Cronaca Nera

VERGOGNA CHIAMA VERGOGNA / Uccisa a 49 anni dalla malasanità, ora l'Asl traccheggia per un risarcimento dovuto per legge

L'incredibile e tremenda odissea di una donna di Recale morta due mesi fa a soli 49 anni dopo sei anni di indicibili sofferenze iniziate da un banalissimo intervento chirurgico su


L'incredibile e tremenda odissea di una donna di Recale morta due mesi fa a soli 49 anni dopo sei anni di indicibili sofferenze iniziate da un banalissimo intervento chirurgico subito nell'ospedale di Maddaloni. Il racconto dell'avvocato Tufaniello

La sig.ra Iuliano Maria Grazia, nata a Caserta il 24-4-1964, e residente in Recale, al vico Tarantini,  il giorno 20 marzo 2007 veniva ricoverata  presso il reparto otorino dell’Ospedale di Maddaloni, dipendente dalla ASL CASERTA, essendole stato diagnosticato un “polipo alle corde vocali”.

Il giorno 22 marzo 2007, la sig.ra Iuliano  veniva, quindi, sottoposta ad un intervento chirurgico,  di tipo routinario, nel corso del quale, veniva colpita da insufficienza respiratoria per edema polmonare acuto e, sottoposta ad ossigenoterapia, veniva trasferita intubata e in stato comatoso presso l’Unità di terapia intensiva.

Iniziava così il calvario della sig.ra Iuliano e dei familiari, durato circa 6 anni.

L’8 maggio 2007, la sig.ra Iuliano veniva trasferita, con prognosi di “emiparesi dx ed afasia in ictus ischemico”, presso la clinica “Villa delle Magnolie” di Castel Morrone, dalla quale veniva dimessa, l’11 giugno 2007, con diagnosi di “emiparesi dx ed afasia prevalentemente motoria in ictus ischemico ed ipertensione arteriosa”.

Il 10 luglio 2007, la sig.ra Iuliano veniva trasportata presso l’Azienda Ospedaliera di Caserta, reparto terapia intensiva, dove le veniva diagnosticata una “insufficienza respiratoria acuta”.

L’11 luglio 2007, la sig.ra Iuliano, trasferita nel reparto ORL, veniva, nuovamente, sottoposta ad un intervento chirurgico urgente al 2° anello tracheale per la presenza di stenosi fibrotica sottocordale; dieci giorni dopo, il 21.7.2007, veniva dimessa con diagnosi di “insufficienza respiratoria acuta, emiplegia dx, piaghe da decubito, con la prescrizione di cure mediche del caso ed assistenza domiciliare;

Il 3 agosto 2007, la sig.ra Iuliano veniva nuovamente ricorevata presso lo stesso nosocomio.

Il giorno 6 agosto 2007, la sig.ra Iuliano a causa di un improvviso peggioramento delle condizioni di salute, veniva trasferita  presso l’Ospedale Cardarelli di Napoli, reparto ORL, con diagnosi di stenosi tracheale;

Per effetto delle lesioni subite, la sig.ra Iuliano ha trascorso gli ultimi anni della  vita in uno stato vegetale. E’ stata costretta a letto,  alimentata  con sondino naso-gastrico e cannula endotracheale, con frequenti crisi respiratorie, apnoiche, afasia motoria, nonchè deficit della deglutizione,  presentava piaghe da decubito in regione sacro-coccigea. La sig.ra Iuliano era in condizione di totale infermità di mente, tale da non poter più svolgere autonomamente la propria vita, né provvedere ai propri interessi personali e patrimoniali.

Per effetto delle lesioni subite, venne dichiarata interdetta dal Tribunale di S. Maria C.V.

La consulenza espletata dal C.T.U. del Tribunale di S. Maria C.V. ha evidenziato “un edema polmonare acuto post-operatorio, le cui complicanze hanno determinato l’attuale grave quadro neurologico caratterizzato da esiti di pregresso ictus cerebrale ischemico esitante tetraparesi spastica in soggetto vigile in apparente non contatto con l’ambiente, con plurimi decubiti, tracheotomia con cannula, foley a dimora e peg”.

Su iniziativa del marito, Saverio Padovano, nominato tutore dal Tribunale di S. Maria C.V., e con  l’assistenza dell’Avv. Adriano Tufariello, del foro di S. Maria C.V., veniva promossa una causa civile  nei confronti della A.S.L. CASERTA, sussistendo la colpa professionale dell’equipe medica per i danni causati alla Iuliano.

Al culmine del giudizio civile, il G.U. del Tribunale di S. Maria C.V. – sezione distaccata di Caserta – dott. Favio Magistro, ha accertato il nesso causale tra le lesioni subite dalla sig.ra Iuliano Maria Grazia e le complicanze dell’intervento chirurgico del 22 marzo 2007, condannando l’ASL CASERTA al risarcimento dei danni subiti. La sentenza di condanna, notificata alla Azienda Sanitaria nel dicembre dello scorso anno,  è passata in giudicato.

La sig.ra Iuliano Maria Grazia è deceduta il 4 febbraio 2013, all’età di anni 49, di cui gli ultimi sei trascorsi in uno stato vegettativo.

IL RITARDO COLPEVOLE DELLA ASL ED IL DANNO ERARIALE

Al danno si è aggiunta la beffa.

L’ASL CASERTA, pur in presenza di una sentenza passata in giudicato, e, quindi, irrevocabile, non ha provveduto alla liquidazione del risarcimento in favore degli eredi.

“I familiari della sig.ra Iuliano Maria Grazia, già vittime di un caso di malagiustizia – dichiara l’avv. Adriano Tufariello,  sono ora  vittime della burocrazia e dei ritardi colpevoli del Dirigenti della Struttura sanitaria casertana,  che continuano imperriti a non dare esecuzione ad una sentenza che non solo è immediatamente esecutiva, ma  è irrevocabile. Ho ricevuto mandato dai familiari della compianta Iuliano Maria Grazia  di denunziare tale colpevole ritardo al Ministro della Salute, all’assessore Regionale alla Sanità, al procuratore della Repubblica presso il Tribunale di S. Maria C.V. per l’adozione di tutte le iniziative di loro competenza. Le responsabilità del Direttore Generale e del Dirigente dell’Ufficio Legale sono palesi anche sotto il  profilo contabile, ravvisandosi un danno erariale,  in quanto la mancata liquidazione del risarcimento, comporta il pagamento degli interessi e della rivalutazione monetaria, che non possono essere scaricate sulla collettività.  Il direttore generale della ASL ed il Dirigente dell’Ufficio Legale devono fornire  risposte chiare e tempestive. Se non sono in grado  di farlo abbiano almeno la dignità di dimettersi”.

Avv. Adriano Tufariello