Cronaca Bianca

OSPEDALE DI CASERTA, guerra e veleni tra dirigenti e il sindacato Nursing Up. La Nuzzo: "Manovre oscure per toglierci gli iscritti"

Acque sempre agitate nell'azienda ospedaliera dopo la brutta vicenda della chiusura della terapia intensiva cardiochirurgica Anche in azienda ospedaleera Sant'Anna e San Sebast


Acque sempre agitate nell'azienda ospedaliera dopo la brutta vicenda della chiusura della terapia intensiva cardiochirurgica Anche in azienda ospedaleera Sant'Anna e San Sebastiano di Caserta ci sarà il primo tavolo di concertazione per discutere il nuovo assetto assistenziale con la presentazione dell'atto aziendale. La OS Nursing Up parteciperà con i suoi otto rappresentanti rsu, la segreteria aziendale e la segreteria provinciale al tavolo di concertazione nella sua piena legittimità così come indicato dalla nota aran del novembre 2012 e vigilerà che tutte le indicazioni della regione campania verranno applicate per evitare sprechi economici con incarichi non legittimi. " Compito inoltre del Nursing Up - annuncia la responsabile provinciale del sindacato Rosa Nuzzo - sarà, come ha sempre fatto fino ad oggi, quella di tutelare in tutte le proprie forme i dipendenti associati del comparto difendendo sempre gli interessi professionali ed economici." Il finale della nota del sindacato è molto interessante dato che in ospedale sono in atto delle manovre orchestrate da qualche dirigente di primo piano per indebolire questa sigla sindacale che fa pochi sconti nell'interlocuzione con la direzione strategica. "Non permetteremo a nessuno  dei dirigenti - continua la Nuzzo -di imporre con metodi non consoni al proprio mandato eventuali scelte di adesioni sindacali. A quanto mi risulta, seppur velatamente qualcosa sta cercando di scalfire la percentuale di iscritti del comparto al Nursing Up, senza sapere che prima o poi "quel qualcuno" potrebbe anche scottarsi le dita. Viviamo in un paese democratico e bisogna avere il coraggio di esprimere le proprie idee sempre nel rispetto reciproco delle norme e quando si riveste un ruolo non ci si può nascondere dietro ad un dito o indurre un proprio subalterno a non avere una propria libertà di scelta sindacale-politica-religiosa; quel qualcuno - conclude la dirigente sindacale - deve avere il coraggio di venire allo scoperto e confrontarsi in modo diretto, altrimenti potrebbe anche lasciare l'incarico e non avere più problemi di confrontarsi.