Politica

Unico al mondo. Ora a TEVEROLA ci sono due presidenti del Consiglio comunale

Giornata concitatissima, quella di ieri, venerdì, con due convocazioni. La prima ispirata dal sindaco, durante la quale è stato eletto Pellegrino Sasso. La seconda nel pomeriggi


Giornata concitatissima, quella di ieri, venerdì, con due convocazioni. La prima ispirata dal sindaco, durante la quale è stato eletto Pellegrino Sasso. La seconda nel pomeriggio convocata da Di Matteo che si ritiene il legittimo titolare della carica. Opposizione in trincea, chiede l'intervento del prefetto e spedisce le carte in procura.   Un caso strano che definire anomalo è poco. Incredibile. Unico nel suo genere in Italia. La comunità di Teverola da giovedì 29 marzo, ha due Presidenti del Consiglio Comunale.  Nella mattinata il sindaco che secondo l’opposizione si è  in dispregio al regolamento ha convocato una seduta consiliare che la minoranza, senza troppo giri di parole ha bollato come abusiva, ha votato il suo presidente del Consiglio”, Pellegrino Sasso. Con il suo appoggio l’ex candidato a sindaco Gennaro Melillo,  ha ulteriormente dimostrato,  che ha uno stretto  legame con il  suo  ex antagonista Lusini . Nel pomeriggio, nel secondo consiglio comunale, questa volta convocato dal presidente che si riteneva ancora in carica, Dario Di Matteo, naturalmente era assente Pellegrino Sasso, il presidente votato di mattina. Alla fine di tutto quanto questo caos i consiglieri di opposizione  Tommaso Barbato, Nicola Picone, Biagio Pezzella hanno chiesto un immediato intervento del Prefetto di Caserta e hanno anche annunciato la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica.  
QUI SOTTO LA RICOSTRUZIONE CRONOLOGICA DEGLI AVVENIMENTI RELATIVI ALLA QUERELLE SUL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO FATTA DAI CONSIGLIERI DI OPPOSIZIONE E IL DOCUMENTO DI IERI   “Quanto accaduto il 18 marzo nella casa comunale è segno del delirio e della falsificazione più assoluta”.
Lo afferma il consigliere comunale di opposizione Biagio Pezzella, che riferisce come abbia preso visione di un documento relativo ad una fantomatica convocazione di Consiglio comunale, ricomposto col nastro adesivo, probabilmente recuperato dalla spazzatura. “Ho chiesto – racconta Pezzella – al presidente del consiglio comunale facente funzioni, Dario Di Matteo, se avesse mai protocollato il documento in oggetto, e lo stesso confermava di non aver mai protocollato quel falso documento e confermava di averlo strappato e gettato tra i rifiuti. Quindi, se ne deduce che qualcuno abbia prelevato dalla monnezza un documento distrutto, ricomponendolo alla meno peggio e portandolo all’ufficio protocollo dell’ente”.  “In uno Stato fatto di gente che rispetta leggi e regole, sarebbe un falso in atto pubblico. – sostiene Pezzella – Dire assurdo, sarebbe poco, un avvenimento che denota il modus operandi fuorilegge di certi loschi personaggi. Ci auguriamo tutti che si faccia presto luce su questo e tanti altri avvenimenti oscuri, ancora senza risposta avvenuti nella casa comunale delle ‘streghe’”.   “Oramai – conclude l’esponente dell’opposizione – la trasparenza e la legalità sono argomenti cancellati dal vocabolario di quest’amministrazione, si resta ancora in attesa di avere delle risposte scritte alle interrogazioni presentate nell’ultimo consiglio comunale, in particolare ai fatti gravi accaduti nel cimitero comunale. Dove le mancate risposte fanno calare ombre e sospetti sullo scempio continuo che si è verificato ultimamente   Teverola, 28/03/2013  

I Consiglieri Comunali Patto x Teverola

Tommaso Barbato

Nicola Picone

Biagio Pezzella

    Alla fine di febbraio, si dimetteva il presidente del consiglio comunale Stefania TORTALE ed assumeva la presidenza, il consigliere anziano Dario DI MATTEO. In data 06/3/2013 il presidente del consiglio f.f. convocava una conferenza dei capigruppo, per concordare le modalità e l’ordine del giorno del prossimo consiglio. In data 12/3/2013 il sindaco insieme ad altri consiglieri comunali, chiedevano al presidente del consiglio comunale Dario DI MATTEO di convocare un consiglio comunale con dieci punti, ivi compresa la nomina del presidente. Dalla data del 12/3/2013, il presidente ha venti giorni di tempo per convocare il consiglio comunale con i punti richiesti. In data 18/3/2013 prot. n. 2157 il presidente DI MATTEO, convocava il consiglio per il 25/3/2013 con i nove punti richiesti al netto della nomina del presidente. In data 21/3/2013 veniva convocata un’ulteriore conferenza dei capigruppo, per individuare la figura del presidente del consiglio comunale. Inoltre, il presidente comunicava che il punto della nomina del presidente non era stato inserito, in quanto il capogruppo Di Chiara di Teverola Avanti ed il capogruppo Barbato di Patto per Teverola avevano chiesto di temporeggiare, per cercare una figura che potesse garantire anche le minoranze. Nella stessa seduta si metteva a verbale e successivamente veniva anche convocata un’assise per il 28/3/2013 con ordine del giorno, nomina del presidente del consiglio, nel rispetto dei venti giorni come prescritto dal regolamento. I n data 25/3/2013, in sede di consiglio comunale, il gruppo di maggioranza per protesta, abbandonava l’aula con l’ordine del giorno da loro richiesto; la seduta andava deserta ed il presidente aggiornava l’assise in 2^ convocazione, per il 27/3/2013 con conseguente notifica ai presenti, ivi compresi il sindaco. Nello stesura della 2^ convocazione, per mero refuso veniva indicato l’orario del consiglio ma senza data. A dimostrazione che il refuso non aveva creato dubbio alcuno, alla data del 27/3/2013 ore 15.00, si presentava comunque un numero qualificato di consiglieri comunali, con lo stesso sindaco che, rendeva valida la seduta. Altresì, al fine di garantire la partecipazione di tutti i consiglieri, si metteva ai voti il rinvio della seduta in corso e della seduta del 28/3/2013. La proposta passava con la maggioranza assoluta dei presenti, il tutto alla presenza del sindaco e del segretario comunale. Nella stessa data del 27/3/2013 il presidente provvedeva a redigere apposita convocazione del consiglio, la prima per il 28/3/2013 con lo stesso ordine del giorno del 25/3/2013. La seconda convocazione relativa alla nomina del presidente, prendeva atto della votazione di un consiglio comunale e veniva indetta ulteriore assise per il 29/3/2013. Nello stesso documento prot. 2439 del 27/3/2013 veniva specificato che il consiglio del 28/3/2013 era annullato. Di tutto quanto sopra descritto, erano informati il segretario comunale ed il sindaco oltre agli uffici comunali preposti. In data 28/3/2013 ore 10.30 il gruppo di maggioranza, si presentava in aula consiliare e svolgeva un consiglio comunale (annullato) con la nomina del nuovo presidente. Il tutto alla presenza del sindaco e del segretario comunale. In data 28/3/2013 ore 16.30 tutti i gruppi di minoranza, il sindaco, il segretario comunale ed una parte del gruppo di maggioranza, partecipavano al consiglio regolarmente convocato. In quella sede si prendeva atto che nonostante il dispositivo di annullamento del presidente f.f., si era tenuto un consiglio comunale con l’elezione di un nuovo presidente. Allo stato dei fatti la confusione regnava sovrana, dopo un’ampia discussione, si riteneva opportuno rinviare, subito dopo le festività Pasquali, tutti i punti trattati in tutti in consigli comunali oggetto della presente narrazione, ivi compreso la nomina del nuovo presidente.