Cronaca Nera

I LADRONI DELL'OSPEDALE DI CASERTA. Bandi "copia e incolla", proroghe a go-go, zero computi metrici. Ecco perché secondo noi non era solo Carmine Iovine l'artefice del sistema criminale

Da sinistra Angela Ragozzino e Carmine Iovine

Abbiamo scelto tre brevissimi stralci estrapolati dal quadro generale sull'indagine fatta dal Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Federica Villani


CASERTA (g.g.) - Il quadro di insieme, descritto dal Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Federica Villano, che ha firmato l'ordinanza che ha condotto all'arresto di Carmine Iovine e di altri indagati, tra dipendenti dell'Azienda Ospedaliera Sant'Anna e San Sebastiano, imprenditori e dipendenti delle aziende fornitrici di servizi, è molto interessante. 

Ma è chiaro che, esistendo una lunga narrazione da parte di CasertaCe, dei fatti specifici, finiti in questo provvedimento giudiziario, abbiamo preferito estrapolare due, tre, elementi, a nostro avviso, più importanti di altri. 

A dimostrazione di quanto fosse importante il contenuto, la struttura di un bando di gara, rispetto a decisioni di aggiudicazioni, già prese a monte, viene in evidenza, agli occhi della magistratura inquirente e degli investigatori della Dia, che questa indagine hanno condotto, l'ampio, quasi esclusivo, utilizzo del metodo del "copia e incolla". 

Larghe parti dei bandi, dei capitolati, erano presi pari pari da altri bandi e da altri capitolati redatti altrove, costituiti per aggiudicazioni avvenute in altre aziende ospedaliere ed altre aziende sanitarie italiane.

L'unico lavoro di fioretto che veniva fatto era su alcuni requisiti, ovviamente molto stretti, e poi diventavano i punti discriminanti che consentivano un direzionamento dell'aggiudicazione esattamente corrispondente alle decisioni stabilite, diciamo così, nelle sedi private, tra Carmine Iovine e i dirigenti di quasi tutte le imprese fornitrici di servizi.

Il secondo punto è una nostra rivendicazione orgogliosa: quando ci siamo occupati a lungo del lavoro della Ep, l'azienda napoletana di ristorazione e di mense aziendali ed ospedaliere, di cui è titolare Pasquale Esposito, personaggio molto noto tra Opus Dei e dintorni, significativamente amico dell'ex parlamentare Raffaele Calabrò, un autentico barone della sanità campana, abbiamo più volte denunciato la non applicazione di un sistema più trasparente nella definizione dei prezzi, quella del "computo metrico".

Leggete allora cosa scrive il gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Federica Villano, nell'ordinanza: "... Nel caso dei lavori si è rilevata, di regola, la mancanza di documenti essenziali per definire lo stesso oggetto dell’appalto, quali i computi metrici (vds. sul punto quanto riportato nella richiesta cautelare in esame in relazione alla mancata richiesta del computo metrico nel disciplinare di gara approvato con la deliberazione n.540 del 22.07.2010 relativo al Servizio di Ristorazione affidato alla ditta EP S.p.A.) e l’elenco prezzi unitari. Nel caso dei servizi e forniture la descrizione dell’oggetto dell’appalto è spesso carente".

Insomma, avevamo ragione noi o quelli che rubavano in Ospedale, quando scrivevamo certe cose?

Terzo punto, uno strumento ormai pacificamente criminogeno: le cosìdette proroghe tecniche. Distribuite a iosa da Carmine Iovine, sempre alle stesse ditte, hanno rappresentato una modalità attraverso cui nelle casse delle varie Gesap, Ep e compagnia, sono affluiti, volendo fare una somma complessiva, milioni e milioni di euro extra contrattuali.

Anche su questo c'è poco da dire. Se qualcuno ha conservato i nostri articoli degli anni scorsi, si renderà immediatamente conto chi è che ha innescato, chi è che ha acceso i riflettori su certe pratiche. 

La conclusione è una nostra considerazione: ad un certo punto, il Gip scrive, sostanziamente, che il controllo ferreo finalizzato al mantenimento del sistema corruttivo era garantito dal fatto che Carmine Iovine era il più delle volte, responsabile dell'esecuzione del contratto. Quando non la svolgeva lui questa funzione, la ricoprivano persone a lui fedelissime. 

Vero, ma fino ad un certo punto. Forse l'identikit della Ragozzino corrisponde a questa descrizione, mentre per altri indagati tipo Mario Massimo Menzorio la questione è un po' più articolata. Stesso discorso per coloro che dovevano svolgere i controlli attraverso la redazione delle schede. Questi qui che erano ben conosciuti da Iovine, non erano però nominati direttamente da lui, ma dalla direzione sanitaria e, attraverso questa, dalla direzione generale che oggettivamente è responsabile di ogni cosa che accade. 

Carmine Iovine è uno di San Cipriano che ha una certa genetica. Ha scelto di vivere come ha vissuto, probabilmente ha anche fatto una barca di soldi e non parlerà. Ma pensare che fosse solo lui l'artefice di tutto, beh, questa è una visione ingenua che noi impegnati da dieci anni nel racconto di questi malandrini dell'Ospedale Civile di Caserta, accogliamo con quello che il governatore De Luca definirebbe "un sorrisetto". 

 

 

QUESTO LO STRALCIO DELL'ORDINANZA