 2011, tentarono di estorcere la somma contante di € 3000 ad un imprenditore di Marcianise. L’evento, nella circostanza, non si concretizzò per cause indipendenti dalla loro volontà poiché vi fu un netto rifiuto della persona offesa;
  • ·      due soggetti, di cui una donna che è stata posta agli arresti domiciliari, catturati dai Carabinieri. Si tratta di Luca Aprea e Rosa Farina che nell’aprile del 2013, a Maddaloni, come conseguenza del rifiuto di sottostare alla richiesta estorsiva, incendiarono uno dei negozi della catena di esercizi commerciali riconducibili al medesimo imprenditore di Marcianise.