Cronaca Bianca

CASERTA/ Amianto killer a un passo dal comune in piazza Vanvitelli

La rivelazione contenuta in un'interpellanza presentata dal consigliere comunale di opposizione Luigi Cobianchi. "Quei pannelli si vedono anche dagli uffici degli ultimi due pia


La rivelazione contenuta in un'interpellanza presentata dal consigliere comunale di opposizione Luigi Cobianchi. "Quei pannelli si vedono anche dagli uffici degli ultimi due piani di palazzo Castropignano"    CASERTA - La città di Caserta, al di là di alcuni lodevoli sforzi compiuti dal corpo dei vigili urbani, ma in generale, tutta quanta la provincia non ha mai profuso un serio impegno per realizzare una seria e completa ricognizione dei siti ancora interessati dalla presenza di amianto in pannelli di eternit. A macchia di leopardo, salto fuori delle notizie volta per volta, e spesso queste notizie sono, oltre che allarmanti, anche molto sorprendenti. Una l'ha tirata fuori in questa settimana il "solito" Luigi Cobianchi, puntuale nella sua denuncia domenicale.  Il consigliere di opposizione di Futuro e Libertà ha scritto un'interpellanza in cui afferma di aver visto con propri occhi l'amianto a 50 metri in linea d'aria dal comune. Nella sua puntigliosa precisione Cobianchi segnale anche l'indirizzo del palazzo in questione e, beffardamente, costata che quella copertura al veleno si vede benissimo dagli uffici degli ultimi due piani del comune. G.G.   QUI SOTTO IL TESTO INTEGRALE DELL'INTERPELLANZA PRESENTATA DA LUIGI COBIANCHI

Interpellanza

 

ex art. 28, comma  4

del “Regolamento delle Attività Consiliari”

Edificio Ubicato Alla Confluenza tra piazza Vanvitelli

e traversa Vanvitelli, a ridosso della Casa Comunale.

Presenza di Rifiniture in Copertura

Realizzate in Cemento-Amianto (Eternit).

  Il sottoscritto Luigi Cobianchi, nella qualità di Capogruppo Consiliare di “FLI – Futuro e Libertà per l’Italia”,  

premesso che 

-          lo scrivente ha avuto modo di constatare, ictu oculi, che l’immobile che sorge a ridosso della Casa Comunale, alla confluenza tra piazza Vanvitelli e traversa Vanvitelli, e che ha il suo accesso principale dal civico 46 di piazza Vanvitelli, presenta estese porzioni della copertura, con particolare riferimento dei tratti “a falda”, la cui finitura impermeabilizzante è realizzata a mezzi di pannelli in cemento-amianto (Eternit);

considerato che 

-          gli effetti cancerogeni delle fibre di amianto, con particolare riferimento al mesotelioma pleurico, oltre a quelli dell’asbestosi - che determinano una fibrosi estensiva del polmone, caratterizzata da lesioni sclerotiche interstiziali, che, riducendo l'elasticità del polmone, provocano una insufficienza ventilatoria di tipo restrittivo, con riduzione progressiva della Capacità Vitale (CV) e del Volume Espiratorio Massimo nel 1º Secondo (VEMS) sono ben noti ed universalmente riconosciuti dalla Comunità Scientifica Internazionale; -          appare assolutamente inammissibile che vi sia un edificio che presenti, a tutt’oggi, una siffatta finitura della copertura - peraltro perfettamente visibile dalle finestre di tutti gli Uffici di Palazzo Castropignano, con particolare riguardo a quelli ubicati agli ultimi due piani del Municipio ed aventi affaccio sulla traversa Vanvitelli - ciò che, da una parte, rappresenta una gravissima violazione della normativa vigente, in ragione dei mancati adeguamenti e delle bonifiche prescritte dalla Legge n°257/1992 e dal D. Lgs. n°81/2008; dall’altra presta il fianco a valutazioni quantomeno di inadeguatezza  dell’Ente - in generale, e dei Suoi Organismi deputati alla tutela edilizia ed ambientale, in particolare - nel controllare non le parti più distali del tenimento comunale, bensì, addirittura, ciò che è ubicato a ridosso della Sede principale del Comune, ciò che configura gravi profili omissivi. Al riguardo, non poco dovrebbe far riflettere la recente sentenza del Tribunale di Torino, Sez. I Penale, Presidente del Collegio Giudicante il dott. Giuseppe CASALBORE, depositata in Cancelleria il 13/02/2012, che, con riferimento al procedimento n°24265/04 del R.G. delle Notizie di Reato, n°5209/09 del R.G. del Tribunale, ha condannato gli imputati a sedici anni di reclusione per “disastro ambientale doloso permanente” e per “omissione volontaria di cautele antinfortunistiche”, obbligandoli al risarcimento di circa tremila parti civili, oltre al pagamento delle spese giudiziarie;

ritenuto che

-          i gravissimi rischi per la salute pubblica che derivano da quanto rappresentato impongano l’adozione di provvedimenti di somma urgenza, quali il c.d. “incapsulamento” (trattamento “a durata” della superficie delle lastre esposta agli agenti atmosferici con sostanze sintetiche, aventi la proprietà di inglobare e consolidare le fibre di amianto al manufatto cementizio, per impedirne il rilascio nell’ambiente), per poi procedere, in sicurezza, alla definitiva rimozione, ad opera di personale qualificato, con contestuale smaltimento in strutture autorizzate al trattamento dell’asbesto,

interpella

il Signor Sindaco, ex art. 28, comma 4 del “Regolamento delle Attività Consiliari”, domandandoGli formalmente, ai sensi di Legge, quali iniziative Egli, anche in qualità di Primo Ufficiale Sanitario - congiuntamente alla Giunta Comunale ed ai Dirigenti competenti - intenda assumere, ivi compreso il ricorso ad apposita Ordinanza Sindacale, al fine di ottenere che la Proprietà dia corso, ad horas, ai lavori dianzi elencati, prescritti dalla normativa vigente, per eliminare questa gravissima fonte di pericolo per la salute pubblica.

La presente viene inviata al Sig. Comandante del Corpo di Polizia Municipale della Città Capoluogo di Caserta per opportuna conoscenza, affinché possa adottare ogni provvedimento urgente di propria competenza.

Si rappresenta che, in caso di inerzia da parte dell’Amministrazione Comunale, in tutti i Suoi Organi ed Organismi competenti, si provvederà, senza indugio ad adire la competente Autorità Giudiziaria. Caserta, 20/04/2013