Cronaca Bianca

IL REPORTAGE - MONDRAGONE, Il santuarietto del Belvedere promosso ma non troppo. Il caso del rudere pericolante e del graffito selvaggio

Sopralluogo nel luogo dove secondo la tradizione locale fu custodita l'incona della Madonna Incaldana   MONDRAGONE - Il caso dell'Alveo di San Vitaliano a Caserta ha sol


Sopralluogo nel luogo dove secondo la tradizione locale fu custodita l'incona della Madonna Incaldana   MONDRAGONE - Il caso dell'Alveo di San Vitaliano a Caserta ha sollevato un mare di polemiche soprattutto per le condizioni in cui versa un'area di pregevole valore naturalistico, storico e culturale. Stamane, abbiamo deciso di effettuare un altro sopralluogo in un altro luogo di culto, questa volta, della riviera domiziana. Stiamo scrivendo, appunto del santuarietto del Belvedere, che secondo gli storici locali e la tradizione mondragonese è stato il  luogo dove fu custodita l'antica Icona della Madonna Incaldana. Abbiamo voluto farlo al fine di verificare lo stato dei luoghi. Ebbene il risultato della nostra piccola inchiesta di oggi, sabato promuove all'80% la manutenzione del luogo sacro. Direte voi perchè. La chiesetta particolarmente bella e curata bene è circondata da un giardino rigoglioso anch'esso mantenuto discretamente. Più in là verso nord c'è un piazzale per la sosta pulito. L'unico pugno nell'occhio è il manufatto che si trova a poca distanza dalla chiesetta: un rudere di fattura sicuramente antecedente alla costruzione del santuarietto del Belvedere sulle cui pareti è stato affisso un avviso "Non entrare struttura pericolante". Dall'esterno si intravedono due sedie e un volto santo al centro della costruzione, che in antico tempo era la cappellina del Belvedere. Nonostante il divieto di ingresso qualcuno ha lasciato qualche inciso sulla pietra. Ma la vera opera d'arte è stata elaborata sulla vetta del Belvedere, dove è ubicata la croce di ferro. Un frase, pardon un concessione di perdono è stata scritta sulla roccia antecedente al simbolo cristiano ubicato al margine di un sentiero che proietta l'occhio del viandante sul Mare Nostrum che qui appare davvero infinito. Che dite, visto che si tratta di una concessione di perdono, quindi di un gesto simbolicamente dal presupposto e dal valore cristiano, possiamo perdonare anche noi l'autore dell'inciso selvaggio? Massimiliano Ive