Cronaca Bianca

Attacco delle associazioni ai commissari prefettizi / Scalzone: lo Stato è assente e ve la racconto io CASTEL VOLTURNO

LA REPLICA DI CASERTACE - I nostri articoli sono fatti apposta per non essere apprezzati. La questione Castel Volturno, per noi è frutto delle scelte elettorali e politiche prove


LA REPLICA DI CASERTACE - I nostri articoli sono fatti apposta per non essere apprezzati. La questione Castel Volturno, per noi è frutto delle scelte elettorali e politiche provenienti dal territorio, nonchè del silenzio decennale sui temi importanti della città LA LETTERA - Caro Max, ho letto l'articolo in cui Vincenzo Martino della Pro Loco si dissocia dalle altre associazioni che protestano contro la Commissione Prefettizia, ho letto anche il tuo commento e non mi è piaciuto. Castel Volturno oggi sicuramente è il frutto di quello che diverse amministrazioni hanno fatto negli ultimi 40 anni. Ti voglio ricordare che per definire un contenzioso con la famiglia Coppola che in 60 anni aveva occupato abusivamente 2 milioni di metri quadrati di demanio pubblico e con oltre 200 procedimenti giudiziari, si è potuto risolvere solo con un impegno del Governo Centrale con la nomina del Commissario di Governo per la Gestione delle Aree del Comune di Castel Volturno, che con una struttura abbastanza fornita e molto competente è riuscita dopo 7 anni a trovare una soluzione transattiva che, tra l'altro qualcuno dei soliti politici castellani mette anche in discussione. I predatori fin dagli anni ’60 individuarono le ricchezze che potevano realizzare e cominciarono con le cave di sabbia, ero ragazzo e ricordo che tanta gente veniva da ogni parte e di notte sbancava le dune, si vendeva la sabbia e realizzava chioschi, parcheggi, lidi, tutto regolarmente in dispregio a qualsiasi forma di civiltà. Negli anni '70 e '80  la nostra città è stata letteralmente presa d'assalto dall'abusivismo edilizio da gente che veniva da ogni parte della regione, in quegli anni i vigili verbalizzavano 800 - 900 costruzioni abusive all'anno, 3 al giorno. Castel Volturno nell'anno 1970 aveva 3.884 abitanti,  oggi siamo 25.000 residenti e produciamo spazzatura pari ad una città di 75.000 abitanti, vi sono 2 caserme dei carabinieri ed un commissariato di polizia che in un anno effettua circa 400 arresti e centinaia di denunce, decine di camorristi e delinquenti hanno devastato la città e non solo con il piombo ed i veleni, mafia nigeriana, decine di prostitute, vivono in questo territorio migliaia di clandestini e migliaia di disoccupati, abbiamo un centinaio di chilometri di strade,27 chilometri di spiagge e decine di migliaia di persone che d'estate le invadono. Nell’80 dopo il terremoto dell’Irpinia abbiamo subito una trasmigrazione forzata, requisità una intera città per far fronte ad una straordinaria invasione di gente perbene ma anche di disperati, poco dopo abbiamo subito un’altra invasione a causa del bradisismo di Pozzuoli. Che dire della nostra risorsa più importante il nostro mare, che fino agli anni 80 era stato il vero motivo perchéla Napoli bene sceglieva Castel Volturno e non Sorrento? Con il piano PS3 attuato dalla Cassa del Mezzogiorno hanno letteralmente infognato i nostri27 chilometri di spiagge. Tutte questioni eccezionali sotto le quali la città è sprofondata ogni giorno di più fino ad allontanare i migliori e ad attrarre i peggiori e i meno fortunati. Si spendono circa 8 milioni per il servizio ecologico e ne incassiamo 4, senza avere la possibilià di raggiungere molti evasori sia per mancanza di personale ed anche perchè in questa nostra città vi è una emigrazione ed immigrazione intorno all'8% annua, soprattutto di persone che non hanno nulla da perdere. Con questi numeri, con questi poteri, con queste scarse risorse umane e finanziarie a disposizione, nessuna amministrazione riuscirà a governare Castel Volturno senza fallire. Solo chi governa si rende conto che Castel Volturno può salvarsi solo se un giorno la politica locale tutta avrà la capacità di coinvolgere tutte le Istituzioni dello Stato e "pretendere" dal Governo, con un piano di livello nazionale, per intenderci come quello messo in atto tra lo Stato e la famiglia Coppola, e con i mezzi necessari, come per esempio sono stati messi in campo per combattere la camorra, e risolvere questioni che rimarranno irrisolte senza l'aiuto necessario. La politica locale avrà anche delle responsabilità, ma qui è mancato per troppi anni lo Stato e se non è mancato questo è il risultato che non può essere addebitato solo ai castellani. La mia amministrazione del 2000 - 2005 è stata quella che certamente aveva dato una straordinaria ripresa al territorio, le case valevano il doppio alla fine del mandato e c'era un clima molto fiducioso per il futuro, condizione raggiunta con straordinario impegno e sacrificio che però è svanita nel nulla dopo che una certa politica si è impadronita nuovamente del Palazzo. Il popolo si era convinto che Nuzzo avrebbe avuto la bacchetta magica e sarebbe stato capace di fare meglio. I risultati non li commento, perché è facile e demagogico contestare e criticare, il difficile è GOVERNARE. Auguri ai prossimi. Cordialmente, Antonio Scalzone LA REPLICA - Non a tutti piace quello che scrivo o che scriviamo. Ma le notizie, come sostiene Paolo Mieli devono lasciare ... quel retrogusto amaro in bocca e nella coscienza... Può darsi che a Castel Volturno per anni sia mancato lo Stato, che le scelte importanti non siano state poi assunte, ma i rappresentanti politici locali, provinciali, regionali e di Governo sono stati scelti sempre dall'elettorato locale, gran parte del quale bazzica nelle attuali associazioni che arrivano a contestare la commissione prefettizia, gran parte del quale per anni si è fatto rappresentare da una classe politica divisa in due blocchi, in fazioni familiari che si sono lacerate a vicenda, ma che nel contempo hanno "vissuto" con quella politica; gran parte del quale oggi, col cappio alla gola, intende manifestare, quando ormai si è persa ogni credibilità civica, sociale e politica. Il tutto può sintetizzarsi non in una vera questione Castel Volturno, ma in una questione culturale... Max Ive