Cronaca Nera

CESA - Sgomberati dopo la bomba di camorra, solidarietà del Pd ai residenti di via Bagno

Il direttivo del partito Democratico ha fatto visita alle famiglie che hanno lasciato la loro abitazione dopo l'esplosione dell'ordigno all'agenzia di pompe funebri CESA - Nei gi


Il direttivo del partito Democratico ha fatto visita alle famiglie che hanno lasciato la loro abitazione dopo l'esplosione dell'ordigno all'agenzia di pompe funebri

CESA - Nei giorni scorsi una delegazione del circolo Pd di Cesa ha fatto visita alle famiglie che abitano nel palazzo di via Bagno, dove lo scorso 24 maggio fu fatta esplodere una bomba nei locali di una agenzia delle pompe funebri in fase di apertura.

La potenza dello deflagrazione aveva creato dei danni anche ad altre abitazioni dello stabile. Per cui, a seguito di sopralluogo da parte dei Vigili del fuoco, il sindaco del Comune di Cesa ha adottato una ordinanza di sgombero delle abitazioni.

L’altra mattina una delegazione del Pd di Cesa, composta dal segretario e consigliere comunale Enzo Guida, dal vice segretario Luigi Pagano, da Gino Parisini, Michele Mangiacapre e Rao Cesario, ha fatto visita alle famiglie colpite da questa vicenda, per esprimere la solidarietà a queste persone che hanno subito un grave trauma.

“Ci hanno raccontato la paura ed il terrore che hanno vissuto al momento del violento scoppio – spiega il segretario del Pd Enzo Guida – Ci auguriamo che presto possano tornare nelle loro abitazioni, danneggiate da questo attentato dinamitardo. Da parte nostra abbiamo voluto far sentire il sostegno umano a queste persone vittime incolpevoli”.

“L’occasione però è stata utile – continua Guida – per raccogliere lo sfogo di questi nostri concittadini. La sera dopo lo scoppio della bomba si sono visti recapitare l’ordinanza di sgombero, adottata dal sindaco e notificata dai Vigili Urbani. Nulla da eccepire sotto questo aspetto, ma si sono lamentati del fatto che nessuno, da parte dell’amministrazione comunale, si è preoccupato delle loro condizioni, di come avrebbero affrontato lo sgombero e di come si sarebbero organizzati per vivere nei giorni a seguire. Si sono sentiti abbandonati a loro stessi senza che nessuno, da parte del Comune, abbia dimostrato interesse per la loro condizione”.

Al momento le famiglie sono state ospitate dai parenti in attesa che siano messe in sicurezza le abitazioni.