Cronaca Bianca

CONSORZIO RIFIUTI, drammatico conto alla rovescia: tra 5 giorni ci saranno 400 disoccupati casertani

Il 30 aprile, infatti, è il termine che i commissari liquidatori, che trovano, però ancora il tempo per litigare davanti al morituro, hanno fissato per l'uscita di tutti i comun


Il 30 aprile, infatti, è il termine che i commissari liquidatori, che trovano, però ancora il tempo per litigare davanti al morituro, hanno fissato per l'uscita di tutti i comuni. Si parla di cassa integrazione, ma si tratta di discorsi vaghi e non certo definiti. Problemi ci sono soprattutto a Valle di Maddaloni e San Felice. Di Domenico porte le carte a Teverola. E sui soldi della liquidazione ne vedremo delle belle   CASERTA - Riescono a litigare anche attorno ad un moribondo che sta tirando definitivamente le cuoia. L'idea esotica avuta dal commissario liquidatore del Consorzio Unico di Bacino dei rifiuti delle province di Caserta e di Napoli, Lorenzo Di Domenico, di trasferire armi e bagagli a Teverola, dove, forse non a caso abita l'ormai mitica e mitizzata Pina Flagiello, la sede sociale del Consorzio, azzerando in pratica quella di Corso Giannone, sta incrociando la dura opposizione dell'altro commissario liquidatore Farina Briamonte, il quale, forte dei pareri dei Revisori dei Conti a lui più vicini e più vicini a Zinzi, contesta, in questi giorni, formalmente la maggior parte delle decisioni e delle deliberazioni di Di Domenico, abbacinato anche lui dall'irresistibile Cleopatra-Flagiello, che tanti adepti nei lunghi anni che vanno dal Consorzio Ce 2 al Consorzio Unico, ha incolonnato dietro di sé. La situazione la leggiamo quotidianamente dai giornali e da Casertace. Liti e botte da orbi, come è successo ieri a San Prisco, per i passaggi di cantiere dal Consorzio ai vari comuni. Anche questa vicenda del mini Consorzio, cioè dell'Ambito Sud, si va sviluppando con minori certezze, rispetto a quello che sembrava un paio di mesi fa. Nell'Ambito Sud, infatti, ci sono dei comuni che in queste ultime settimane hanno realizzato dei passaggi di cantiere individuali, dunque non nel contesto del Consorzio a cui appartengono come soci. E nessuno può garantire, in questo momento, soprattutto se questi comuni si accorgeranno di risparmiare risorse con l'opzione individuale, che l'Ambito Sud costituisca per loro un obiettivo utile da perseguire. Rimangono, complessivamente, ancora formalmente legati al Cub 12 comuni, che da domani 26 aprile fino al 30 aprile prossimo, giorno fissato dai liquidatori per chiudere definitivamente baracca, dovranno uscire dal Consorzio e attuare il passaggio di cantiere degli operatori ecologici che hanno lavorato per il Cub e che ora dovranno passare nei ranghi delle imprese a cui ogni comune affiderà il servizio. Passaggio tutt'altro che indolore, dato che non sempre i conti sono tornati e soprattutto nei comuni più grandi le imprese aggiudicatarie hanno accettato di assumere il 70%, massimo l'80% degli operatori ecologici che hanno lavorato sui vari cantieri del Consorzio. Le posizioni più problematiche appaiono quelle di Valle di Maddaloni e di San Felice a Cancello. Al piccolo comune al confine con la Provincia di Benevento costa, infatti, veramente poco il servizio offerto dal Consorzio e un passaggio di cantiere ad un'impresa privata potrebbe non convenirgli. Altro discorso è quello che riguarda San Felice a Cancello, dove lavorano 21 operatori ecologici del Cub. In questo caso il problema è costituito dalla campagna elettorale. Si cerca di rallentare le procedure. E questo lo vogliono tutti i candidati a sindaco. Si parla di un'impresa locale, la De Rosa che potrebbe acquisire l'affidamento, ma è chiaro che questo potrà avvenire solo con un nuovo sindaco. Una circostanza che si realizzerà, il 27 maggio pomeriggio o, addirittura il 10 giugno pomeriggio se a San Felice a Cancello si dovesse andare al ballottaggio. Tempi dunque, completamente sfalsati rispetto a quelli, che, sulla carta sono stati decisi dai commissari liquidatori. I calcoli non possono essere ancora approssimativi, ma quando anche il 12esimo comune avrà effettuato il passaggio di cantiere, saranno almeno 400 i dipendenti della ripartizione di Caserta a rimanere senza lavoro, tra amministrativi, i famosi intercantieri e quegli operatori ecologici tagliati proprio durante le operazioni dei passaggi di cantiere. Quale sarà il destino di queste 400 persone? Si parla di cassa integrazione, ma non si capisce come, quando e con quali soldi. Poi c'è l'ultima questione: quella della liquidazione finale. Al momento, al netto di tutti i pignoramenti diretti e presso terzi, già eseguiti, il Cub ha debiti per circa 100 milioni di euro, cioè per circa 200 miliardi di lire. Da dove usciranno fuori questi soldi. C'è una vicenda che si sta dipanando in questi giorni, ma ve la racconteremo nel giorno opportuno. Gianluigi Guarino