Economia e Territorio

Nello Spirito, la mosca bianca dell'etica pubblica. Parla come un ministro finlandese. Ma ora è stanco e potrebbe lasciare

Abbiamo estrapolato un passo del suo intervento fatto durante la seduta che ha approvato il bilancio consuntivo del 2012. Il suo appare un mirabile, quanto, probabilmente, vano a


Abbiamo estrapolato un passo del suo intervento fatto durante la seduta che ha approvato il bilancio consuntivo del 2012. Il suo appare un mirabile, quanto, probabilmente, vano appello perchè cambi la mentalità e la cultura della politica rispetto all'utilizzo del danaro pubblico “Io non so se avrò la forza di continuare a lungo in questo lavoro, perché assorbe veramente molte energie. Ma questo consuntivo, ricordatevelo sempre,  è anche il risultato dei sacrifici dei cittadini casertani. A loro, agli organi di comunicazione, agli impiegati comunali dico: non permettete mai più a nessun politico o amministratore di cambiare rotta, difendete queste scelte,soprattutto miglioratele, ma guai a distruggerle.” CASERTA - Se facciamo un gioco per scoprire l'identità di chi ha scritto o pronunciato queste parole, difficilmente queste potrebbero essere attribuite a un politico meridionale. E forse neppure italiano. Semmai si potrebbe pensare a un ministro dell'economia tedesco o della scandinavia dove la cultura dell'integrità dei conti pubblici  è quasi una religione perchè dalla tutela dell'integrità dei conti pubblici, dalle eliminazione di ogni spreco, di ogni spesa improduttiva, dipende la possibilità di programmare il vero sviluppo duraturo e solidamente impiantato di un sistema economico che non ha il problema di dover utilizzare la maggior parte delle sue risorse, provenienti dalla spremitura stile limoni, dei cittadini contribuenti. Invece, incredibile ma vero, queste sono parole di un politico casertano: Nello Spirito, assessore al bilancio. Leggerle non mi stupisce affatto, perchè io Nello lo conosco da 10 anni e so bene che è uno dei pochissimi per i quali l'etica pubblica è il valore fondante e prevalente nel proprio impegno pubblico. Una mosca bianca, dunque. Da queste parole pronunciate nell'aula consiliare nel giorno dell'approvazione del bilancio consuntivo si evincono due cose. Una deduzione interpretativa, ermeneutica, poggiata sulle solide basi della conoscenza personale e della condivisione di tante battaglie fatte insieme quando Nello sedeva nei banchi dell'opposizione dimostra che Spirito combatte contro un sistema imperniato, fondato proprio sulla spesa facile, sull'utilizzo dei soldi pubblici a scopo clientelare. Soldi dei cittadini utilizzati per alimentare le clientele elettorali. In sintesi, per comprare voti, seppur non in maniera diretta. La seconda cosa incrocia un aspetto psicologico: Spirito è stanco e si capisce dalla prima fase del suo discorso. Io mi stupisco per come sia riuscito a reggere per 2 anni, fornendo un servigio straordinario a questa città nell'azione di risanamento che ha compiuto e sta compiendo procedendo controvento , contro la mentalità spendacciona e feudale in cui ogni diritto viene confuso con il favore. Io spero che Spirito resti a fare l'assessore, perché  come ammonisce lui nel suo intervento il pericolo che la china della spesa facile riprenda vigore  è pressoché una certezza venisse a mancare la sua presenza in giunta, ma soprattutto un metodo di lavoro che lo impegna per tutte le ore della giornata alla realizzazione della causa del riequilibrio dei conti e non al modo o all'espediente per cercare di eludere le regole della buona finanza per riempire questa o quella mangiatoia. Pensato un po':  nonostante l'impegno da vero gendarme dei conti del comune di Caserta, Spirito non è riuscito ad esempio a far ridurre il fardello legato ai milioni di euro spesi per i cottimi fiduciari. Con Petteruti si spendevano a 1 milione e 300 mila euro all'anno circa, con Del Gaudio pure in presenza del dissesto siamo a 1 milione e 200 mila euro. Si tratta di vero e proprio veleno per la convivenza civile.  Affidamenti diretti con cui si fanno favori agli amici e agli amici degli amici e che poi dovranno essere compensati con l'aumento delle tasse a carico dei cittadini. Spirito sembra voler cedere. Una città civile, normale insorgerebbe chiedendogli di rimanere a suo posto. Caserta, invece, tacerà, perché qui la cultura degli intrallazzi è largamente diffusa, anzi rappresenta la cultura dominante che ha la sua estensione in questa classe politica  che la rappresenta in pieno. Al netto di qualche mosca bianca. G.G.