Cronaca Bianca

LA NOTA - L'Ospedale Civile delle "triccheballacche", trasformato in una succursale di Verissimo e de La Vita in diretta

Rosaria Aprea, percossa dal suo convivente, intervistata a lungo da una troupe del Tg2 in un locale della direzione sanitaria. Un fatto senza precedenti duramente criticato anche


Rosaria Aprea, percossa dal suo convivente, intervistata a lungo da una troupe del Tg2 in un locale della direzione sanitaria. Un fatto senza precedenti duramente criticato anche dalla collega Francesca Nardi nel suo editorale che potrete leggere cliccando sul link in calce a questo articolo Ma quando mai si è visto che un ospedale pubblico venga trasformato in una sorta di set televisivo, in una succursale de La Vita in diretta o di Verissimo, in un racconto che partendo da un fatto molto serio, quello della violenza sulle donne, scade nella materia leggera dell'intrattenimento da rotocalco, in cui la vicenda in sé, diventa non un momento di riflessione e di analisi socio antropologica, ma una morbosa narrazione, utile a quelli che l'ascoltano, a nutrire la propria perversione di guardoni e di pettegoli. Quando mai si è visto, ma ora si è visto: ieri, martedì, abbiamo pubblicato un'intervista del Tg2 a Rosaria Aprea, la ragazza picchiata selvaggiamente dal suo convivente. Un'intervista, durante la quale l'Aprea ha ritrattato quello che aveva detto il giorno precedente, e cioè che aveva già perdonato il Caliendo ed era pronta a ritornare con lui. Prodigio da autentico elettroshock prodotto dalle telecamere della Tv di Stato. L'Aprea afferma che lei non ha alcuna intenzione di ritirare la denuncia. Come si può, dunque, ben capire, una vicenda drammatica, emblematica, scade al rango di barzelletta da rotocalco, di romanzo della più evanescente delle appendici. E il fatto che l'ospedale Civile di Caserta, apra, addirittura, le porte degli uffici della direzione sanitaria consentendo un'intervista di questo tenore ad una degente è un fatto, a nostro avviso eticamente riprovevole. Negli ospedali ci si cura, si recuperano le forze e la massima concessione che si può fare a chi è a caccia di notizie sono i bollettini medici, comunicati tra un primario o da un ufficio stampa. Chi è in grado di sostenere interviste di 30 minuti, vestita e preparata come era vestita e preparata l'Aprea, vuol dire che sta bene e può andarsene a casa, dove ha il diritto di rilasciare tutte le interviste che le pare. Il resto è cabaret. Ci sarebbero state cause 100 volte più importanti per spalancare le porte ai media. Telecamere e che telecamere sarebbero occorse per cercare di comprendere bene cosa fosse successo dall'inizio di gennaio al 19 marzo nel reparto di terapia intensiva cardiochirurgica, nel quale, in quel periodo si era consumata una vera e propria strage di vite umane. Ma evidentemente,  a quelli dell'ospedale di Caserta, piacciono le "Triccheballacche". Gianluigi Guarino CLICCA QUI PER LEGGERE L'EDITORIALE PUBBLICATO SU LUNASET.IT