Cronaca Bianca

I balneari di Castel Volturno e Mondragone scrivono al presidente Grasso. "Istituisca il risarcimento del danno per il reato ambientale"

In calce all'articolo la lettera di Marcello Giocondo presidente del Sib CASTEL VOLTURNO - MONDRAGONE - E' la prima volta che una sigla associativa e sindacale che tutela gli


In calce all'articolo la lettera di Marcello Giocondo presidente del Sib CASTEL VOLTURNO - MONDRAGONE - E' la prima volta che una sigla associativa e sindacale che tutela gli interessi degli operatori balneari si rivolga  direttamente al presidente del Senato, la seconda autorità dello Stato, Piero Grasso per chiedere l'istituzione di un titolo del codice penale per il reato ambientale, al fine di invocare i succedanei risarcimenti per i cosiddetti "disastri" commessi lungo la fascia costiera Domiziana e nell'entroterra dell'Agro Aversano e del Basso Volturno. A prendere carta e penna e ad effettuare la proposta, è stato il presidente del Sib Marcello Giocondo, che con coraggio, in quanto queste notizie ledono automaticamente l'immagine di un territorio depredato dai signori delle cave, dei rifiuti e del cemento facile, ha reso pubblica la propria iniziativa tesa a risolvere una volta per tutte la questione ambientale che marginalizza e logora l'economia del comparto turistico balneare. Al riguardo si sta organizzando anche una petizione popolare a supporto dell'azione intrapresa dal Sib Massimiliano Ive   QUI SOTTO IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA INVIATA A PIERO GRASSO.     Ill.mo On. le Presidente del Senato della Repubblica Italiana Pietro Grasso, le scrivo cogliendo le sue parole a margine della presentazione del rapporto Ecomafia 2012, in cui ha detto: ''Noi chiediamo un titolo del codice penale sull'ambiente, l'introduzione del reato ambientale, e anche se il reato e' prescritto, l'obbligo di risarcire il territorio, lo stato e i cittadini del disastro ambientale commesso''.   … è da tempo immemorabile, che il Sindacato Italiano Balneari – Caserta aderente alla  Federazione Italiana Pubblici Esercizi e a “ Confcommercio Imprese per l’Italia”  con vari comunicati e note rivolte a tutte le Istituzioni  affronta il problema dei balneari del tratto di costa della Provincia di Caserta, composto da solo quattro Comuni; Sessa Aurunca, Cellole, Mondragone e Castel Volturno,(quest’ultimo teatro delle più efferati stragi di camorra eseguite dal gruppo dei “casalesi”e territorio di conquista degli immigrati clandestini) per una estensione di 42 km. di costa, meglio conosciuto come               “Litorale Domizio”; innumerevoli sono stati gli incontri con tutti gli amministratori sia comunali, sia provinciali che regionali, ma mai nessuno che abbia considerato e responsabilmente affrontato i problemi dei balneari e del loro dramma legato all’inquinamento marino di questo tratto di costa!!  Il risultato di questo atteggiamento superficiale sta’oggi lentamente emergendo dispiegando tutta la sua drammaticità; non a caso tanti  stabilimenti balneari, sono stretti tra la morsa delle Agenzie del Demanio,di Equitalia,e delle Capitanerie di Porto, perché non possono pagare i canoni elevatissimi, non possono pagare quello che non incassano! solo i Comuni ultimamente e la Commissione Straordinaria del Comune di Castel Volturno con il SIB, hanno avviato una serie di richieste e chiarimenti alle Agenzie del Demanio e alle Capitanerie di Porto, per poter dare risposte alle imprese, vittime del più grande disastro ambientale che si ricordi sul territorio nazionale;  L’argomento del degrado della Riviera Domitiana è nota a tutti . La vicenda è  emblematica di come si può far  morire  con  l’ambiente, con il benessere, con la bellezza anche le attività produttive di una provincia affamata di sviluppo, di lavoro, di vivibilità o anche di  semplice normalità. Quanto è accaduto sulla riviera Domizia negli ultimi 20 anni con le Ordinanze di “Divieto di balneazione”, la “Dichiarazione del Disastro Ambientale – Rapporto Ministero della Salute”, lo scandalo con conseguente intervento della Procura di Napoli e S.Maria C.V.(CE) circa i depuratori di Cuma e dei “Regi Lagni” e la diffusone incontrollata di notizie allarmistiche riguardanti l’inquinamento del mare e degli arenili, unitamente agli effetti del momento negativo dell’economia e dei consumi, hanno provocato una crisi senza precedenti per le aziende balneari. Tale crisi ha assunto le dimensioni di una catastrofe senza precedenti per le imprese balneari Casertane, di cui le cifre della riduzione delle presenze negli stabilimenti rispetto agli ultimi 10 anni danno l’esatta dimensione : si va da un calo medio del 20-30% in Campania sino alle punte del -90% in area Domizia  e sul litorale casertano. Gli effetti si possono riassumere in alcuni dati altamente drammatici : la totalità delle aziende ha ridotto negli ultimi anni il personale, mentre almeno il 50% delle imprese sulla costa casertana è a rischio fallimento, non potendo coprire con gli incassi gli investimenti effettuati per rinnovare le strutture ed avviare la stagione, e neanche, in molti casi, le spese ordinarie di gestione. Non sono solo a rischio centinaia di posti di lavoro nel settore e nell’indotto; siamo di fronte al pericolo concreto di depauperare irrimediabilmente il patrimonio di infrastrutture dedicate al turismo balneare, che rappresenta l’unico punto di forza dell’offerta turistica del “Litorale Domizio” con riflessi negativi che si estenderebbero a cascata su tutti gli altri comparti legati al Turismo ed all’indotto commerciale. Riteniamo pertanto che si debbano adottare senza indugio tutte le misure opportune a contrastare tale situazione prima che possa dispiegare i suoi effetti ancora più drammatici; si palesa come” testimonianza viva dell’inerzia , dell’insipienza dell’incompetenza e della sciatteria con cui centinaia di operatori  turistici e della  balneazione  sono stati  condannati ad  abbandonare il proprio lavoro, frutto a volte di più generazioni ed a punire imprese e lavoratori che in loro hanno creduto”. Un  complesso  di fattori annunciati dal lento  ma inesorabile   consolidamento di elementi di  degrado  non casuali, non improvvisi, e non certo ingestibili, solo che si fosse messo mano ad una politica mirata al recupero e allo sviluppo di questi 42 km. di costa. E’ in questo modo che il turismo e la balneazione della Costa Domitiana sono stati sottratti agli imprenditori, ai lavoratori, all’ambiente e allo svago di migliaia di cittadini Casertani , di turisti e di visitatori. Perché si sottrazione si tratta. Ormai il settore – che non si dimentichi, opera in una zona a basso reddito – si è avvitato in una spirale dalla quale non può più uscire senza politiche di sostegno ed interventi immediati e coordinati, sollecitati anche con denunce alla Magistratura.  Del resto non v’è Autorità o Istituzione che non sia stata avvertita e sensibilizzata delle esigenze  pur minime che il settore richiedeva,”non già per crescere ma anche solo per non scomparire” e per non segnare il declino di strutture messe insieme in decenni di investimenti e sacrifici.  Sono istanze che si riassumono in questi 4 punti fondamentali e vitali per le nostre imprese: -          dichiarazione dello stato di crisi del settore; -          rideterminazione dei canoni pregressi degli ultimi dieci anni, con il riconoscimento secondo la Legge494/93 art.3 e Legge 27/12/2006 n°296 – art.1 comma 251 lett.c. – Riduzione canoni demaniali; -          fruizione degli incentivi di Legge per le aree disagiate;   -          elaborazione e diffusione di una efficace comunicazione mediatica finalizzata al recupero dell’immagine della “Riviera Domiziana”, anche sulla scorta del Progetto “Bandiera blu” sottoscritto il 17/maggio/2013(fondi europei POR FERS per il periodo 2007/2013); Sono richieste finalizzate a sostenere un  Settore, ma sono indirizzate anche a restituire il mare ai casertani e a ridare speranza di normalità alle città del Litorale. Sale forte dunque verso gli interlocutori tutti, l’appello di un segnale di svolta e di inversione di tendenza affinché si collochino positivamente nella storia di una vicenda estremamente grave del contesto provinciale ,dando prova non solo di esserci ma di voler collaborare efficacemente con le imprese e con la società nella quale operano. Siamo , è vero, piccole imprese familiari ,ma tutte insieme siamo anche esempi di generazioni di imprese e di continui investimenti  in professionalità,organizzazione e strutture. In altre parole, crediamo di esser una presenza imprenditoriale tradizionale ma valorosa  e significativa , siamo alla ricerca di alleanze  per noi , per i nostri figli e per  tutti i giovani della costa ,per il territorio , per le comunità ,per la provincia , per la speranza di un altro futuro, di maggior fortuna. Ci aspettiamo grande solidarietà ed accoglienza per far partire tutta una serie di progetti  operativi ,condivisi con le istituzioni e le comunità della costa Domiziana.