Politica

MADDALONI ALLE ELEZIONI / VILLAGGIO DEI RAGAZZI, "aiutino" elettorale di due uomini di padre Miguel Cavallè a Michele Cerreto

Lontani i tempi di don Salvatore D'Angelo, che tutto pianificava e tutto determinava. Ora i voti si fanno brevi manu, approfittando anche del clima freddo tra la struttura e il go


Lontani i tempi di don Salvatore D'Angelo, che tutto pianificava e tutto determinava. Ora i voti si fanno brevi manu, approfittando anche del clima freddo tra la struttura e il governatore Caldoro, che ieri non ha partecipato all'evento Patronage, per spostare consensi dalla parte del candidato di Zinzi   MADDALONI - Il Villaggio dei Ragazzi è stato ai tempi di don Salvatore D'Angelo un grande e benemerito centro sociale che ha consentito a miglia e migliaia di ragazzi di studiare con profitto e di farlo a prescindere dalla loro condizione sociale ed economica. Ma don Salvatore, come tutte le creature terrene aveva una debolezza, che collimava con una sua grande passione: la politica. Amico fraterno di Giulio Andreotti, che anche da premier rendeva immancabile la visita annuale al Villaggio, don Salvatore è stato di fatto il vero mattatore della politica maddalonese per almeno 30 anni. Sindaci, amministrazioni comunali, deputati, senatori, tutti targati Dc, nulla poteva avvenire senza che don Salvatore D'Angelo lo volesse e lo facilitasse. Ma quello era un uomo particolare. Diciamo che uno così può nascere ogni 500 anni, una volta. Oggi, la situazione è diversa. Il villaggio è nelle mani dei padri Legionari di Cristo, ed è capitanato da un sacerdote straniero, eppure capita ancora che qualche riflesso sbiadito del ruolo politico che il Villaggio ha esercitato si manifesti ancora. Niente di particolare, manovre di piccolissimo cabotaggio, venature di una cultura clientelare che sopravvivono ancora nella testa e nella mente di chi nel Villaggio ci lavora. E così capita che da oltre una settimana Michele Cerreto, in predicato di una  candidatura ancora non specificata nella sua tipologia, nel partito di Zinzi, ha messo in piedi, diciamo così, una sinergia elettorale con il duo Antonio Cerimoniale-Domenico Pizzuti, entrambi impiegati nel Villaggio dei ragazzi, per serrare le fila e cercare di convogliare più voti possibili verso l'area di Zinzi, ma soprattutto verso Michele Cerreto. Il grido di guerra  ‘sostenete Cerreto e sostenete il Villaggio’ sembra si sia sentito in alcune delle mura domestiche delle famiglie di coloro che dal Villaggio sono assistiti. Che il rapporto tra la Fondazione e Mimì Zinzi fosse granitico, anche se l’ingresso di Michele Cerreto nel Villaggio fu determinato da ben altri equilibri locali, quando a Maddaloni comandava Franco Lombardi, lo sanno tutti. Un rapporto che si è anche rafforzato negli ultimi tempi. In tutta questa storia Padre Miguel Cavallè, il presidente del Villaggio, non si espone eccessivamente anche se questa amicizia con Zinzi a lui non dispiace, convinto che sia più proficua di quella con altri esponenti regionali della cordata del governatore Stefano Caldoro che, stando alle voci che circolano in città, sarebbe mal visto negli ultimi tempi per non avere garantito i fondi necessari alla Fondazione per sopravvivere. Non è un caso che ieri mattina, mercoledì, il presidente della Regione non abbia partecipato alla manifestazione per la presentazione del comitato di Patronage. G.G.