Politica

IL RIBALTONE DI MONDRAGONE - Mascolo chiede scusa ai suoi elettori. "La fascia tricolore ha deciso di diventare "amica dei compagni"

Il giorno dopo il Consiglio comunale choc fioccano le reazioni. Ora però il giudizio politico si sposterà sull'attività che saprà mettere in cantiere il nuovo esecutivo. Il be


Il giorno dopo il Consiglio comunale choc fioccano le reazioni. Ora però il giudizio politico si sposterà sull'attività che saprà mettere in cantiere il nuovo esecutivo. Il bene della città per Schiappa e Cennami è stato quello di attuare una manovra per stoppare gli Zannini, Landolfi, Piazza e Agostino Napolitano   MONDRAGONE - Nei giorni scorsi abbiamo scritto editoriali, note giornalistiche, pubblicati articoli esclusivi, sul ribaltone consumatosi ieri sera, tra Achille Cennami e Giovanni Schiappa, al fine di salvare l'esecutivo locale da una disfatta politica senza precedenti. Ma la disfatta di Schiappa c'è stata ed è stata indicata e sottolineata nelle parole scritte in un comunicato stampa dal consigliere deluso, di Intesa per Mondragone, Luigi Mascolo, che ha chiesto, come promesso, scusa agli elettori mondragonesi per l'inciucio Pd-Pdl, con il quale è stato ribaltato il voto espresso un anno fa. Mascolo, nel suo inciso fa comprendere che lui, in effetti, aveva chiesto un posto che gli spettava in giunta, per quei fatidici 900 voti che assieme a quelli di Liberi e Democratici di Claudio Petrella, hanno consentito al sindaco di diventare una fascia tricolore anche con un margine risicato di consensi rispetto al quorum del 50% più uno. Mascolo intendeva ottenere più visibilità politica nell'azione di governo locale e intendeva dare un forte contributo all'esecutivo. A questo punto, avvilito per l'accordo raggiunto tra le parti, arriva a definire il sindaco amico dei "compagni", quelli del Pd, grazie ai quali, ad un anno dalle regionali, lo stesso primo cittadino è riuscito a cavarsela, spogliandosi dell'abito di giovane sindaco mangia-comunisti, anche se quelli del Pd non possono più definirsi comunisti, ma democratici; ed indossando un vestito che da azzurro berlusconiano è tendente al rosso sbiadito. Il tutto in nome delle variopinte larghe intese e del bene della città. Quale sarebbe, poi, il bene della città? Per Schiappa e Cennami il bene della città è rappresentato dal presupposto politico che con questa manovra, benedetta dal presidente del Consiglio regionale, Paolo Romano, e da qualche dirigente democratico del Pd provinciale, (non di estrazione diessina...) sono riusciti, per il momento, a circoscrivere l'avanzata dei centristi, degli Zannini, di Agostino Napolitano e ad avallare l'epurazione di Mario Landolfi e del' ex coordinatore cittadino Giuseppe Piazza. Non ci dilunghiamo oltre..., da domani il giudizio politico su questa nuova giunta sarà caratterizzato dall'analisi profonda su ciò che sapranno mettere in cantiere. Max Ive    QUI SOTTO LA NOTA STAMPA DI LUIGI MASCOLO   Le scuse al nostro elettorato erano doverose, in quanto anche attraverso la nostra campagna elettorale, quasi 900 mondragonesi sono stati convinti a votare Giovanni Schiappa a sindaco. Mai, ‘però, avremmo potuto immaginare (neanche con la nostra più sfrenata fantasia) che un giovane politico di trentacinque anni potesse arrivare a macchinare strategie così vecchie, stantie  oseremmo dire di altri tempi. Adesso ci spieghiamo il perché di tanti atteggiamenti, aggressivi, del Sindaco nei nostri confronti. Evidentemente già dall’inizio di ottobre dello scorso anno, stava tramando le sue furbesche manovre sotto banco, con i compagni del PD. Meglio i compagni, con i quali divertirsi al gioco delle poltrone del potere piuttosto che condividere percorsi amministrativi con chi, non fa delle poltrone una questione essenziale. I compagni non oppongono, al loro benefattore politico, alcuna critica, troppo alto è il loro debito di gratitudine. Il mio gruppo ed io non potevamo essere adatti, la nostra unica condizione era quella di partecipare alla cosa pubblica in maniera attiva e concreta. Questa nostra, ingenua voglia di collaborare alla amministrazione della città, deve aver anche infastidito chi vuole comandare da solo. Darci semplicemente un assessore non sarebbe bastato, non era quello che volevamo, avrebbe dovuto ascoltare le nostre proposte e condividere le decisioni con noi. . . . Impossibile ! Inutile si è rivelato anche l’appello, che sempre in consiglio comunale, ho rivolto ai consiglieri fedeli a Schiappa e Cennami. Gli ho ricordato che loro sono stati eletti dai mondragonesi, con un mandato chiarissimo, Schiappa ha vinto Cennami ha perso. Agli elettori. quindi e a nessun altro dovevano la loro lealtà. Ma gli  accordi erano stati siglati e la spartizione delle poltrone definita, i mondragonesi si arrangino da soli.   Luigi Mascolo