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IL VIDEO Più di 8mila visualizzazioni in 7 giorni per “Par e pall”, l’incredibile successo di Tore, Mik e Big Pa

  Nella foto Big Pa, Mik e Tore   L'inarrestabile percorso dei giovani casertani: da semplici ascoltatori del genere a intraprendenti produttori di rap. IN CALCE ALL'ARTI


  Nella foto Big Pa, Mik e Tore   L'inarrestabile percorso dei giovani casertani: da semplici ascoltatori del genere a intraprendenti produttori di rap. IN CALCE ALL'ARTICOLO IL VIDEO "PAR E PALL" GIRATO DA DIEGO PERRINI   CAPUA -  Più DI 8 mila visualizzazione su Youtube in una settimana. Quello di Tore, Mik e Big Pa, Par e pall, è indubbiamente un pezzo di qualità, meditato, programmato, caratterizzato da un riff che ti entra in testa e difficilmente ti molla. Il mondo del rap ormai ha invaso l’underground casertano e, dopo tanto ascolto, i ragazzi di Terra di lavoro da curiosi fruitori del genere, gradualmente, si stanno trasformando in discreti produttori, in buoni artisti capaci di richiamare l’attenzione dei  più esperti rapper del napoletano. Il brano, il concetto viene esplicitato con tono forte e chiaro nel ritornello scritto da Mik Niola, ma, in realtà, rappresenta la matrice di tutte e tre le strofe, tratta di ragazzi avulsi dalla società, lontani dal paese reale, di giovani che hanno una falsa percezione della quotidianità, che detengono, e in modo supponente ostentano,  convinzioni astratte, non vere.  Nel giovanile gergo dialettale, infatti, si epitetano tali personaggi  proprio con l’espressione “Par e pall” diventato poi titolo della canzone. La tematica di una generazione, come data di riferimento, diciamo targata 90’, distante dall’ effettiva vita cittadina è un argomento da  sottolineare e far conoscere. Troppi sono i ragazzi distaccati dal marciapiede, quello buono, che ti fa apprendere con praticità ciò che ti circonda. Il messaggio che bisogna far passare è che la  presa di coscienza dell’intorno oltre a suscitarti disapprovazione e insofferenza, reazioni  a dir poco fisiologiche, potrebbe, anzi, dovrebbe, gradualmente, magari,  spingerti  anche ad ottimizzare appunto  l’intorno. Metaletteratura contorta del rap provinciale contemporaneo  e compagnia cantata a parte,  il trio che ha scritto questo pezzo, Mik e Tore sono di Capua, mentre Big Pa è di S.Prisco,  rappresentano davvero una risorsa per la musica casertana. Sono ragazzi da incoraggiare e valorizzare. Il video che vi mostriamo qui sotto è stato girato da Diego Perrini. “Abbiamo scelto posti scenografici– ci ha detto Tore –  posti che ritenevamo giusti per il pezzo. Del resto, molte delle zone che vedete nella clip sono i nostri posti, quelli che  quotidianamente frequentiamo”. Se in ogni paese, oggi, si ascolta il rap, inevitabilmente, si deve al boom mediatico raggiunto dai vari Clementino, Co’ Sang, Marracash, Fabri Fibra, ma, a dire il vero, tali rapper raffigurano solo il consolidarsi di un lavoro partito da lontano, un lavoro iniziato dal primitivo Jovanotti, Articolo 31, Aeroplanitalia, Bassi Maestro, Sottotono, Neffa, La Famiglia, 99 posse. E’ grazie a loro che, adesso, dopo tanto lottare, il rap, in Italia, enfatizzato anche dall'uso dei dialetti, rappresenta una realtà forte e fonte istantanea di comunicazione. Di questo se ne sono accorti Tore, Mik e Big Pa e speriamo che continuino il loro percorso musicale, con divertimento, senza pretendere troppo, a botte di rime. Giuseppe Tallino