Politica

GRAZZANISE/ Questa sera riunione conciliatoria (forse) nel Pd tra il gruppo di Parente e quello di Raimondo

Si ritorna alla politica delle sezioni. Incassata l’impossibilità del voto a maggio adesso il Pd cerca di ripianare i dissidi interni.  Questa sera la riunione tra il gruppo di


Si ritorna alla politica delle sezioni. Incassata l’impossibilità del voto a maggio adesso il Pd cerca di ripianare i dissidi interni.  Questa sera la riunione tra il gruppo di Parente e quello di Raimondo nel circolo Jotti.   GRAZZANISE -  Le vane speranze del voto, con gli annessi preparativi, resi poi inutili dallo scioglimento, delle liste, avevano deviato la rotta della politica grazzanisana dalle questione interne, più ristrette, dei partiti, per concentrarsi, appunto, sulle improbabili elezioni amministrative di maggio. Accantonato il voto si riprende con il tran tran quotidiano. La vita di sezione del Pdl, a Grazzanise, non è troppo frizzante. C’è fermento invece in quella del Pd. Del circolo locale N.Jotti abbiamo già più volte scritto. Abbiamo informato i lettori che era in corso un contrasto tra due fazioni, una facente capo a Paolo Parente e l’altra che vorrebbe Pasquale Raimondo nuovo coordinatore. In sostanza, nel Pd grazzanisano sono cambiate poche cose. L’unica novità degna di nota è la carica di capo della commissione provinciale di garanzia ottenuta da Paolo Parente. Questa sera però, alle 19, proprio nella sezione Jotti, le due anime del Pd si incontreranno. Dovrebbe trattarsi di una riunione chiarificatrice. Un incontro che potrebbe riappacificare gli animi e magari placare e far rientrare, in un progetto più unitario, la corrente Democratici davvero che fa riferimento al gruppo di Parente. La sezione al momento è ancora guidata dal coordinatore facente funzione Gerardo Rullo. Probabilmente la frattura potrebbe saldarsi magari individuando un nome di sintesi tra le due anime. Paolo Parente, che ormai detiene un’importante carica provinciale, non dovrebbe-potrebbe aspirare al ruolo di coordinatore cittadino, e, anzi, vista la sua mansione, ci si aspetta che lavori da collante e non alimenti le frange separatiste. Qualora l’incontro non dovesse avere fini chiarificatori e conciliatori, allora la frattura si consoliderebbe, e  quella corrente interne, potrebbe prendere sempre più la forma, tenuto conto anche della volontà dell’avvocato Parente di staccarsi da Nuovi Orizzonti, di un progetto civico che, quindi, va oltre i confini del Partito democratico.  E supponiamo che prenda sempre più sostanza proprio la possibilità di una civica con Paolo Parente candidato sindaco, l’altra parte del Pd cosa farà? Se il gruppo di Parente vorrà ricucire il rapporto non  potrà nemmeno più tener fuori dall’argomento elezioni-amministrative l’altra fazione del Pd. Dovrebbero, poi, insieme, decidere il da farsi, come si farebbe in un partito coeso, pensando e agendo più da gruppo che da individualisti della politica. Giuseppe Tallino