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S.MARIA C.V - IL DESTINO DEL TRIBUNALE: stamattina in Consiglio un'altra montagna di chiacchiere

Fermo restando la destinazione del palazzo Cappabianca che ospiterà la Guardia di finanza, nessuno degli amministratori è riuscito a fornire un'idea di un indirizzo. Al moment


Fermo restando la destinazione del palazzo Cappabianca che ospiterà la Guardia di finanza, nessuno degli amministratori è riuscito a fornire un'idea di un indirizzo. Al momento l'unico a guadagnarci è l'imprenditore ortese Pellino. IN CALCE ALL'ARTICO UNA RIFLESSIONE SULL'ARGOMENTO DEL CONSIGLIERE COMUNALE RAUSO S.MARIA C.V - Il tratto caratteristico, peculiare della politica sammaritana è costituito dalla sua inconcludenza, dalla sua evanescenza inversamente proporzionale alla concretezza che essa mostra quando c'è da promuovere operazioni di saccheggio speculativo del territorio, o quando c'è da far fare quattrini a questo o a quell'imprenditore. Periodicamente (sarà capitato almeno 3 volte negli ultimi 5 anni) trascinato dall'inerzia di fatti criminali che avvengono in città, il consiglio comunale si riunisce con la formula dell'assise aperta al contributo di cittadini che del consiglio non fanno parte. E' successo anche stamattina, sabato. C'erano 3 parlamentari, tra l'altro tutti e 3 componenti delle 2 commissioni giustizia del Parlamento e cioè Carlo Sarro, Rosaria Capacchione e Pina Picierno. Era ovvio che parlando di legalità il discorso scivolasse sull'ormai annosa e spinosissima questione relativa alle necessità logistiche sempre più stringenti del tribunale, che se non vuol morire ha bisogno di spazi nuovi e di collocazioni fisiche efficaci. Ebbene, stamattina dopo che il sindaco Di Muro ha ribadito che il palazzo dell'istituto Cappabianca sarà utilizzato dalla Guardia di Finanza non si è potuta ascoltare una parola compiuta, concreta su dove diavolo devono andare gli uffici del tribunale sammaritano. Il coordinatore cittadino del Pdl Mastroianni ha sottolineato quest'assenza di indirizzo, augurandosi, ironicamente che non si realizzi un'altra operazione come quella dei capannoni di Pellino che alla comunità sammaritana costa 1 milione di euro al mese. A Mastroianni ha replicato l'avvocato Stellato al quale non manca il dono della parola e della buona elequenza. Stallato ha detto che il comune è creditore per svariati milioni di euro che devono arrivare dal ministero della giustizia. Embè! Siccome devono arrivare i soldi dal governo noi li diamo tutti a un privato che affitta capannoni industriali per collocarci uffici giudiziari? La città vuol sapere se ha l'onore di avere un immobile, due immobili prestigiosi, di sua proprietà che possano dare una seria collocazione al tribunale.La città vuol sapere questo, ma anche stamattina nessuno glielo ha spiegato. In conclusione la Capacchione ha garantito che lunedì incontrerà il ministro della giustizia  Cancellieri per affrontare la questione della disgregazione dell'ambito territoriale di competenza del tribunale S.Maria Capua Vetere G.G. QUI SOTTO  IL  TESTO INTEGRALE DEL CONTRIBUTO AL DIBATTITO DATO DAL CONSIGLIERE GAETANO RAUSO  

Un patto per salvare il Tribunale e la città, di Gaetano Rauso

Gli ultimi avvenimenti che riguardano l’eventuale, nuova collocazione dei vari uffici del Tribunale di Santa Maria, hanno fatto balzare, inequivocabilmente, all’attenzione di tutti l’inaffidabilità e l’impreparazione di questi politici  nell’affrontare i veri problemi della città. Tutti i crediti che potevano essere concessi  si sono esauriti nelle dimostrazioni di inefficienza che, in tante occasioni, hanno dato a tutta l’opinione pubblica.

Oggi rischiamo di compromettere, definitivamente la permanenza del Tribunale a Santa Maria,

Dopo aver speso, inutilmente più di un miliardo per il progetto della Cittadella Giudiziaria che poi è rimasto nel dimenticatoio, si è incapaci di affrontare il problema della collocazione degli uffici Giudiziari in luoghi che vicini al centro storico. Si è creato un problema inesistente, perché non si è stati  in grado non o non si è voluto, dopo più di due anni, offrire una soluzione accettabile ai responsabile dell’Amministrazione Giudiziaria. Già da anni avevo paventato questo pericolo ed avevo indicato in miei scritti la possibilità di ubicare nell’ex casa comunale, nell’ex Cappabianca e nell’ ex caserma Mario Fiore il Tribunale Civile, la Procura e  l’Ufficio del Giudice di Sorveglianza. Con i sol,di che si spendono per fittare capannoni nati per ospitare le industri e dare lavoro alla gente ( senza pensare a progetti faraonici ed irrealizzabili a breve) si potrebbe concretizzare un progetto realizzabile in meno di due anni, facendo venire meno ogni velleità di Caserta di scipparci il Tribunale. Anzi, come giustamente richiesto dal dr. Lembo, si potrebbe richiedere anche la dislocazione in città di una sezione della DIA per perseguire i reati di camorra che sono frequenti nella nostra Provincia. Chi ora si erge a censore di questa amministrazione è stato il primo responsabile di questa situazione tanto precaria. Ha permesso si infiltrassero elementi destabilizzanti e che  hanno dimostrato di non aver  a cuore l’interesse della città. La Politica deve avere uno scatto di orgoglio e, unita,  deve  combattere  una battaglia che coinvolga tutte le sua componenti , i professionisti  ed gli  intellettuali che si oppongano a questa ennesima manovra ad essa contraria. Si devono allontanare quegli elementi che hanno rifiutato, con immediatezza, di sposare i bisogni reali della città ed hanno permesso il suo saccheggio.  Il risveglio delle coscienze è necessario per allontanare le forze malsane che infestano il tessuto sociale cittadino per, finalmente, pensare ad una rinascita della città e della sua economia, Per ottenere questo ci vuole l’apporto di tutti, a prescindere dal colore politico. La legalità che tanto si sbandiera è un concetto empirico che dovrebbe concretizzarsi nel perseguire l’interesse collettivo e non quello personale o di pochi.

Gaetano Rauso