Cronaca Bianca

MADDALONI. Generale Alineri ma che ci combina: due mesi per sospendere i 4 prof del Villaggio dei Ragazzi condannati. Quando un atto dovuto diventa un atto sospetto

Procedura disciplinare attivata il 19 luglio dopo che la sentenza era stata emessa il 18 maggio. IN CALCE ALL'ARTICOLO LA COMUNICAZIONE FORMALE


MADDALONI (g.g.) - La sentenza per l'ormai arcifamoso caso delle presunte molestie e maltrattamenti perpetrate ai danni di alcuni studenti del Villaggio dei Ragazzi, è stata emessa lo scorso 18 maggio. Da quel giorno fino al 19 luglio, data di attivazione da parte del generale Giuseppe Alineri commissario della Fondazione del Villaggio dei Ragazzi, nominato dalla Regione Campania, ha attivato la procedura disciplinare per i quattro condannati Domenico Bellucci, Vincenzo Crisci, Gianluca Panico e Francesco Edattico, tutti rimasti nell'organico del Villaggio (l'unica ad esserne uscita tra i condannati è Maria Iesu che aveva un contratto a termine e lasciò il Villaggio quando il caso scoppiò) sono trascorsi due mesi e qualche spicciolo.

Ora, siccome, stando a ciò che Alineri ha scritto nella sua comunicazione, di cui diamo visione ai nostri lettori in calce a questo articolo, con la quale ha ufficializzato il provvedimento di sospensione dal servizio e dallo stipendio ha parlato di una questione di opportunità, di "un'ottica garantistica" nei confronti dei minori, di una questione d'immagine da tutelare per la Fondazione.

Domanda al generale Alineri da cui, essendo un militare, ci aspettavamo un comportamento più lineare e vigoroso: perché il 19 maggio, il 20 maggio, il 21 maggio, il 4 giugno, il 28 giugno, la presenza in aula di condannati in primo grado per maltrattamenti e molestie non rappresentava, evidentemente, un fatto pregiudizievole per l'immagine del Villaggio dei Ragazzi e per la tranquillità degli studenti e invece questo è successo il 19 luglio, data in cui ha deciso di avviare la procedura disciplinare?

Lei scrive di aver sviluppato un'attenta analisi, attentissima aggiungiamo noi, e sicuramente durata un po' troppo. Anche perché, nel caso specifico, l'attinenza diretta della sentenza di condanna all'attività svolta dai quattro condannati rimasti in servizio nella Fondazione e per la Fondazione, era talmente evidente da necessitare di un paio di minuti scarsi di approfondimento e di analisi per fare quello che si configurava come un atto dovuto.

Lei, ci consenta, generale, lo ha fatto diventare un atto sospetto. Non è che ha fatto terminare prima l'anno scolastico e poi, ad aule chiuse, ha provveduto? Non è che ha inciso la campagna elettorale per le elezioni comunali che in quei giorni impegnava dirigenti scolastici del villaggio dei ragazzi? Stiamo parlando di Claudio Petrone il quale avrebbe potuto, con i suoi candidati, subire un danno politico dal calo d'immagine, legato ad una sua decisione netta e consequenziale a quella sentenza?

Ecco, generale Alineri, quando scriviamo un articolo di questo tenore, riferendoci ad una persona del suo valore, un po' ci dispiace. Perché, di un Claudio Petrone, passato negli anni da Polverino a Forza Italia e poi al Pd di Velardi, ci si aspetta di tutto, anche che si mette da Preside del Villaggio dei Ragazzi a far liste per le elezioni, e sappiamo bene che dobbiamo anche sopportare il fio di querele che ci fa ma che stavolta gli ribalteremo con controquerele per calunnia, ma da lei, servitore dello Stato, ci aspettavamo maggiore intransigenza e, ripetiamo, maggior vigore.

QUI SOTTO LA COMUNICAZIONE DEL GENERALE ALINERI