Cronaca Bianca

S. MARIA C.V. / Il partito del cemento non si ferma. Non più appartamenti ma centri commerciali nell'ex tabacchificio

Si ripropone a questo punto la discussione di qualche anno fa, sul conflitto plateale tra le previsioni del Piano Regolatore e quelle del piano Commerciale, che si ispirava alla c


Si ripropone a questo punto la discussione di qualche anno fa, sul conflitto plateale tra le previsioni del Piano Regolatore e quelle del piano Commerciale, che si ispirava alla cosiddetta dottrina Mazzotti   SANTA MARIA CAPUA VETERE - La dottrina Mazzotti, come è noto ai lettori di Casertace, rappresenta una rivoluzione relativa all'interpretazione delle norme che regolano l'utilizzo e lo sviluppo del territorio. In questa alta espressione scientifica capita che le zone F6 non sono più destinate a ospitare insediamenti con specifica caratterizzazione pubblica, ma il concetto di pubblico  si allarga al punto che ci si possono fare anche le case e gli uffici privati, così come è successo a Santa Maria Capua Vetere. Nello stesso manuale dottrinario c'è poi la ridefinizione dell'area industriale a carattere produttivo. Lì secondo l'interpretazione estensiva, Mazzottiana ci si possono costruire anche i centri commerciali e i supermercati, che non producono niente, distribuiscono, ma queste sono minuzie rispetto al pensiero innovativo del dominus dell'Ufficio Tecnico di Santa Maria Capua Vetere, riparato da qualche anno a Caserta. Siccome l'area dell'ex tabacchificio è considerata dal piano regolatore un'area industriale a tutti gli effetti, ma siccome sulla stessa area si concentrano da anni voraci appetiti speculativi, allora quella dottrina è tornata utile, anche se non è stata sufficiente per far partire la prima operazione. Occorreva un puntello. L'ex sindaco Giudicianni lo applicò approvando il nuovo Siad, che ricodificava l'area dell'ex tabacchificio dandole una destinazione sostanzialmente diversa rispetto a quella del Prg. Scoppiarono polemiche, fu annunciato un ricorso al Tar, che poi non fu più presentato, perchè in molti si tirarono indietro. Quel piano commerciale stravolgeva il Prg e cambiava radicalmente anche la deliberazione, ispirata dall'allora assessore, Marciano Schettino, che confermava la destinazione industriale di quell'area. Una decisione, che come è notissimo ai lettori di Casertace, a Schettino costò il siluramento dalla giunta. Un Siad può derogare alle prescrizioni di un Prg? Secondo noi, no. Ma questa tutto sommato era diventata una questione di lana caprina, fino a qualche tempo fa, visto che in un posto senza vergogna come Santa Maria Capua Vetere, si era deciso già di costruire non un altro centro commerciale, simile a quello che già c'è e che è frutto di quella irregolarità di cui abbiamo parlato, ma addirittura 432 appartamenti. L'elaboratore di tutto questo è stato il capo dell'Ufficio Tecnico Franco Biondi, che non a caso fu chiamato a dirigere l'Utc da Giudicianni ed è stato confermato da Di Muro. Ora, la vicenda della conflittualità tra piano Commerciale e piano Regolatore ritorna clamorosamente di attualità, nel momento in cui, accantonata, sotto la spinta delle inchieste e delle campagne stampa di Casertace, l'idea dei 432 appartamenti, torna di moda quella del centro commerciale, che rappresenterebbe, se il sindaco Biagio Di Muro l'avallasse, la sconfessione di tutto quello che da oppositore di Giudicianni proclamò e scrisse, poi, nel suo programma elettorale. G.G.