Cronaca Bianca

Appalto esterno per il 118, l'azienda ospedaliera: "Risparmiato un milione". Casertace: "Coda di paglia?"

Dopo il nostro secondo articolo, pubblicato stamattina, martedì, ci è giunta una precisazione dal S. Anna e San Sebastiano. La nostra replica ci consente di declinare in maniera


Dopo il nostro secondo articolo, pubblicato stamattina, martedì, ci è giunta una precisazione dal S. Anna e San Sebastiano. La nostra replica ci consente di declinare in maniera ancor più precisa il nostro pensiero sull'argomento.

LA LETTERA - Il Direttore U.O.C. 118 dott. Roberto Mannella e la dott.ssa Rosaria Bonetti, responsabile dell’Area Assistenza, in piena sinergia con la Direzione Strategica dell’ azienda, in riferimento a note stampa diffuse e riguardanti la riattivazione del Centro Mobile di rianimazione del 118, unico nell’intera provincia di Caserta, precisano l’iter con cui è stata affidata la gestione del predetto servizio di emergenza.

“La necessità di poter offrire un servizio di trasporto di pronto intervento e di emergenza con medico rianimatore, sospeso due anni fà per contenere la spesa pubblica, ha spinto la Direzione Strategica aziendale ad indire la gara ad evidenza pubblica di affidamento del sopracitato servizio di interesse provinciale. L’Azienda con le sue specifiche articolazioni ha curato l’aspetto tecnico-assistenziale relativo ai requisiti di affidamento del servizio, assicurando che i fondi previsti per il Centro Mobile di rianimazione sono attinti da un Fondo della Regione Campania, quale contributo dedicato alle aziende sanitarie ed ospedaliere che gestiscono tale servizio”.

I dott.ri Mannella e Bonetti precisano, altresi’, che “ il costo di tale servizio e’ passato da un 1milione e trecentomila euro l’anno del 2011 ai trecentomila euro annui del 2013, esattamente pari al contributo ottenuto dalla Regione Campania con un evidente risparmio di 1milione di euro annui”. LA REPLICA DI CASERTACE - Quando si leggono certi comunicati dell'Ospedale Civile, si viene investiti da un pensiero, oggettivamente infondato, che da quelle parti più di qualcuno abbia la coda di paglia. Quelle che voi, amici dell'ospedale Civile di Caserta, chiamate note stampa e che invece sono veri articoli, autentiche testimonianze di lavoro giornalistico, a differenza delle marchette telecomandate che vi fate scrivere dai vostri amici de IL MATTINO, hanno solo fotografato un caso e un fatto senza, assolutamente entrare nel merito di una messa in discussione delle procedure di gara, che, ai nostri occhi e fino a prova contraria sono stati regolarissimi. C'è sempre una differenza tra un esborso di danaro che si trasferisce dal settore pubblico al settore privato, rispetto ad una trasmissione di risorse finanziarie che rimane all'interno del perimetro della stessa amministrazione pubblica. Qui c'è un privato che ne beneficia attraverso la costruzione di un profitto, frutto di un affidamento da parte di una struttura pubblica. Questi aspetti, queste procedure, di questi tempi vanno valutati con la massima attenzione, perchè la storia delle esternalizzazioni e non stiamo parlando specificatamente di quelle dell'ospedale Civile di Caserta, è una storia che ha riempito decine di migliaia di faldoni di Procura della Repubblica e di tribunali. Capitolo risparmio: il fatto che io compri una scarpa che costi 10 euro e la preferisca rispetto ad una scarpa che costa 100 euro non vuol dire che questa mia scelta tuteli l'integrità e la sanità dei miei piedi. Solo che nell'esempio fatto si tratta di una scelta individuale. Ognuno si fa i piedi suoi, ed è libero di massacrarli, riempiendoli di vesciche. Nel caso, invece,  di un servizio delicatissimo, di alta specializzazione, in cui capita di dover intubare in mezzo alla strada delle persone ridotte male o in fin di vita, a causa di un malore o di un incidente, il discrimine economico conta, ma fino ad un certo punto, dato che con la salute della gente non si scherza. Ora, è anche vero che 1 milione di euro di differenza è proprio tanto. Tanto, forse troppo, al punto che ne dubitiamo un poco e pur avendo la massima stima personale nei confronti del dott. Roberto Mannella, intendiamo compiere una verifica, diciamo così indipendente, ma è altresì vero che le ragioni legate alla totale affidabilità di un servizio che si occupa e decide della vita, oppure della morte anche di una singola persona, non possono essere consegnate, con tutto il rispetto de La Misericordia ad un gruppo di operatori volontari, i quali potrebbero lavorare come elemento di complemento, ma che certo è un rischio far lavorare come unici protagonisti di quel servizio. Non temete, quelle che voi rudimentalmente definite note stampa su questi argomenti, sul modo con cui il settore pubblico trasla i soldi nel settore privato, ci occuperemo ancora. D'altronde la caccia ad Externalizzator è appena cominciata. G.G.