Cronaca Bianca

S. MARIA C.V/ Piante e fiori per coprire la canna fumaria della vergogna. Disgelo dopo l'incontro tra la Petrenga e la Campanelli

La sovrintendente ai beni archeologici e la deputata del Pdl si sono viste ieri sera. Difficile la soluzione di grandi ventole all'interno del ristorante che difficilmente ricever


La sovrintendente ai beni archeologici e la deputata del Pdl si sono viste ieri sera. Difficile la soluzione di grandi ventole all'interno del ristorante che difficilmente riceverebbero il placet dell'Asl. Ma si studiano altre soluzioni. La parlamentare: "La struttura ricettiva, quel ristorante, sono un ottima idea, ma occorre coniugare tutto nel rispetto delle ragioni della tutela".   SANTA MARIA C.V - Con i chiarimenti, con le spiegazioni che finalmente la sovrintendenza ai beni archeologici sta dando anche in queste ore sulla vicenda dell'orribile canna fumaria, eretta sul tetto del ristorante in costruzione a un passo dall'Anfiteatro romano, non si sanano gli abusi. Per cui, prima di cominciare a valutare con benevolenza ipotesi alternative a garanzia di un'attività e di una struttura ricettiva, che sicuramente può essere utile alla valorizzazione del monumento, occorrerà che i tre enti interessati e cioè sovrintendenza ai beni archeologici, sovrintendenza ai beni architettonici e amministrazione comunale di S.Maria C.V. tornino ad incontrarsi formalmente per  redigere una variante con la quale la canna fumaria che ora non esiste su nessun progetto approvato, prenda forma sul nuovo documento progettuale in vigore. Fatto questo si potrà cominciare a discutere. Lo hanno fatto, ieri sera, lungamente la deputata del Pdl Giovanna Petrenga, già sovrintendente ai beni culturali architettonici e paesaggistici della provincia di Caserta e la sovrintendente ai beni archeologici Campanelli, accompagnata dal solito Sirano, tutt'altro che di Bergerac che è colui che rappresenta questa istituzione a S.Maria Capua Vetere non sempre in maniera utile produttiva e rigorosamente collegata agli interessi  della tutela dal patrimonio storico-archeologico. In effetti la Petrenga è stata l'unica rappresentante delle istituzioni a sollevare il problema della canna fumaria. Per qualche giorno ha avuto difficoltà a dialogare con gli enti preposti al punto da aver anche valutato l'idea di presentare una interpellanza parlamentare. Successivamente il clima si è rasserenato al punto che la Campanelli ha fatto presente che la sovrintendenza sta effettivamente provando a trovare una soluzione alternativa alla canna fumaria, ma l'unica possibile sarebbe rappresentata da alcune grandi ventole-aspiratori messe all'interno del locale. Dispositivi potenti, ma molto rumorosi che, probabilmente, non riceverebbero il placet dell'Asl. E allora nel colloquio tra la Petrenga e la Campanelli si è discusso di un'attività molto intensa, fondata su una piantumazione intensiva su una serie di dispositivi per minimizzare il più possibile l'impatto della canna fumaria. " Mai pensato - spiega la Petrenga- che le ragioni di una corretta tutela dell'area storico archeologica dell'Anfiteatro debbano coincidere con il blocco e la paralisi idi ogni attività . Tutti i più grandi monumenti del mondo sono dotati di strutture ricettive e ritengo che l'idea di questo ristorante biologico vicino all'Anfiteatro sia molto valida. Dunque bisogna mettere insieme queste ragioni con le altre ragioni della qualità complessiva dell'offerta culturale. Una cappa messa così è un pungo nell'occhio. Chi viene a visitare un monumento come l'Anfiteatro possiede cognizione della storia e ha sensibilità, con le prospettive dell'architettura, il ricordo di un'immagine del genere se la porta dietro. Ma ritengo - conclude la Petrenga - che grazie alla costruttiva disponibilità offerta dalla sovrintendenza dei beni archeologici negli ultimi giorni la soluzione si troverà." G.G.