Cronaca Bianca

Interporto e zona Asi di MARCIANISE, il "ritorno al futuro" di De Angelis

Intervista al candidato sindaco della coalizione di centro destra. "Il tesoretto del Comune sarà investito per la riqualificazione delle piazze e del comparto storico culturale d


Intervista al candidato sindaco della coalizione di centro destra. "Il tesoretto del Comune sarà investito per la riqualificazione delle piazze e del comparto storico culturale della città, in caso di sua vittoria

MARCIANISE - Interporto, "condomino Asi", associazionismo, riqualificazione del centro storico, sono solo alcuni temi che sono stati toccati nella lunga intervista rilasciata dal candidato a sindaco di Marcianise, Antonio De Angelis a Casertace.

Questioni vitali per la cittadina di Marcianise, in quanto proprio da questi comparti, settori, indotti, il centro urbarno casertano attende delle risposte da anni.

L'Interporto, tra le altre cose, rappresenta proprio l'esempio di un macro progetto che al pari dell'aeroporto di Grazzanise è stato prima gonfiato mediaticamente e poi sgonfiato dalla politica. Da questi punti, dall'interporto e dal suo indotto, con un ritorno al vecchio accordo di programma, riparte la "missione" politica del candidato a sindaco del centro destra.

Max Ive

 QUI SOTTO L'INTERVISTA

 Marcianise, forse è uno dei pochi comuni virtuosi dal punto di vista economico contabile. Se dovesse essere eletto come gestirebbe il cosiddetto "tesoretto"?

Compatibilmente con i limiti imposti dal rispetto del Patto di Stabilità, ho progettato, di concerto con l’intera coalizione, di impiegare i fondi a cui fa riferimento:  in parte per continuare l’adeguamento strutturale degli edifici scolastici ed in parte per rivitalizzare il centro storico. Il conseguimento di quest’ultimo obiettivo è strettamente legato alla creazione di appositi incentivi in favore di coloro che decideranno di investire in nuove attività economiche all’interno del cuore urbano. Parallelamente per i negozi già esistenti i fondi saranno utilizzati  per promuovere una parziale defiscalizzazione.

Riqualificazione del patrimonio storico e delle piazze, quali le priorità?

Urge innanzitutto un intervento di riqualificazione di piazza Umberto I che, oltre a restituirle la sua principale funzione di centro aggregativo, ne valorizzi le potenzialità artistiche. Attualmente il cuore della nostra città, sede del palazzo comunale, si presenta con lastre pavimentali  divelte e con la fontana in marmo, progettata da Gaetano Barba, abbisognante di un intervento di restaurazione.  Analoga l’opera da promuovere per piazza Carità. Qui un primo step, verso la piena valorizzazione del patrimonio artistico presente,  è stato compiuto con il restauro del complesso monumentale del Buccini e della fontana dei Delfini, lì ubicati. E’ adesso necessario progettare la piazza in modo che possa valorizzare adeguatamente i tesori artistici che ospita (da non dimenticare la Chiesa dell’Annunziata, che vi si affaccia: una delle perle del patrimonio marcianisano). Per quanto concerne gli altri beni del territorio, forse più che di riqualificazione sarebbe opportuno parlare di valorizzazione.  Tale obiettivo è conseguibile attraverso l’attivazione di un circuito turistico virtuoso, che porti all’interno del centro urbano, dove è ospitato gran parte del patrimonio artistico, quei flussi di visitatori, che quotidianamente fruiscono dei centri commerciali ubicati in periferia.

Rapporti con le imprese dell'indotto marcianisano, vedi Coca Cola. Quali sono i programmi e i suoi progetti?

Il nostro territorio ospita aziende e poli manifatturieri di fama internazionale, che però risultano avulsi dal contesto urbano in senso stretto. La percezione di questi centri da parte della popolazione è tendenzialmente negativa: essi vengono infatti visti come complessi che, pur occupando il territorio marcianisano, non hanno mai procurato benefici alla città. Bisognerà semplicemente invertire questa tendenza, rendendo il Comune il trait d’union, immediato,  tra tali poli ed il cuore urbano. Pertanto il primo step da compiere riguarderà la fuoriuscita dal consorzio Asi. Successivamente si dovrà lavorare per addivenire ad una gestione comunale dell’area. In questo modo notevoli saranno non solo i vantaggi per le aziende insediate sul nostro territorio, ma anche e soprattutto per i marcianisani.

Associazionismo. Quale ruolo avranno le associazioni con la sua giunta?

Le associazioni culturali sono una delle eccellenze del territorio. Si sono sempre dimostrate in grado di promuovere  eventi culturali e di svolgere  attività di volontariato, che hanno aggiunto prestigio alla città.  Per questa ragione non si può prescindere da un loro coinvolgimento attivo negli ambiti sopraccitati. E’ chiaro che, affinché le associazioni riescano a continuare ad espletare egregiamente l’importante ruolo che ricoprono, hanno bisogno di essere sostenute. A tale fine, con me come sindaco, il Comune non solo attiverà un front office per il reperimento di finanziamenti europei, ma garantirà la propria partnership, ove necessario, per la realizzazione di progetti No profit e  di  valorizzazione culturale della città.

Interporto, speculazioni e accordi disattesi, come intende procedere?

Al momento l’Ise rappresenta la grande occasione perduta per i marcianisani. Doveva diventare un volano per lo sviluppo del territorio rappresentando il collegamento tra i mercati europei e quelli arabi del Mediterraneo ed invece è finita per essere una cittadella commerciale che non ha nemmeno prodotto una ricaduta occupazionale per il territorio. E non è tutto. L’amministrazione che mi ha preceduto ha addirittura sventato un tentativo di speculazione edilizia su quell’area. Eppure non tutto è  ancora perduto. Utilizzando gli strumenti della legge ed in sinergia con gli altri enti interessati, da sindaco  lavorerò affinché  si riveda l’accordo di programma e l’Ise possa davvero diventare la grande occasione di sviluppo e di occupazione dei marcianisani.  La struttura una volta completata, e tornata alla sua destinazione d’uso originaria,  potrà occupare da 5000 ai 7000 addetti, che dovranno provenire essenzialmente dal territorio su cui essa sorge.