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L'ira di Pasquale De Lucia: "Non esco dal Consorzio e la proroga fino al 22 non mi basta. Il commissario non mi ha risposto al telefono"

Il vecchio e nuovo sindaco di S.Felice a Cancello non ha intenzione di cedere: "S.Felice uscirà solo quando avrà trovato una soluzione con un privato che garantisca il mantenime


Il vecchio e nuovo sindaco di S.Felice a Cancello non ha intenzione di cedere: "S.Felice uscirà solo quando avrà trovato una soluzione con un privato che garantisca il mantenimento di tutti i costi di lavoro e una qualità eccellente della raccolta" S. FELICE A CANCELLO - Pasquale De Lucia, da poco ritornato sindaco di S.Felice a C. non è uno che si fa passare la mosca sotto il naso. In questi giorni sta combattendo all'arma bianca contro i commissari liquidatori del Consorzio Unico di Bacino dei rifiuti. In realtà De Lucia è incazzato nero e stavolta non ha tutti i torti, garantito da Casertace che non può essere certo annoverato nel gruppo, una volta molto frequentato, dei cantori delle gesta politiche del primo cittadino ed ex consigliere regionale. De Lucia è sindaco da pochissime settimane. Ha trovato una situazione complicata e ha messo al centro della sua strategia in merito alla gestione del servizio dei rifiuti il rigoroso mantenimento degli attuali livelli occupazionali. "Su questo non posso transigere - spiega De Lucia a Casertace - come non posso transigere sugli standars di qualità del servizio. Fino a quando, nell'ambito delle procedure previste dalla legge, l'amministrazione comunale di S.Felice a Cancello non riuscirà a trovare un fornitore privato che garantisca la conservazione di tutti i posti di lavoro e contemporaneamente un'eccellente qualità del servizio, S. Felice non ha alcuna intenzione di lasciare il Cub" Questo è il racconto che De Lucia avrebbe voluto fare al commissario liquidatore Di Domenico che da qualche tempo ha stabilito il suo quartiere generale non più a Caserta ma a Teverola, dove lavora la ottima Flagiello. " Ho cercato di parlare col commissario in diverse circostanze. Lui si è fatto negare al telefono o non ha risposto. Un fatto gravissimo - si indigna De Lucia - perché qui non era una semplice chiacchierata tra due persone, tra due privati cittadini, ma tra il commissario liquidatore di un consorzio pubblico e il sindaco di una città importante. Sono arrivato addirittura a dover minacciare una denuncia per interruzione di pubblico servizio" Insomma clima tesissimo, svelenitosi solo in parte grazie all'intervento di una terza persona. De Lucia ha ottenuto dal consorzio una proroga del servizio fino al 22 giugno, cioè fino allo spirare della prossima settimana. " Ma se pensano di avermi fatto un'elemosina si sbagliano di grosso, il Consorzio è ancora vivo e si avvia a ricevere una proroga di 6 mesi, relativa alla parte che lo riguarda della legeg 26 che lo farà durare fino al 31 dicembre. Il comune di San Felice - dichiara secco, in conclusione De Lucia -ha il diritto di rimanere all'interno delle stesso fino a quella data, se non avrà trovato la soluzione che garantisca i posti di lavoro e una città totalmente pulita in ogni giorno del calendario". G.G.