Cronaca Nera

TUTTI I NOMI E LE FOTO Agg. 16.56 IL TOTO NERO DEL CLAN, ecco come i Casalesi raccoglievano le scommesse porta a porta

Svelati nella conferenza stampa presso la Procura di Napoli. A capo dell'organizzazione i Venosa di San Cipriano D'Aversa, costola dei Casalesi. Ma numerosi esponenti sono anche d


Svelati nella conferenza stampa presso la Procura di Napoli. A capo dell'organizzazione i Venosa di San Cipriano D'Aversa, costola dei Casalesi. Ma numerosi esponenti sono anche di Castel Volturno. L'operazione condotta dai carabinieri del Ros ha permesso di scoprire e documentare il sistema criminale che sfruttando le piattaforme illegali delle sale gioco consentiva al clan di riciclare denaro. TUTTE LE INTERCETTAZIONI CONTENUTE NELL'ORDINANZA PUBBLICATA QUI SOTTO   CLICCA QUI PER LEGGERE L'INTERA ORDINANZA EMESSA DAL GIP DI NAPOLI CHE HA CONDOTTO ALL'ARRESTO DI 38 PERSONE   Aggiornamento 16.56 - ECCO I NOMI Andrea Alfiero, Vittorio Alfiero, Nicola Carofano, Giovanni Di Bernardo, Antonio Di Napoli, Giovanni Di Nardo, Michele Di Nardo, Alfonso Martinelli, Tammaro Russo, Antonio, Luigi e Salvatore Sportiello, Marco Alfiero. Per quanto concerne Vittorio Alfiero sappiamo che è del Villaggio Coppola di Castel Volturno, spesso visto giocare anche nelle sale giochi della cittadina rivierasca   [nggallery id=19]   Aggiornamento 16.05 Il giro delle scommesse clandestine on line, venuto alla luce oggi con l'operazione che ha portato all'esecuzione di 38 ordinanze cautelari, rappresenta ''il toto nero post moderno'', ovvero il sistema ammodernato del vecchio ''toto nero'' quando gli allibratori, anche all'epoca collegati con la camorra, raccoglievano le scommesse porta a porta. Lo ha sottolineato il sostituto procuratore nazionale antimafia Filippo Beatrice nel corso della conferenza stampa indetta in procura per illustrare i particolari dell'inchiesta. Alla conferenza hanno partecipato anche il procuratore aggiunto Francesco Greco, coordinatore della Dda della procura partenopea, il vicecomandante del Ros dei carabinieri col. Pasquale Angelosanto e il comandante provinciale di Caserta, col. Giancarlo Scafuri. Greco ha sottolineato come anche per la Dna, quello delle scommesse viene ritenuto ''un settore strategico'' delle attivita' della camorra. Dalle indagine e' emerso che i promotori del sistema illecito di raccolta ai danni di ignari scommettitori - i quali non erano consapevoli che le giocate erano gestite illegalmente - versavano quote dei ricavi alle organizzazioni criminali presenti sul territorio dove erano in funzione i centri di raccolta: alla cosca dei Venosa, il gruppo dei Casalesi presente nell'area casertana, e al clan Mallardo, che controlla i traffici criminali nel Giuglianese. Nelle indagini, contrariamente ad altre indirizzate nel settore delle scommesse, non e' venuto alla luce il coinvolgimento di esponenti del mondo dello sport. Sono una trentina in centri sequestrati dai carabinieri, ognuno dei quali movimentava un volume di affari quantificato intorno a un milione di euro all'anno. Complici degli organizzatori del sistema anche quattro esperti informatici. ''La contraffazione del logo stampigliato sulle matrice - spiegano gli inquirenti - consentiva di superare i controlli amministrativi di routine, nonche' di carpire la buona fede degli ignari giocatori, ampliando in tal modo il numero delle giocate e il volume degli introiti attraverso il pregiudicato Salvatore Venosa, nipote del capoclan detenuto Luigi Venosa detto 'o cocchiere, risultato al vertice dell'organizzazione Venosa-Iovine-Zagaria' Nelle foto, Alfonso Martinelli, Tommaso Russo e Vittorio Alfiero   Aggiornamento 10.36 - Sono 38 le ordinanze in corso di esecuzione da parte dei Carabinieri in Campania, Calabria, Puglia e Sicilia nell'ambito dell'inchiesta che ha portato alla scoperta di un sistema per la raccolta di scommesse su incontri di calcio su piattaforme 'on line' mutuate da quelle dei Monopoli di Stato, controllato da esponenti del clan di camorra dei Casalesi. Delle ordinanze - si e' appreso da fonti investigative - 15 sono in carcere, sei agli arresti domiciliari e 17 sono divieti di dimora nella regione Campania. I reati ipotizzati sono concorso esterno in associazione di tipo mafioso e associazione per delinquere finalizzata all'esercizio abusivo di attivita' di gioco e scommesse.   CASAL DI PRINCIPE - Arresti dei carabinieri nel napoletano e nel casertano, in Calabria, Puglia e Sicilia per concorso esterno in associazione mafiosa con il clan dei Casalesi e associazione per delinquere finalizzata all'esercizio abusivo di attivita' di gioco e scommesse. L'indagine e' stata coordinata dai pm della Direzione distrettuale antimafia. Le misure sono state eseguite dai carabinieri del Ros che hanno svelato un sistema che consentiva all'organizzazione criminale di raccogliere scommesse su incontri di calcio utilizzando piattaforme informatiche illegali on line, mutuate da quelle attive nei concessionari autorizzati dall'Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato. Gli investigatori hanno documentato la manipolazione della visualizzazione di alcuni eventi sportivi sulle piattaforme illegali per orientare in modo fraudolento le vincite ai danni di ignari scommettitori. I carabinieri hanno anche eseguito dei sequestri di beni per oltre 3 milioni di euro.