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ESCLUSIVA/ Annunciazione: mentre il Pd zoppica nei consensi la Commissione di garanzia invalida coordinatore e direttivo di GRAZZANISE

E' ufficiale. Oggi, martedì, è stato notificato il provvedimento al direttivo eletto lo scorso 28 aprile. La decisione è scaturita dopo il ricorso presentato dall’iscritto Gio


E' ufficiale. Oggi, martedì, è stato notificato il provvedimento al direttivo eletto lo scorso 28 aprile. La decisione è scaturita dopo il ricorso presentato dall’iscritto Giovanni Abbate   GRAZZANISE – La casualità, a volte, può essere crudele. Domani, mercoledì, il Partito Democratico, con la collaborazione del Forum dei Giovani,  allestirà dei gazebo per una raccolta firme tesa a sollecitare la costruzione della tettoia all'ingresso dell’istituto Milani di via A. Diaz. Oggi, martedì, però, è arrivato il verdetto della Commissione provinciale di garanzia che ha invalidato l’assemblea congressuale dello scorso 28 aprile e destituito direttivo e coordinatore, Pasquale Raimondo, eletti. La decisione, dunque, cade proprio quando il Pd grazzanisano era in procinto di riprendere la normale attività politica. Erano state, infatti, calendarizzate  una serie di iniziative e, da poco,  il circolo Jotti aveva persino accolto un nuovo componente nel gruppo, cosa, di questi tempi, più unica che rara. Piccolo riassunto: erano stati presentati 3 ricorsi da Giovanni Abbate alla Commissione provinciale: il ricorso sul tesseramento del 19 e 20 gennaio scorso, e la richiesta di commissariamento, non sono stati accettati rispettivamente per un difetto burocratico di presentazione e per espressa non competenza della commissione di garanzia stessa. E’ stato accettato invece proprio quello che ha, oggi, ufficialmente, invalidato tutto il direttivo eletto il mese scorso. Le vicende interne al Pd provinciale non sono state tutte districate. Se a questa confusione aggiungiamo i risultati poco soddisfacenti dell’ultima tornata amministrativa, nei grandi centri i democratici non hanno vinto e neppure raggiunto il ballottaggio, ne esce un quadro di certo non sereno, ma nonostante il caos, nonostante i risultati lacunosi, consola, bisogna accontentarsi, una Commissione di garanzia imperterrita nel suo lavoro. Paolo Parente, tesserato a Grazzanise, capo della commissione che, negli ultimi giorni, si era chiamato fuori dalla faida interna tra Abbate e Raimondo, e aveva sconfessato il proprio ruolo di leader della corrente Democratici Davvero, non ha partecipato alla decisione del ricorso. Adesso, quale scenario si prospetta? La direzione provinciale potrebbe inviare un commissario perché, in sostanza, non ci sono dirigenti. La sede è vacante. Oppure si potrebbe riaffidare la funzione di coordinatore a Rullo che, da facente funzione, era già subentrato al dimissionario Roberto Parente. La situazione , in realtà, potrebbe ulteriormente ingarbugliarsi perché Raimondo ha deciso di presentare ricorso: “Il verdetto della commissione non mi ha stupito – ha dichiarato Pasquale Raimondo, il coordinatore esautorato dalla Commissione - era prevedibile. Nonostante tutto abbiamo deciso di inviare ricorso alla Commissione di garanzia regionale. Fino a quando l’organo sovraordinato all’organo di garanzia provinciale  non ci darà un responso la situazione sarà congelata, dato che ogni ricorso sospende, da momento della sua presentazione, ogni  provvedimento fino alla sua conclusione”. Di altro tono, logicamente, il commento di Giovanni Abbate: “Ora anche a Grazzanise si deve aprire una fase nuova, con un congresso vero: si devono confrontare le idee e non le tessere. Il partito vince se si rinnova fortemente nelle idee, se i capetti locali ed i loro referenti lasciano avanzare il cambiamento, se la credibilità del disinteresse personale cede il passo all'interesse collettivo, altrimenti – ha concluso Abbate - sarà destinato ad esser perdente come alle politiche, quando ha ottenuto uno scarso risultato nonostante i voti del PSI convogliati sulle liste PD” Forse questo commissariamento non rappresenta né la vittoria di Abbate, né la sconfitta di Raimondo. Chi paga l’ambaradan montato in questi mesi è solo la comunità grazzanisana e, in particolar modo, un elettorato di centro sinistra sempre più orfano di punti di riferimento Giuseppe Tallino