Cronaca Nera

Agg. 19.48 TUTTI I NOMI, IL VIDEO E LE FOTO / CAMORRA - 6 ordinanze in carcere. Imprenditore ha pagato 180mila euro di pizzo agli uomini di Michele Zagaria

La Dda, insieme ai carabinieri di Casal di Principe e a quelli della stazione di San Cipriano, hanno chiuso il cerchio attorno ad esponenti di spicco del clan dei Casalesi &nbs


La Dda, insieme ai carabinieri di Casal di Principe e a quelli della stazione di San Cipriano, hanno chiuso il cerchio attorno ad esponenti di spicco del clan dei Casalesi   Aggiornamento 12.12I destinatari dell’odierno provvedimento eseguito dai Carabinieri della Compagnia di Casal di Principe sono 1.      ZAGARIA MICHELE, ALIAS “CAPA STORTA”, cl.1958, IN ATTO DETENUTO PRESSO LA CASA CIRCONDARIALE DI NOVARA; 2.      GAROFALO GIOVANNI, ALIAS “O’ MARMULARO”, NATO AD AVERSA (CE) IL 09.12.1973, IN ATTO DETENUTO PRESSO LA CASA CIRCONDARIALE DI MILANO OPERA; 3.      FONTANA MICHELE, ALIAS “PUZZILL”, cl.1971, IN ATTO DETENUTO PRESSO LA CASA CIRCONDARIALE DI LANCIANO (CH); 4.      FONTANA MICHELE, ALIAS “O’ SCERIFFO”, cl.1970, IN ATTO DETENUTO PRESSO LA CASA CIRCONDARIALE DI L’AQUILA; 5.      CATERINO MASSIMILIANO, ALIAS “MASTRONE”, cl.1969, IN ATTO DETENUTO PRESSO LA CASA CIRCONDARIALE DI NAPOLI POGGIOREALE; 6.      FONTANA LUCIANO, ALIAS “DETERSIVO”, cl.1970, IN ATTO DETENUTO PRESSO LA CASA CIRCONDARIALE DI SANTA MARIA CAPUA VETERE (CE). Nelle foto, da sinistra, Luciano Zagaria, Massimiliano Caterino, Michele Fontana, Giovanni Garofalo e Michele Zagaria Aggiornamento 11.59 - L’odierna operazione portata a termine dai Carabinieri della Compagnia di Casal di Principe, coordinati dai Magistrati della DDA di Napoli è stata sviluppata ed attuata anche grazie alle mutate condizioni sociali ed ambientali che nel territorio dell’area c.d. casalese hanno reso possibile, a seguito della decapitazione dei vertici  dei sodalizi criminali egemoni, non ultimo l’arresto di Carmine Schiavone avvenuto  a fine gennaio di quest’anno, un avvicinamento della popolazione che a tutti i livelli è sempre più disponibile a collaborare con le forze dell’ordine e nella fattispecie con i Carabinieri della locale Compagnia. Tale affermazione trova fondato riscontro anche in una manifestazione di gratitudine, semplice ma incisiva come quella avvenuta il 30 gennaio scorso allorquando a pochi metri dallo stabile che ospita il Reparto dell’Arma in Casal di Principe fu rinvenuto un cartello riportante la scritta rivolta ai Carabinieri:” GRAZIE DEL LAVORO CHE STATE FACENDO NOI CASALESI ONESTI CREDIAMO NEL CAMBIAMENTO”. Questo come le numerose denunce arrivate da imprenditori del luogo circa le pressanti richieste estorsive avanzate dalla criminalità autoctona rendono mai come adesso valido e necessario il supporto che l’Arma dei Carabinieri, in maniera capillare offre costantemente ai cittadini.   CASAL DI PRINCIPE - Nelle prime ore della mattinata di oggi, venerdì, nell’ambito di un’articolata indagine coordinata dai magistrati della Procura della Repubblica di Napoli Direzione Distrettuale Antimafia, i carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Casal di Principe e della Stazione di San Cipriano d’Aversa hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dall’Ufficio GIP presso il Tribunale di Napoli, nei confronti di 6 indagati gravemente indiziati, a vario titolo, di reati di estorsioni e tentate estorsioni aggravate dal  metodo mafioso. Lo scorso 28 marzo 2013, i Carabinieri della Compagnia di Casal di Principe avevano già notificato a due indagati Massimiliano Caterino e Luciano Fontana, gli unici ancora liberi - un decreto di fermo emesso dai magistrati della Procura della Repubblica di Napoli - Direzione Distrettuale Antimafia, contestando i medesimi reati estorsivi. L’attività investigativa, avviata nel gennaio dei 2013, ha permesso di ricostruire numerosi episodi estorsivi, commessi dal 2005 al 2012, per opera di persone collegate al gruppo camorristico dei Casalesi fazione Zagaria ai danni d’imprenditori della provincia di Caserta. ln base alle risultanze investigative, Michele Zagaria agiva quale mandante delle estorsioni, attribuendo agli altri indagati gli incarichi operativi. Le richieste estorsive  facevano perlopiù riferimento a importi, rateizzati nel corso dell’anno, che variavano dai 5.000 ai 20.000 euro. Un imprenditore è arrivato a versare l’importo complessivo di ben 180.000 euro nell'arco  degli 8 anni. Nel corso dell’attività d’indagine si è manifestata la collaborazione di diversi imprenditori vittime degli episodi estorsivi che, con le loro denunzie, hanno mostrato di aver acquistato  fiducia nelle istituzioni.