Cronaca Bianca

IL REPORTAGE, FOTO E VIDEO / PESCOPAGANO DI MONDRAGONE - Quella periferia dimenticata e illusa dalla politica

Da Conte a Cennami, dalle promesse elettorali di rilancio alla vittoria di Schiappa sindaco, ecco il nostro viaggio nella periferia "privata" divenuta terra di nessuno. Casertace


Da Conte a Cennami, dalle promesse elettorali di rilancio alla vittoria di Schiappa sindaco, ecco il nostro viaggio nella periferia "privata" divenuta terra di nessuno. Casertace scende nel fango dei pantani urbani e cammina nelle voragini di un quartiere abbandonato dai comuni di Mondragone e Castel Volturno IN CALCE ALL'ARTICOLO TUTTE LE FOTO DEL NOSTRO REPORTAGE SU PESCOPAGANO   di Massimiliano Ive MONDRAGONE - Come avevamo promesso lunedì scorso, quando i residenti di Bagnara ci inviarono le loro segnalazioni fotografiche sullo stato dei luoghi di questa località compresa tra Mondragone e Castel Volturno, oggi, domenica, abbiamo deciso di avventurarci nei meandri degradati della località di Pescopagano, per iniziare un lungo e costante viaggio, che continuerà anche nelle prossime settimane, tra i quartieri, appunto, di Mazzafarro, Bagnara, Pescopagano di Mondragone, e via discorrendo. In tale area vivono circa 600 anime e la zona risulta divisa in vicoli e in viali, in parte ricadenti nel territorio di Mondragone, mentre il lato sud e il lungomare apparterrebbero a Castel Volturno. Il quartiere che ha subito selvagge speculazioni edilizie, oggi è un condominio privato, anche se alcuni servizi vengono garantiti dalle amministrazioni comunali delle due cittadine rivierasche. Nonostante la questione "privata", le frazioni di Bagnara di Castel Volturno e Pescopagano di Mondragone negli anni sono stati considerati dei veri e propri "serbatoi elettorali". Nella frazione di Mondragone e in alcuni lidi della zona sono transitati gli uomini dell'ex sindaco Ugo Conte, i fedelissimi dell'ex sindaco Achille Cennami, e l'ultimo a mettere piede in zona è stato l'attuale sindaco di Mondragone, Giovanni Schiappa. Nel nostro viaggio tra abusi edilizi e abbandono, nonostante tutte le promesse della politica di riscattare questo quartiere, nato come enclave di ricezione turistica, abbiamo constatato purtroppo la desolante realtà dei lotti ricolmi di rifiuti, di strade impraticabili, letteralmente allagate, fagocitate dalle intemperie e.... ci fermiamo qui, in quanto dovremmo cominciare a scrivere degli impianti di illuminazione e di altri servizi non garantiti. Case e manufatti decrepiti si specchiano in autentici stagni, laghi e pantani che caratterizzano il paesaggio, nonchè e che fanno da contorno a quelle arterie simbolo di una urbanizzazione mancata. All'improvviso ci accorgiamo della presenza di un residente che per ostruire le voragini nell'asfalto ha escogitato una rapida soluzione: disseminare nei buchi del materiale edile di risulta. Domanda: e le fogne? Non ci sono, si attende che il Comune di Mondragone proceda a cantierizzare il Grande Progetto Bandiera Blu per il litorale Domizio. Nel nostro piccolo viaggio abbiamo constatato anche la difficoltà dei pedoni di accedere in alcuni vicoli. Si saltella sui sassi per non bagnarsi i piedi e le caviglie nel fango o negli acquitrini sub urbani di Pescopagano. Qualche manifesto del Pdl affisso per le elezioni comunali del maggio 2012,  fa ancora bella mostra su qualche pilone in cemento, ma i suoi colori, ovviamente, sono sbiaditi come il ricordo e la considerazione che la politica, quella con la "p" minuscola, ha avuto per questa realtà, frutto del permissivismo sconsiderato della Democrazia Cristiana e di silenzi omertosi di chi avendo la gestione della res publica ha consentito a qualcuno di speculare su un'edificazione incontrollata. A differenza delle promesse elettorali e mentre gli esponenti politici di Mondragone si azzuffano per questioni di "maggioranza", noi di Casertace, torneremo in loco e vi racconteremo, la prossima settimana, altre storie da Pescopagano e dintorni. Intanto alleghiamo all'articolo foto e video.   [nggallery id=11]