Cronaca Bianca

A distanza di 40 anni, CASERTA ricorda il poliziotto ucciso nel Giovedì Nero di Milano, Antonio Marino

L'agente faceva parte seconda compagnia del III Celere TUTTE LE FOTO   PUCCIANIELLO - In pochi conoscono la sua storia, ma nonostante siano passati ben 40 anni dal 2 aprile


L'agente faceva parte seconda compagnia del III Celere TUTTE LE FOTO   PUCCIANIELLO - In pochi conoscono la sua storia, ma nonostante siano passati ben 40 anni dal 2 aprile '73, ieri sera, giovedì, nella Villetta Mazzarella di Puccianiello, si è svolto con un convegno, in ricordo di  Antonio Marino, poliziotto assassinato nel cosiddetto Giovedì nero di Milano La Presidenza dell'amministrazione comunale di Caserta, infatti, su sollecitazione degli abitanti di Puccianiello, ha voluto ripercorrere la storia del giovane poliziotto attraverso sia il ricordo delle sue sorelle che di alcune testimonianze locali. Nella foto, il saluto del Presidente Iarrobino, del Consigliere Provinciale Riello e dei Consiglieri Comunali di Caserta Presenti, tra gli altri, tanti consiglieri del Comune di Caserta, il Presidente del Consiglio Comunale Gianfausto Iarrobino, il Comandante della Polizia Municipale Alberto Negro nonchè le sorelle di Marino ed il neo Assessore Provinciale alle politiche sociali Pietro Riello.   I partecipanti al dibattito, moderato dalla giornalista Teresa Gentile, sono stati: il magistrato Raffaello Magi, per la Questura di Caserta il capo dell'anticrimine Nella foto, da sinistra verso destra, Rossella Calabritto, don Stefano Giaquinto, Raffaele Sardo, Teresa Gentile, Pio Russo e Raffaello Magi Pio Russo, per Libera l'avvocato Rossella Calabritto, lo scrittore Raffaele Sardo ed il parroco don Stefano Giacquinto. "Spero che questi eventi ci spingano a delle riflessioni sul momento particolare che sta vivendo la nostra società - ha dichiarato l'assessore Riello - Dobbiamo riportare attraverso la memoria quel rispetto per le istituzioni e per le forze dell'ordine che spesso viene quasi a mancare. Noi - prosegue Riello - questa sera (ieri per chi legge ndr), grazie ai tanti concittadini che hanno chiesto questo momento, stiamo commemorando questo giovane di 22 anni che ha pagato con la vita la sua voglia di servire lo Stato. Come lui, tanti sono i nostri eroi che - conclude - troppo spesso vengono dimenticati." Gli interventi che si sono susseguiti, hanno commosso la platea ed hanno ulteriormente rafforzato il ruolo delle forze dell'ordine, che hanno come presupposto quello di combattere sempre e comunque ogni forma di violenza sia di destra che di sinistra. Un messaggio di speranza, chiesto da Teresa Gentile, non è arrivato dal giudice Magi, il quale, con molto realismo e badando poco alle chiacchiere di occasione, ha rinnovato il suo impegno personale e della magistratura nella lotta alla criminalità organizzata, chiedendo anche una vera e propria scelta di campo delle Istituzioni nell'attività di prevenzione, affinchè ci sia "sempre meno bisogno dei Tribunali". A distanza di vent'anni poi, le sorelle del poliziotto assassinato hanno ricordato il dolore vissuto nel lontano 1973 che si è acuito con la morte in servizio del fratello carabiniere di Antonio Marino.   Carlo Marino consegna la targa alle sorelle del giovane poliziotto Il dibattito, cominciato alle 20, è proseguito fino alle 22, quando il Iarrobino ha consegnato la targa commemorativa a Pio Russo, ed il consigliere comunale Carlo Marino, anche parente della vittima, ne ha consegnata una alle 3 sorelle. L'incontro si è concluso con un buffet. Fabrizio Arnone DI SEGUITO LA STORIA DI ANTONIO MARINO Antonio Marino, nato il 10 giugno del 1950 a Puccianiello da una famiglia poverissima composta da 7 figli dei quali 4 maschi e tre femmine, era emigrato a Milano in cerca di lavoro, arrangiandosi a fare il panettiere, anche se sognava di fare il meccanico. In seguito scelse di diventare poliziotto per aiutare economicamente la famiglia bisognosa, residente ancora nel suo paese natio. Cresciuto nel rito del risparmio inviava cinquantamila lire al mese ai genitori, pur guadagnandone appena novantamila. Nel 1970, all'età di 20 anni, si arruolò nella Polizia di Stato, per poter servire anche lui lo Stato come avevano fatto tutti i membri della sua famiglia. Erano gli anni del terrore, i cosiddetti anni di piombo, che io, come tanti altri giovani del territorio, conosco per fortuna solo grazie ai racconti e ai libri di storia. Per il 2 aprile 1973 era previsto un comizio pubblico a Milano di Ciccio Franco, senatore del MSI ( Movimento Sociale Italiano), già animatore della rivolta politica di quei giorni a Reggio Calabria. L'autorizzazione inizialmente fu data, poi, a causa del clima teso che si era venuto a creare, il Prefetto Libero Mazza revocò l'autorizzazione: ciononostante, il corteo non fu annullato dagli organizzatori. Le truppe d'assalto impiegate per il corteofacevano capo alle SASB ( Squadre d'Azione San Babila ). Inizialmente l'appuntamento era previsto per le 18:30 da piazza Tricolore, a Milano. Poi, però, si anticipò il corteo per protestare contro la decisione del Prefetto. Inizialmente, vi fu un fitto lancio di sassi e bulloni contro le forze dell'ordine. Il fatto più grave avvenne, però, in via Bellotti, dove Vittorio loi e Maurizio Murelli ( condannati rispettivamente a 18 e 19 anni ) lanciarono due bombe a mano del tipo SRCM contro le forze dell'ordine. Una di queste, fu lanciata in direzione verso uno dei poliziotti accanto a Marino. Per salvare il suo collega che non si era accorto di nulla, Antonio, lo spinse e prese in pieno petto la bomba al suo posto, che, scoppiando, gli dilanierà il petto lasciandolo al suolo. Il corpo esamine di Antonio Marino Gli scontri di quella giornata provocheranno il ferimento di 26 agenti, l'uccisione di Antonio Marino ed il ferimento di un ragazzo di quattordici anni che passava di lì, che fu colpito da un proiettile. Dopo i funerali di Stato a Milano, una folla immensa accolse il corpo anche nella chiesa di S.Andrea Apostolo del Borgo Antico di Puccianiello. Ad Antonio Marino son state dedicate una scuola elementare, una strada di Puccianiello ed un giardinetto in Piazza Fratelli Bandiera a Milano. Il 5 maggio 2009 è stato insignito dal Presidente della Repubblica, della Medaglia d'Oro al Merito Civile. Fabrizio Arnone