Cronaca Nera

LE SCOMMESSE DEI CASALESI / Il pentito Venosa spiega come funzionava l'organizzazione

Dopo l'arresto di Michele Zagaria, il collaboratore di giustizia prese le redini del clan per un breve periodo, sfruttando anche un conflitto creatosi tra Luigi Sportiello e Vitto


Dopo l'arresto di Michele Zagaria, il collaboratore di giustizia prese le redini del clan per un breve periodo, sfruttando anche un conflitto creatosi tra Luigi Sportiello e Vittorio Alfiero   SAN CIPRIANO D'AVERSA - Un contributo importante alle indagini sul giro di scommesse clandestine, che hanno portato oggi all'esecuzione di 38 misure cautelari, e' stato fornito dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Salvatore Venosa, il quale, dopo la cattura del boss Michele Zagaria avvenuta a Casapesenna nel dicembre del 2011, ha assunto per un breve periodo la reggenza del clan dei casalesi. Questo il racconto fatto agli inquirenti nel giugno del 2012: "Circa un anno fa, dunque nel 2011, sentito il profumo del denaro derivante dalla gestione di un'attivita' criminale legata alle scommesse on line ed approfittando di un conflitto creatosi tra Luigi di Giugliano, proprietario del sito (Luigi Sportiello, ndr, uno dei destinatari delle misure cautelari) e tale Vittorio, ho manifestato l'interesse di entrare nell'affare a Giovanni Di Nardo, fratello di Michele, fidanzato di mia sorella Rossella. Mi sono rivolto a Giovanni Di Nardo in quanto ero a conoscenza del suo coinvolgimento da tempo nell'affare scommesse e dei suoi rapporti con Gigino di Giugliano. Di Nardo, infatti, mi ha riferito che Gigino da molti anni gestiva l'affare delle scommesse in vari territori e per questo motivo aveva rapporti con varie organizzazioni criminali". Il pentito ha svelato anche i trucchi dell'organizzazione: "Il meccanismo delle scommesse prevedeva varie possibilita' ed in particolare, per quanto attiene al rapporto con i titolari degli esercizi che ospitavano il sito attraverso il quale venivano giocate le scommesse, si poteva decidere o di farli partecipare al rischio derivante dall'eventuale perdita oppure di riconoscere loro soltanto una quota percentuale che variava a seconda dell'entita' delle scommesse e del REC, ossia della cifra totale che appariva sul software ogni settimana, per il solo fatto di aver ospitato il sito nel loro locale''. ''La maggior parte degli esercizi che ospitano il sito illegale - ha spiegato il collaboratore di giustizia - avevano anche l'abilitazione alle scommesse legali ed anzi in molti bar attraverso la grande esperienza e competenza di Gigino (Sportiello, ndr) siamo riusciti a far uscire in modo fittizio dal sito legale le scommesse giocate sul nostro sito clandestino. Il sistema cosi' organizzato poneva a riparo dei controlli e delle multe sia il gestore del bar che il nostro gruppo che gestiva l'affare. Gigino riesce anche a modificare i risultati delle giocate, soprattutto operando negli ultimi secondi delle competizioni, cosa accaduta molte volte".