Cronaca Nera

CASERTA/ Rapinano Rolex e braccialetto a noto professionista a Corso Giannone: preso anche il secondo uomo

Vincente la sinergia tra la Squadra mobile di Caserta che aveva già preso il suo complice e gli agenti del Commissariato di Napoli dell'Arenella che hanno ammanettato il 35enne n


Vincente la sinergia tra la Squadra mobile di Caserta che aveva già preso il suo complice e gli agenti del Commissariato di Napoli dell'Arenella che hanno ammanettato il 35enne nel capoluogo partenopeo. CASERTA - Nella tarda serata di ieri, 12 aprile, a seguito di incessanti e prolungate ricerche, personale della Squadra Mobile di Caserta, diretta dal Vice Questore Alessandro TOCCO, e del Commissariato di P. S. di Marcianise , diretto dal Vice Questore Ettore CECERE, rintracciava e sottoponeva a fermo di polizia giudiziaria, in relazione ai reati di rapina aggravata e resistenza a p.u. aggravata, Salvatore D’ANDREA, nato a Napoli il 07.10.1978, res. a Napoli, quartieri Miano, pregiudicato. L’uomo, poco dopo le 14.00 di ieri, alla guida di un motociclo, insieme al pregiudicato Crescenzo DE PASQUALE, nato a Napoli il 26.04.1977, ivi res., libero vigilato, si era reso responsabile di una rapina a mano armata, consumata in Corso Giannone a Caserta, in danno di un professionista che, minacciato con una pistola, era stato costretto a consegnare un orologio Rolex modello “Date just” ed un braccialetto tipo “Tennis” con brillanti. I due malfattori, durante la fuga, venivano intercettati da alcune pattuglie della Squadra Mobile, e del Nucleo Radiomobile dei Carabinieri, impegnati in servizi coordinati antirapina, che davano inizio ad un prolungato inseguimento attraverso le vie cittadine, poi proseguito lungo la S.s. 265, fino alla zona A.S.I. di Marcianise durante il quale il passeggero del motociclo in fuga, DE PASQUALE appunto, non esitava a puntare ripetutamente contro gli inseguitori l’arma impugnata. Proprio in queste concitate fasi, superato di alcune centinai di metri il centro Tarì, la pattuglia dei carabinieri riusciva ad affiancare il mezzo in fuga a cui, giunti ad una rotonda ivi ubicata, tentava di tagliare la strada per costringerlo a fermarsi. Nonostante la manovra, il motociclo tentava di superare la vettura, impattando contro di essa e rovinando sul selciato insieme ai passeggeri che, senza desistere dalla fuga, tentavano di rifugiarsi tra i numerosi capannoni, molti dei quali in stato di abbandono, del complesso industriale. Proprio all’interno di uno di essi, poco dopo, il citato DE PASQUALE, che annovera numerosi precedenti penali per reati inerenti gli stupefacenti, rapina, ricettazione e falso, veniva rintracciato e bloccato immediatamente da una pattuglia dei “Falchi” della Squadra Mobile, e, riconosciuto anche dalla vittima, veniva arrestato in flagranza di reato, mentre il complice, Salvatore D’ANDREA, nonostante le ricerche effettuate anche con l’ausilio di un elicottero del Reparto Volo della Polizia di Stato di Napoli, faceva perdere momentaneamente le sue tracce. Intanto, sul luogo, incastrata tra le ruote del motociclo, veniva rinvenuta e sequestrata la pistola utilizzata dai rapinatori, una replica di una pistola semiautomatica Beretta Mod. 85, cal. 8mm, che aveva due proiettili a salve inseriti nel caricatore. Inoltre, si appurava che sul motociclo, intestato alla madre del DE PASQUALE, era stata apposta una targa rubata lo scorso 9 aprile a Napoli, come da denuncia presentata presso il Commissariato di P.S. “Arenella”. Poi, intorno alle 21.00 di ieri, personale della Squadra Mobile e del citato Commissariato, che avevano proseguito senza soluzione di continuità le ricerche del complice dell’arrestato, rintracciavano D’ANDREA Salvatore a poche centinaia di metri dal luogo dove era stato notato scavalcare le cancellate di cinta di uno degli opifici ivi ubicati. Pertanto, l’uomo, che annovera numerosi precedenti per rapina, per reati in materia di armi e sequestro di persona, e risulta domiciliare presso lo stesso stabile, ubicato in Miano alla Via Teano Is. 9, dove risiedeva Crescenzo DE PASQUALE, riconosciuto dagli operatori che si erano prodigati durante il lungo inseguimento, veniva sottoposto a fermo di p.g. per le stesse ipotesi delittuose e, dopo le formalità di rito, anch’egli associato presso la Casa Circondariale N.C. di S. Maria C.V.