Cronaca Bianca

LE GRANDI INCHIESTE DI CASERTACE - Piano ospedaliero, l'esercito delle chirurgie, tra doppioni, mezze tacche, congiunti. C'è anche un'unità per i peni sempre più in decadenza dei casertani

Continua il nostro allucinante viaggio nella proposta di piano ospedaliero, che la Regione Campania non potrà approvare, a meno di non sottoporsi ad una figuraccia nazionale ed i


Continua il nostro allucinante viaggio nella proposta di piano ospedaliero, che la Regione Campania non potrà approvare, a meno di non sottoporsi ad una figuraccia nazionale ed internazionale   CASERTA - Sono troppo esperti della vita e della vita di strutture sanitarie complesse il direttore generale Francesco Bottino, il direttore sanitario Diego Paternosto e il direttore amministrativo Domenico Ovaiolo per non sapere di aver redatto un piano ospedaliero letteralmente irricevibile dalla Regione Campania, che viola spirito e contenuti delle linee guida e che assomiglia più ad una fiera delle clientele di ogni genere che ad un sistema razionale, che parta dal riconoscimento, dal rafforzamento e dalla progettualità relativa a quello che dovrebbe essere un centro di eccellenza, tarato sulla emergenza e sulla capacità di attrarre grandi professionalità in funzione proprio di questa identità.   LA VOCAZIONE TRADITA DAL PIANO OSPEDALIERO - L'ospedale di Caserta è il terzo in Campania per numero di accessi al pronto soccorso, subito dopo il Cardarelli di Napoli e il San Leonardo di Salerno. Questo piano ospedaliero esprime indifferenza rispetto a quello che dovrebbe essere un punto cruciale della programmazione, per cui, oggi, lunedì, come vi avevamo promesso, dopo esserci occupati del dipartimento di cardiologia, di tutti gli orpelli assolutamente inutili e costosi confermati da questo piano ospedaliero, veniamo ad occuparci del dipartimento di chirurgia e specialità chirurgiche.   UN ESERCITO DI CHIRURGHI TRA DOPPIONI E SOVRAPPOSIZIONI - 17 nuclei organizzati sotto l'egida del dipartimento: ben 5 unità operative complesse, 4 unità operative semplici, e 8 unità operative semplici dipartimentali, con i responsabili di queste ultime, che dipendono direttamente dal direttore del dipartimento e non dal responsabile dell'Unità Complessa. Ci si aspettava un taglio, una razionalizzazione, soprattutto un modello organizzativo che, tagliando e razionalizzando facesse la tra delle eccellenze. Invece, il tutto si è risolto in una conferma, anzi, in un aumento delle poltrone e delle poltroncine, che ha abbassato, disperdendole in mille rivoli, il livello complessivo del dipartimento.   LE ECCELLENZE CHE ANDREBBERO RAFFORZATE. PIU' PROFESSORI CON LE PALLE - Niente da dire sul trauma center, diretto dal primario Luigi Casale. Casale o non Casale, il trauma center non può essere non considerato il fulcro dell'attività di un ospedale che ripetiamo è il terzo per numero di accoglienze nel Pronto Soccorso. Una cifra che naturalmente rende molto alta quella degli incidentati, dei politraumatizzati che ricorrono alle cure di questo ospedale. Pronto soccorso, trauma center, ortopedia e neuro chirurgia: questa la filiera su cui puntare e su cui iniettare qualità, in poche parole, luminari, professori "con le palle". Ecco perchè l'estate scorsa ci indignavamo al cospetto dell'assurda decisione di chiudere per un mese o due il pronto soccorso di neurochirurgia. E' questa la filiera su cui investire, in un'azienda che dovrebbe essere di alta specializzazione proprio nell'emergenza, dato che le appendiciti, le cistifellee, le tonsille, l'ernia, i calli, i foruncoli al culo, potrebbero essere operati in altre strutture.   IL CARROZZONE CLIENTELARE - Ed invece, chirurgia 1, 2, 3... Tutto questo per tenere in piedi il carrozzone clientelare. Tutta una serie di servizi pressoché inutili, assolutamente negativi in un rapporto seriamente registrato, tra costi e benefici. Tra queste la Chirurgia 2 che non fa l'emergenza, ma che è stata confermata soprattutto perchè il suo primario, Ettore Borsi, di qui a poco andrà in pensione e su quella comoda poltrona in cui non c'è da mettere le mani nelle ferite, non c'è da sporcarsi di sangue negli interventi a volte salva vita, si siederanno o Chicco Massa, pupillo del direttore sanitario Diego Paternosto o Gianfausto Iarrobino, presidente del Consiglio comunale di Caserta, per il quale si sono scomodati sia Angelo Polverino che Pio Del Gaudio, entrambi a colloquio nelle giornate precedenti al varo della proposta di piano ospedaliero con il direttore generale Bottino.   17 UNITA' IN UN DIPARTIMENTO IPERTROFICO E INEFFICIENTE - L'esercito delle chirurgie prosegue con le unità complesse di Chirurgia Oncologica, di Urologia, Otorino Laringoiatria, Maxillo Facciale ed Odonto. Proseguiamo con le semplici. Si parte dalla new entry: chirurgia ambulatoriale che è stata affidata Rossella Calabrese, moglie di Gianfausto Iarrobino. Anche qui, senza voler minimamente porre in discussione le qualità della professionista, il discorso è lo stesso fatto prima sulla dispersione dei servizi e degli investimenti che vanno a detrimento della qualità dei servizi strategici. Altra unità semplice, dopo quella della Calabrese che dipende dalla Chirurgia 2 di Ettore Borsi, è la Chirurgia Epatobiliare, che chissà perchè dipende dalla Chirurgia Oncologica. Poi ci sta un'Unità Semplice che si chiama Oncologia Orl, in pratica i tumori alla gola ed in generale i tumori che riguardano l'apparato Otorinolaringoiatrico. Questa unità semplice non dipende dalla chirurgia oncologica, ma da questa si estrapola, collegandosi alla  Otorino Laringoiatria. Infine, l'ultima Unità semplice, quella di Odontoiatria che afferisce all'UOC della chirurgia Maxillo Facciale ed Odonto. UOSD A BIZZEFFE: UN VERO POLTRONIFICIO TRA FAMILISMI E ALTRI DOPPIONI - Ma non finisce qui. Nel piano ospedaliero, licenziato nel settore sanitario, dal direttore Diego Paternosto, c'è la batteria delle unità operative semplici dipartimentali. Udite udite: Oculistica, Anestesia di elezione e gestione del blocco operatorio, che diventa UOSD e che per quello che si sa sarà diretta dalla dottoressa Tina Gallo, moglie di Chicco Massa. Poi abbiamo la Chirurgia Colonproctologica avanzata. E ancora la Chirurgia Mininvasiva, la Chirurgia Andrologica che cura l'incurvamento del pene. Verrebbe da dire, un semi dipartimento per la manutenzione di quello che Paolo Villaggio in Fantozzi chiamava "piccolissimo strumento di piacere". Poi un'unità dipartimentale per la Chirurgia del segmento anteriore dell'occhio, dato che, secondo i redattori del piano ospedaliero avere una chirurgia oculistica non è sufficiente. Inoltre, c'è la Chirurgia Laparoscopicaoncologica avanzata ed infine la Chirurgia Laparoscopica, semplice, che è quella dei cosiddetti tre buchi, di cui è responsabile Gianfausto Iarrobino.   UNA CONCLUSIONE - Ora, immaginatevi quanto personale infermieristico, parainfermieristico e di servizio deve essere utilizzato per far funzionare tutti questi presunti centri di erogazione di servizio sanitario e quanto personale viene distolto da una più seria e razionale utilizzazione, sempre in una chiave di qualità e non di mera esposizione di funzioni e di cariche che servono solo a fabbricare voti per i politici di turno in ogni elezione. Un atto aziendale, come spiegano le linee guida, deve essere fatto per sancire consolidare e rafforzare le vocazioni di un'azienda ospedaliera, oppure per definirla e programmarci sopra. Gianluigi Guarino