Cronaca Bianca

SESSA A/ Licenziamento facile. La Manucor condannata dovrà riprendere il lavoratore e risarcirlo

Una lunga battaglia durata anni nelle aule dei tribunali. Il provvedimento è stato preso a seguito di esperimento di procedura di mobilità SESSA AURUNCA - Il Tribunale civile


Una lunga battaglia durata anni nelle aule dei tribunali. Il provvedimento è stato preso a seguito di esperimento di procedura di mobilità SESSA AURUNCA - Il Tribunale civile di Santa Maria Capua Vetere, Sezione Lavoro, ha riconosciuto il diritto del lavoratore, Giacomo L., licenziato a seguito di esperimento di procedura di mobilità, al risarcimento del danno pari alle retribuzioni maturate dal licenziamento sino alla revoca dello stesso. Un risultato dopo due anni di battaglie di atti, note e discussioni giudiziarie che ha bacchettato l’impresa rea di non aver rispettato la normativa. Un significativo passo in avanti nei casi in cui le società, con ogni mezzo, cercano di elidere rapporti di lavoro, in un momento di notevole crisi, dove la ripresa lavorativa non esiste e dove il giovane licenziato è destinato ad un lungo percorso di disagio. Un riconoscimento della caparbietà dell’avvocato Michele Marra, il quale si ritiene  “compiaciuto per la decisione del giudice Dott.ssa Nunzia Tesone, la quale ha accolto la richiesta per il riconoscimento delle mensilità maturate dal lavoratore ingiustamente licenziato, ma maggiormente soddisfatto per l’ottenimento, già in corso di causa, del rientro in servizio del proprio cliente. Infatti - spiega l’avvocato esperto del diritto del lavoro - i principali problemi con cui purtroppo oggi si combatte si sostanziano nelle lungaggini dei processi e nella scarsa sensibilità del legislatore alle istanze dei lavoratori, pertanto ottenere giustizia nel più breve tempo possibile non può che rappresentare l’obiettivo primario per chi svolge con rigore questa professione”. Il felice epilogo della vicenda, nell’odierno contesto di grave emergenza lavorativa, specialmente avvertita nel Meridione d'Italia, può ben esprimere quella che è una speranza per molte persone, e a volte interi nuclei familiari, che si ritrovano senza lavoro e privi di un indispensabile fonte di reddito, ma, malgrado ciò, non perdono il desiderio e la forza di riconquistare la loro dignità.