Cronaca Bianca

CASERTA - Affidamenti diretti miliardari. Cobianchi ha il sospetto che dietro una serie di ditte ci sia sempre lo stesso gruppo di imprenditori

Interrogazione presentata dal consigliere comunale di Futuro e Libertà che ritorna a parlare di un argomento importantissimo rispetto al quale occorrono verifiche approfondite su


Interrogazione presentata dal consigliere comunale di Futuro e Libertà che ritorna a parlare di un argomento importantissimo rispetto al quale occorrono verifiche approfondite sull'identità delle imprese che fanno parte di un elenco che dovrebbe essere sottoposto ad una equa e corretta rotazione. IN CALCE ALL'ARTICOLO IL TESTO INTEGRALE DELL'INTERROGAZIONE PRESENTATA DA COBIANCHI   CASERTA - Come quasi sempre capita, il consigliere comunale di opposizione Luigi Cobianchi dà luce a se stesso, ma anche alla funzione, nobile in una democrazia, del controllo che va esercitato dalla minoranza del popolo sovrano sugli atti amministrativi espressi dai rappresentanti del popolo, parimenti e specularmente sovrano sia nel primo caso che nel secondo. Cobianchi ritorna su un argomento non nuovissimo, ma di grande delicatezza, dato che questo è collegato ad esborsi miliardari (bilancio 2012 1.200.000 euro) dei cosiddetti affidamenti diretti, dentro ai quali abitano diverse sottosezioni, quali le somme urgenze, i cottimi fiduciari e altre "zizzarelle". Stavolta Cobianchi va al cuore del problema e lo fa con un'interrogazione in cui chiede spiegazioni cruciali. 1 - le rotazioni tra le imprese presenti nell'elenco delle abilitate avviene con procedure regolari? 2 - è possibile che si creino delle vere e proprie cordate di 3 o 4 imprese riconducibili sempre allo stesso imprenditore o allo stesso gruppo di imprenditori in concordia tra loro, che rendono così la rotazione una vera e propria barzelletta, trasformandola in un monopolio di fatto? 3 - Cobianchi ribadisce una posizione già espressa con grande determinazione in passato: la disinvoltura attraverso cui sarebbero considerati lavori ed interventi di somma urgenza, lavori ed interventi per i quali non esiste quel requisito di improrogabilità che la legge considera obbligatorio ed essenziale. 4- Il consigliere di Fli interroga prima se stesso e poi il sindaco Del Gaudio e i dirigenti sull'esplicazione della dinamica dei tetti di spesa, all'interno dei quali è possibile la procedura di affidamento diretto e, al di fuori dei quali, l'affidamento diretto non è possibile. Insomma, un altro intervento utile alla trasparenza del processo amministrativo. Vedremo, se e quando il sindaco con un suo assessore delegato risponderanno a queste importanti domande. G.G. QUI SOTTO IL TESTO INTEGRALE DELL'INTERROGAZIONE CONSILIARE DEL CONSIGLIERE COBIANCHI

Interrogazione a Risposta Orale in Consiglio Comunale

 

ex art. 28, comma 3

del “Regolamento delle Attività Consiliari”

 

Trasparenza e Criteri di Affidamento a Terzi

della Gestione di Servizi, di Lavori Pubblici, di Incarichi Professionali

Il sottoscritto Luigi Cobianchi, Capogruppo Consiliare di “FLI – Futuro e Libertà per l’Italia”,

 

Premesso che

 
  • l’affidamento della gestione di servizi, di lavori pubblici e di incarichi professionali a terzi - quali Società di Capitali e di Persone, Cooperative, Associazioni, nonché Liberi Professionisti - è disciplinata dal D. Lgs. 12 Aprile 2006, n°163 e s.m.i., che afferma inequivocabilmente come l’affidamento di lavori, ovvero la gestione di servizi pubblici, possa avvenire o mediante bando di gara aperto, oppure attraverso altri tipi di modalità, definite “riservate”, segnatamente: “procedure ristrette” (artt. 54 e 55), “negoziate” (artt. 56 e 57) indette “mediante dialogo competitivo” (art. 58), con “sistema dinamico di acquisizione” (art.60), relative a “contratti sotto soglia comunitaria” (artt. 121÷125) ed, infine, il “cottimo fiduciario”, con invito obbligatorio a rotazione (art. 125, comma 1, lettera b), comma 8, e comma 11);

 

considerato che

 
  • nessun rilievo di sorta può muoversi, né può essere sollevata alcuna eccezione relativamente ai “bandi aperti”, in quanto, per loro stessa natura, forniscono la possibilità a tutti gli Operatori interessati di partecipare ad una data gara, avvantaggiandosi, oltretutto, delle informazioni costantemente aggiornate, che devono essere fornite attraverso l’istituzione, presso ciascun Ente Pubblico, di un Albo Pretorio on-line;

  • per contro, l’assegnazione che scaturisce da procedure “riservate” presta il fianco a serie perplessità, se non riserve, in quanto la contrattazione coinvolge un numero ristretto di soggetti privati, i cui nominativi vengono attinti, di volta in volta, in base alla normativa vigente, da appositi elenchi tenuti presso gli Uffici Comunali preposti;

  • in quest’ultima ipotesi, i Dirigenti competenti hanno il precipuo obbligo di rispettare rigorosamente il criterio di rotazione tra gli aventi diritto che la Legge indica per dare sostanzialità al Principio Costituzionale di Partecipazione Effettiva;

  • sennonché, il meccanismo di rotazione è facilmente eludibile – e viene spesso eluso – attraverso l’iscrizione negli elenchi dianzi detti di più Imprese, solo in apparenza distinte, in realtà riconducibili ai medesimi soggetti, i quali fanno ricorso all’utilizzo di prestanome ed alla creazione di ditte fittizie, come può evincersi chiaramente dallo stato relativo all’“attività” delle stesse, desumibile da un’apposita visura presso la competente Camera di Commercio I.A.A., ovvero dall’irrisorietà del Capitale Sociale versato, ovvero del personale impiegato, in alcuni casi indicato in zero unità!

  • ancor più censurabile, in quanto assolutamente contrario alle più elementari norme sulla trasparenza e la libera concorrenza, appare la procedura mediante “amministrazione diretta”, con affidamento da parte del Responsale del Procedimento, puntualmente abusata, in quanto ammessa dalla Legge esclusivamente qualora ricorrano condizioni di necessità ed urgenza, con un vincolo di euro 40.000,00, per i lavori pubblici, e di euro 20.000,00 per servizi e forniture;

  • negli ultimi mesi, soprattutto a causa della grave crisi economico-finanziaria in atto, monta sempre più forte la protesta da parte di Imprese, Associazioni, Cooperative, Liberi Professionisti, Tecnici che lamentano di essere sistematicamente esclusi dall’Amministrazione Comunale di Caserta, anche a causa di un uso esasperato, se non distorto, degli affidamenti diretti;

 

interroga

 

il Signor Sindaco e gli Assessori competenti, ex art. 28, comma 3 del “Regolamento delle Attività Consiliari”, domandando Loro formalmente, ai sensi di Legge, sentiti il Segretario Generale ed, eventualmente, i Dirigenti preposti, di rispondere oralmente, “nel primo Consiglio Comunale utile” ai seguenti quesiti:

  1. se, al di là del vincolo sul tetto massimo degli importi, sopra menzionato, il ricorso a procedure di affido diretto sia stato sempre dettato, almeno negli ultimi ventiquattro mesi, da condizioni di necessità ed urgenza documentate e verificabili;

  2. per quali motivi eccezionali è stato riaperto il termine - pur indicato in apposito Bando ad evidenza pubblica - di iscrizione negli elenchi per l’affidamento di servizi, lavori pubblici, prestazioni d’opera o dell’ingegno, di cui al D. Lgs. n°163/2006, producendo, in Aula l’albo definitivo, per ciascuna categoria/specializzazione;

 
  1. se esiste un rendiconto riepilogativo di tutti i servizi, lavori e forniture affidati dall’Amministrazione Comunale mediante le procedure negoziate, ovvero attraverso affidamento diretto, negli ultimi ventiquattro mesi; in caso affermativo si chiede di esibirlo in Aula e di produrne copia conforme all’originale allo scrivente;

  2. per quali motivi i predetti elenchi ed il rendiconto dianzi indicato non vengono pubblicati sull’albo Pretorio on-line dell’Ente, a dispetto di quanto prescritto dalla normativa vigente ed in particolare dal recente decreto in materia di trasparenza;

  3. con quali strumenti si è provveduto a verificare che i soggetti che hanno presentato istanza per essere iscritti nei predetti elenchi non abbiano eluso il meccanismo di rotazione, tassativamente prescritto dal D. Lgs. n°163/2006, attraverso il ricorso a prestanome e/o alla costituzione di Società fittizie;

  4. con quali atti formali i singoli Dirigenti possono dimostrare di aver regolarmente ottemperato al criterio di rotazione dianzi detto.

Caserta, 06/06/2013

Con osservanza