Cronaca Nera

LA CAMORRA DEI DECRETI INGIUNTIVI. Flora Ambiente, il sistema dei pignoramenti presso terzi e la minaccia al dirigente del Comune che non dava i soldi agli ORSI

Da sinistra Enrico Parente e Benito Natale

Non è straordinariamente precisa la testimonianza di Mattia Parente visto che si è autoemendato due o tre volte. Però è molto interessante. LA CLIENTELA "SCELTA" DEL BAR MOULIN ROUGE


di GIANLUIGI GUARINO

GRAZZANISE - E' difficile considerare, come, invece, lo era formalmente, un diritto, quello della Flora Ambiente, la società di Sergio Orsi, di rivalersi attraverso forme di pignoramento indiretto di somme versate ad amministrazioni pubbliche da debitori di Eco4. 

E' difficile perché la modalità attraverso cui Flora Ambiente recuperava questi soldi traeva origine dalla costituzione di rapporti obbligazionali tra la stessa Flora Ambiente ed il consorzio Eco4, che non era un corpo estraneo, ma, come ben noto, la struttura economica formata dal patto societario tra il consorzio rifiuti Caserta4, titolare del 51 per cento delle quote e Flora Ambiente, titolare del 49 per cento. Insomma, la dinamica delle relazioni creditorie e debitorie di Flora Ambiente nei confronti di Eco4 mettevano in collegamento soggetti economici con la stessa identità. 

Negli anni Sergio Orsi recuperò diversi soldi in questo modo. Celeberrimo ed anche storico il recupero di tre milioni di euro e passa dai conti dell'amministrazione provinciale di Caserta, dove affluivano i quattrini di molti comuni debitori a loro volta di Eco4. 

Pignoramento presso terzi: la stessa cosa avrebbe voluto fare Orsi al Comune di Grazzanise, per recuperare 60mila euro frutto di un debito più diretto rispetto a quello recuperato alla Provincia. Si trattava, infatti, di somme che il Comune di Grazzanise non aveva versato proprio nelle casse di Eco4. Dunque, Flora Ambiente, essendo a sua volta creditrice di Eco4, aveva ottenuto dal Tribunale nei confronti prima del Consorzio Eco4 e successivamente anche dei comuni aderenti allo stesso.

Adesso, se ogni creditore per diritto o apparentemente tale si presentasse al cospetto di un dirigente di un ente pubblico, accompagnato da un camorrista, che arriva, batte materialmente il pugno sul tavolo e dice un paio di paroline "gentili", allo stesso dirigente allo scopo di fargli aprire immediatamente i cordoni della borsa, come lo vogliono chiamare, far west? In effetti la provincia di Caserta è stata anche peggio del far-west. 

Comunque, Adolfo Orsi, figlio di Sergio Orsi, si recò dal recalcitrante dirigente dell'Area Finanze del Comune di Grazzanise, Mattia Parente, insieme a Benito Natale. 

Stando al racconto del dipendente comunale, che pubblichiamo integralmente in calce a quest'articolo, un racconto, va detto, non sempre preciso e con diverse correzioni in corso d'opera, la sortita di Natale lo avrebbe indotto a darsela a gambe levate. 

Insomma, Mattia Parente scappò da quella stanza. Ma non a casaccio, senza una meta. Salì al piano superiore ed entrò in una stanza nella quale c'era l'allora consigliere comunale e capogruppo di maggioranza, Enrico Parente, che continuava a dettar legge e a governare Grazzanise attraverso il figlio Pietro, eletto sindaco. 

In poche parole, Mattia Parente, disse ad Enrico Parente che quella storia se la sarebbe dovuta sbrigare lui visto che Benito Natale ed Adolfo Orsi, nel Comune, erano stati portati proprio dall'ex sindaco, al tempo capogruppo. 

E così avvenne. Enrico Parente pacificò la cosa, evidentemente garantì per il pagamento che poi non potette realizzare, visto che, dal racconto barcollante del dirigente Mattia Parente, emerge chiaramente che già prima di quel blitz nel suo ufficio e non dopo come aveva detto in un primo tempo, la Guardia di Finanza di Mondragone aveva proceduto al sequestro preventivo di Flora Ambiente fino alla concorrenza di 450mila euro. Ragione per cui anche quel credito, dotato di un titolo del giudice, era congelato.

Una nota a margine: il Mattia Parente sempre pronto ad emendare tra i suoi racconti aveva detto in un primo momento agli inquirenti che il bar "Moulin Rouge" di Grazzanise, di fatto nella disponibilità di Benito Natale, era frequentato "da persone poco raccomandabili". Successivamente il discorso si è fatto più articolato e Mattia Parente ha detto che in quel bar c'erano persone poco raccomandabili ma anche tante persone perbene. Siccome si da il caso che anche il sottoscritto, in qualche circostanza, si sia fermato, allora si può ritenere la seconda definizione che il "Moulin Rouge" sia leggermente più reale della prima.