Politica

MONDRAGONE - Quella mano tesa di Schiappa al nemico di Caldoro

Se andrà in porto l'accordo col Pd, i sostenitori del presidente della Regione considereranno il governo cittadino un affronto. Si paventa la richiesta del commissariamento del c


Se andrà in porto l'accordo col Pd, i sostenitori del presidente della Regione considereranno il governo cittadino un affronto. Si paventa la richiesta del commissariamento del coordinamento cittadino del Pdl. Nessuno si è dimenticato della campagna elettorale per le regionali quando Cennami e Picierno sposarono le tesi di De Luca, nemico, appunto di Caldoro   MONDRAGONE - A quanto pare i seguaci e i fedelissimi del presidente della Regione Campania non hanno digerito la notizia di una possibile alleanza tra il sindaco dimissionario di Mondragone, Giovanni Schiappa e l'ex fascia tricolore del centro sinistra, Achille Cennami.  Proprio quest'ultimi non si sono dimenticati affatto che Achille Cennami e la parlamentare di Teano, Pina Picierno alle scorse elezioni attuarono proprio a Mondragone una campagna elettorale di fuoco contro il presidente della Regione Campania, Caldoro che in loco aveva come candidata proprio l'attuale assessora regionale Daniela Nugnes. L'asse Cennami -Picienrno sposarono in pieno la tesi legalitaria e moralista dell'allora candidato, uscito poi sconfitto dalla competizione elettorale, Vincenzo De Luca, primo cittadino di Salerno e attuale parlamentare Pd. L'ex sindaco Cennami ospitò De Luca che attaccò apertamente Caldoro. Poichè i caldoriani non hanno memoria corta, adesso potrebbero chiedere e invocare il commissariamento del coordinamento Pdl di Mondragone, in quanto il possibile inciucio politico Pd-Pdl, tra Cennami e Schiappa rafforzerebbe il fronte dei nemici del presidente della Regione Campania, Caldoro, i quali si domandano: "alle prossime elezioni regionali Schiappa farà votare Caldoro o sta pensando di tesserarsi con il Pd? Sul caso Petrella, invece, le forze di opposizione sono già pronte ad attaccare il primo cittadino, nel caso in cui dovesse decidere di esonerare l'assessore concedendogli una nomina presso un organo strumentale, al fine di soddisfare le richieste dei vertici del Pd.