Cronaca Bianca

LA LETTERA ESCLUSIVA- "Noi, dipendenti del CUB senza stipendio da 6 mesi, ci sentiamo morti dentro". Duro atto d'accusa ai Comuni e alla politica

Un lungo e accorato appello perchè le istituzioni intervengano concretamente su una situazione ormai non più tollerabile TEVEROLA - Una lettera bella, perché accorata. Un ap


Un lungo e accorato appello perchè le istituzioni intervengano concretamente su una situazione ormai non più tollerabile TEVEROLA - Una lettera bella, perché accorata. Un appello non animoso seppure denso di critiche nei confronti della politica che fino all'ultimo respiro avrebbe continuato a utilizzare il Cub fino all'ultimo respiro come una mucca da mungere per cibare le fauci sempre affilate della belve clientelari. E la lettera dei dipendenti del Cub, che ieri, venerdì, hanno occupato la sede di Teverola, in una mattinata che non ha certo lesinato momenti drammatici, come quello del lavoratore che, impossibilitato a vedere i figli, dato che non può versare gli alimenti alla moglie, ha minacciato di buttarsi giù dalla finestra. Non prendono lo stipendio da gennaio. La loro vita è devastata. "Siamo morti dentro", così scrivono. Un atto d'accusa nei confronti dei comuni che hanno incassato i soldi della cassa Depositi e Prestiti e opponendo i contenziosi aperti  con i consorzi di ambito, poi confluiti nel Cub, di cui hanno fatto parte, non hanno versato un euro nelle casse di quest'ultimo,rendendo impossibile il pagamento degli stipendi. G.G. QUI SOTTO IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA SCRITTACI DAI DIPENDENTI DEL CUB CHE HANNO OCCUPATO LA SEDE DI TEVEROLA Egregio direttore, le scriviamo mentre si consuma il dramma di centinaia di lavoratori del Cub che ancora devono percepire lo stipendio di gennaio. Abbiamo accanto a noi un collega penzoloni su una finestra che minaccia di gettarsi nel vuoto perche’ non puo’ assolvere al mantenimento della ex moglie che a sua volta non gli consente di vedere i figli fino a quando non ottempera a quanto dovutole. Una brutta storia. Una delle tante. Non si piange per vergogna, dice un proverbio. Ma dentro noi una parte gia’ non piange piu’ da tempo perche’ e’ morta, hanno ucciso la nostra dignita’. Come brutali assassini girano impuniti  con giacca e cravatta e siedono su siede prestigiose. Una brutta storia dicevamo, una come tante che si sentono qui dentro, con un un solo denominatore. La disperazione. Il brancolare nel buio piu’ fitto, senza nemmeno avere il piu’ pallido sentore di dove sia la luce. Una situazione senza via d’uscita, dalla quale e’ scappato letteralmente solo chi aveva il santo in paradiso per un momento scesa in terra col mandato politico, attraverso le provvidenziali mobilita’ tra enti pubblici. Quella del Cub e’ una situazione paradossale e senza via d’uscita perche’ nessuno d’imperio impone ai Comuni il pagamento dei debiti contratti col Cub. A tal punto si puo’ solo ipotizzare che probabilmente le cose debbano andare cosi’ perche’ e’ una scenografia frutto di una regia occulta, un disegno ben architettato e studiato minuziosamente. Ma a noi lavoratori questo poco importerebbe se qualcuno fattivamente si adoperasse per  il nostro futuro, ma soprattutto per il nostro presente, per mettere fine ad una farsa che si protrae da tempo indefinito. Il problema e’ sempre il solito, il CuB e’ in liquidazione, vanta svariati milioni di euro dai Comuni che nel frattempo sono usciti dando il servizio a ditte private, non pagando il becco di un quattrino (quindi per il Cub i soldi non ci sono, per le ditte private si). Una parte di questi Comuni, ha usufruito del finanziamento attraverso la Cassa Depositi e Prestiti, quindi si attende spasmodicamente che qualche soldo arrivi, con date indefinite. Altri Comuni invece, pur ricorrendo al suddetto finanziamento, non verseranno un euro al Cub perche’ e’ in atto un contenzioso e quindi crediti e debiti sono tuttida quantificare (scusate la nostra ignoranza, ma come e’ possibile che quando i Comuni devono “sborsare” non sanno quantificare  e quando invece devono “riscuotere” attraverso la tarsu, allora si che sanno quantificare, e come. E dove finiscono i soldi destinati alla TARSU destinati al cub e che non potrebbero essere distratti dal capitolo di spesa? E perche’ quando cio’ avviene tutto resta impunito? Scusi ancora la nostra plateale ignoranza, ma esiste un limite che impone buon senso alle istituzioni, che consente agli organi preposti, quali Prefettura e Magistratura di intervenire tempestivamente?) Le denunce ci sono, le leggi anche, come la Legge 26 che Zinzi ha applicato e fatto applicare dal suo fido Farina Briamonte, solo parzialmente, a suo comodo, a beneficio della solita “casta” degli intoccabili (vedi livelli di inquadramento, responsabilita’ e nomine esterne date nel periodo della sua presenza in veste di sub Commissario, quando il Cub gia’ non aveva piu’ nemmeno un euro in cassa. Non occorre una fervida fantasia per collegare promozioni a dipendenti e sponsor politici) Non e’ possibile che centinaia di lavoratori debbano percepire ancora lo stipendio di gennaio, mentre c’e’ da pagare il fitto o la rata del mutuo, le bollette, le spese mediche e giornaliere. La Provincia, la Regione, il Governo anche, le istituzioni tutte, sono completamente e volutamente assenti. Ed allora nei corridoi si parla gia’ di come accendere i riflettori sulla vicenda, come un eventuale blocco dello STIR, una sorta di boomerang da rimandare ai Comuni morosi, e un documento minuziosamente dettagliato da inviare ai Parlamentari dell’U.E. a Bruxelles, con la speranza che siano diversi dai politici nostrani. I cittadini devono sapere che la tassa rifiuti che pagano profumatamente, al Cub che ha svolto il servizio, non vengono al 90% destinati e che paradossalmente possono incorrere in una nuova emergenza vedendo cumuli di spazzatura sotto una calura estiva incalzante. Il che potrebbe essere un’occasione ghiotta per le svariate ditte private che come avvoltoi girano intorno alla carcassa del Cub per aprire le fauci mentre tutte le isituzioni schiacciano un pisolino. Una scena che potrebbe essere tratta da un film di Hitchcock, dove pero’ la regia a questo punto e’ ben chiara, ma che fa comodo a tutti, istituzioni e politici compresi, non vedere.