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BUFERA PD/ “A schifiu fini”? Paolo Parente, capo della commissione di garanzia, convoca l'avversario Raimondo

Dovranno presentarsi in commissione anche l'ex coordinatore Roberto Parente, Michele Esposito e Gerardo Rullo. Sul neo direttivo eletto lo scorso 30 aprile pende una richiesta di


Dovranno presentarsi in commissione anche l'ex coordinatore Roberto Parente, Michele Esposito e Gerardo Rullo. Sul neo direttivo eletto lo scorso 30 aprile pende una richiesta di commissariamento fatta da Giovanni Abbate esponente della corrente Democratici Davvero guidata  proprio Paolo Parente, capo dell'organo  provinciale di garanzia  GRAZZANISE – La situazione del Partito Democratico a Grazzanise l’abbiamo definita bizzarra, grottesca, dannosa per il paese e per il partito stesso. Insomma, l’abbiamo etichettata, volutamente, con toni aspri proprio per preannunciare e, magari, fanciullescamente, impedire l’implosione del circolo N.Jotti, perché, indipendentemente dai colori, ogni sezione rappresenta pur sempre un baluardo di democrazia territoriale, e nel contesto grazzanisano, dove l’amministrazione non c’è, ma c’è una commissione straordinaria, lo dovrebbe rappresentare ancor di più. Veniamo ai fatti. Dopo i vari ricorsi presentati da Giovanni Abbate, l’ultimo dei quali chiedeva il commissariamento del circolo, la commissione di garanzia  ha convocato Pasquale Raimondo, attuale coordinatore cittadino, Gerardo Rullo, Roberto Cosimo Parente e Michele Esposito. Nella foto la convocazione in commissione di garanzia   Il perché della richiesta di commissariamento del circolo Jotti l’abbiamo già scritto, ma ripetiamo: l’assemblea congressuale che ha eletto Pasquale Raimondo è stata convocato senza il beneplacito di Ludovico Feole. Descriviamo il retroscena. Il Pd è spaccato. C’è l’area di Raimondo e la corrente di Parente, Democratici Davvero. La sostanza è questa: I Democratici Davvero durante il tesseramento 2012 hanno portato a casa meno tessere rispetto al gruppo di Raimondo, quindi, in caso di conta in assemblea sarebbero risultati sconfitti. Ci sono stati vari incontri, vari tentativi di riconciliazione, è ventilata anche l’ipotesi di un coordinamento allargato, ma niente da fare. La pace non si è fatta e il direttivo del circolo decise di convocare per il 30 aprile scorso l’assemblea congressuale I Democratici Davvero non hanno partecipato al congresso cittadino, rispettando così la volontà di Feole, non presentando nessuna lista e lasciando eleggere per acclamazione Pasquale Raimondo. Nel comunicato diramato da Roberto Cosimo Parente, pubblicato in calce all'articolo potete leggere diversi elementi di contestazione nei confronti di questo ambaradan, alla loro convocazione in commissione di garanzia, alle tempestiche e a tante altre quisquiglie burocratiche. La situazione, come abbiamo detto all’inizio dell’articolo sta degenerando, si sta perdendo di vista la bussola e, sinceramente,  non ci interessa entrare nel labirinto dei tecnicismi, delle ratifiche e dei regolamenti che obnubilano il paese reale. Manifestata la nostra volontà di non entrare nel merito della questione c’è però un elemento che ci balza agli occhi e che non riusciamo a non evidenziare. Il leader della corrente che si oppone a Raimondo è Paolo Parente, ma Paolo Parente è anche il presidente della commissione di garanzia provinciale che ha convocato  Roberto Cosimo Parente, Rullo etc. Non siamo dei veggenti e, logicamente, non sappiamo se Paolo Parente presenzierà o meno la commissione durante il confronto con Raimondo & company, ma di sicuro una sua presenza, a primo impatto, rischierebbe di cozzare con il ruolo terzo che dovrebbe avere la commissione, dato che Parente, nolente o volente  è  parte attiva del circolo e punto di riferimento dell’area Democratici Davvero. Ovviamente ci auguriamo, come sempre in questi casi, che vinca l’imparzialità e soprattutto che vinca la politica dei fatti. Staremo a vedere Giuseppe Tallino CLICCA QUI PER LEGGERE LA NOTA SCRITTA DALL'EX SEGRETARIO CITTADINO ROBERTO COSIMO PARENTE