Cronaca Nera

S.MARIA C.V E' morto Gerardo D'Amore, anima storia della sinistra sammaritana

Pubblichiamo, oltre al ricordo di Gaetano Rauso, il suo ultimo articolo, scritto alcuni giorni fa in cui esprimeva forti critiche nei confronti dell'amministrazione comunale &nbs


Pubblichiamo, oltre al ricordo di Gaetano Rauso, il suo ultimo articolo, scritto alcuni giorni fa in cui esprimeva forti critiche nei confronti dell'amministrazione comunale  

Ho saputo che è deceduto Gerardo D’Amore.

Pur essendo ideologicamente su posizioni ideologiche  opposte al compianto Gerardo, ho sempre apprezzato la sua preparazione e la sua onestà intellettuale che negli ultimi anni lo hanno avvicinato alle battaglie che ho combattuto con le Associazioni.

Una parte della città va via insieme a lui con la consapevolezza che rimaniamo ancora in pochi ad agire per l’affermazione di un ideale e per l’interesse della collettività; da qualsiasi punto di vista lo si veda.

Ciao Gerardo, a presto !!!

Gaetano Rauso

QUI SOTTO L'ULTIMO ARITOCLO DI D'AMORE Le nostre città sono diventate loscenario simbolico all’interno del quale si rappresenta la deriva totalitaria delle nuove forme della c.d. democrazia. Abbiamo sempre votato “per il meno peggio”turandoci il naso ed eleggendo non dei  membri dipartito, ma il più delle volte, vere e proprie consorterie familiari, salvo, poi, lamentarsi della loro gestione. Se il voto è una cosa importante ( personalmente non lo credo), allora votare così l’ha svilito, umiliato, e ha prodotto danni gravissimi. Quelli che abbiamo tutti sotto gli occhi. Le Giunte, una volta superato il periodo della improvvisazione e della spontaneità, si sono avviate  a diventare , sempre più(attraverso epurazioni e cooptazioni) una clientela unita da comuni interessi politici ed economici ripercorrendo la strada che fu percorsa per decenni dai vari partitini di quella che tutti definiscono 1^ Repubblica. Si sono poste ,quindi, non soltanto come eredi di tradizioni e di culture politiche, ma disposti di potere che venivano, al tempo della c.d. 1° Repubblica gestiti comeuna proprietà da un governo all’altro. Tale tipo di Organizzazione locale del potere si è tradotto in una gestione oligarchica chedecide consultando solo  gli azionisti di riferimento (sponsor) e senza un ricambio della gerarchia. Amministrazione S.Maria C.V. , come tutte le altre, non ha mantenuto nessuna delle promessefatte in campagna elettorale. Latitano, inoltre, le professionalità, siamocioè, nelle mani di apprendisti stregoni. Chi l’ha sostenuta (Associazioni collaterali e giornalini locali) si è adeguato (con o senza mal di pancia)tacendo su canne fumarie che spuntano nell’area Anfiteatro (destinate adattirare frotte di turisti), sulla perdurante e promiscua gestione dei parcheggi, nonché sulla trasparenza negata. Tutti,però, si sono appellati ai vecchi fasti , all’antica Capua ( e. . . bla. . bla.. .bla). Trattasi, probabilmente, di un’epidemia oppure dell’azione del “geniusloci” , i comportamenti periodici, le convenzioni linguistiche costruite lungoi secoli e che esprimono la potenza della specie, l’adattamento biologico delleforme di vita urbane ai luoghi che le accolgono. L’unicamemoria del passato che conservo e nutro con piacere  mi porta ancora a difendere a  gran voce la scuola pubblica, il dirittoall’istruzione, alla conoscenza, al futuro, al verde pubblico. Mi induce alottare contro la mercificazione del sapere e della formazione, laprecarizzazione della conoscenza , del lavoro e della vita. Lamaggioranza al governo cittadino giustificherà la sua inconcludenza con l’imposizione del patto di stabilità interno che ha limitato le possibilità diindebitamento e ridotto le capacità d’investimento, ecc. ecc. Si poteva, però, senza costi:
  • facilitare la nascita di una Consulta ambientale chiamandovi a partecipare le varie associazioni libere di S.Maria C.V. che si sono opposte alla presenza sul territorio del digestore anaerobico e hanno formulato , insieme a SEL, proposte relative allo smaltimento dei rifiuti;
  • fornire un sostegno , mettendo a disposizione strutture Comunali, alle iniziative , pure esistenti sul nostro territorio , del commercio equo e solidale gestito da organismi o soggetti senza fine di lucro;
  • gestire in house servizi oggi privatizzati ( e solo per questo redditizi?).
Il welfarelocale non esplica i suoi benefici esclusivamente sul piano del reddito, essorappresenta una condizione essenziale per rimuovere i fattori di emarginazione,per sottrarre il cittadino dal ricatto del bisogno. Per molti versi, anzi, ladisponibilità di una rete efficiente di servizi costituisce la condizioneessenziale per dare senso al concetto di cittadinanza. Si poteva valutare lepossibilità di finanziare una dilatazione dell’offerta con un'azione tesa aridurre spese non sufficientemente giustificate (consulenze esterne,progettazioni per opere pubbliche con finanziamenti incerti ) e promuovere una campagnaper recuperare evasioni tributarie e altre imposte o tasse comunali,soprattutto quando ciò è riscontrabile da fonti certe, principalmente per l'IMUquando si accerti il mancato aggiornamento di destinazione d'uso e  rendita catastale; Sul terreno ,poi, della democrazia e trasparenza dove pure si erano misurate libereassociazioni con proposte di delibere di iniziativa popolare (condivisedal  importanti membri dell’attualemaggioranza) c’è stato il buio completo. Si poteva,sempre senza alcun costo:
  1. approvare il Regolamento attuativo degli Istituti di partecipazione (Referendum) già previsti dallo Statuto Comunale ;
  2. definire i criteri con i quali per determinati atti è obbligatorio l'apertura di una fase di partecipazione;
  3. riconoscere le istanze o petizioni avanzate dalla cittadinanza tese a sollecitare interventi specifici idonei a garantire una migliore tutela degli interessi collettivi;
  4. fornire informazione sull'attività politica e amministrati­va, nonché sulle procedure per l'assegnazione degli appalti pubblici e una piena disponibilità dei dati e degli elementi raccolti dagli enti pubblici (come previsto, peraltro, dalla legge nr.241 sulla trasparenza).
  In questacittà massacrata occorrono discontinuità radicali, importanti, emblematiche.Occorre che sia chiaro che la delega a questo sistema di pensiero politico, diproposta elettorale, di pratica di governo, venga intanto  tolta a questi partiti e associazionicollaterali. E' possibileimmaginare, la nascita , nella nostra città, di un “Forum” auto-promosso, cui partecipi la maggior quantità possibiledelle persone e dei soggetti di molti tipi, culture ed età che sono parte deitanti movimenti? Forum in cui ci si pongano domande su come l'esperienza localepossa fare da laboratorio per le politiche nazionali? Gerardo D’Amore